Diritto e Fisco | Editoriale

Condono edilizio: cos’è?

7 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 agosto 2018



Cos’è un condono? In cosa consiste il condono edilizio? Come ottenere il condono delle opere abusive e quali sono gli effetti?

Avrai sentito parlare di condono edilizio almeno un milione di volte: in televisione, sui giornali, ascoltando i proclami dei politici in campagna elettorale. Ma di cosa si tratta precisamente? Il problema del condono edilizio è che non sempre è facile capire quando e a chi si applica. Erroneamente si tende a credere che si tratti di una specie di magia che, improvvisamente, interviene a sanare ogni situazione di irregolarità. In realtà non è proprio così; né bisogna credere che il condono edilizio legittimi qualsiasi intervento abusivo e che si possa ottenere gratuitamente. Il condono edilizio è una misura eccezionale che, in Italia, è stata concessa dalla legge solamente tre volte. Fatta questa necessaria premessa, se anche tu avresti bisogno di un condono edilizio, nei hai usufruito in passato oppure semplicemente sei curioso di saperne in più, prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo insieme quando si applica e cos’è il condono edilizio.

Condono: cosa significa?

Prima di vedere cos’è il condono edilizio spieghiamo velocemente cosa si intende per condono in generale. Il condono è un provvedimento statale che equivale, su per giù, ad una sanatoria: ad esempio, il condono fiscale comporta la regolarizzazione della posizione dei contribuenti che non hanno versato quanto dovuto. Ciò non significa che nulla più è dovuto, ma semplicemente che lo Stato rinuncia alle sanzioni che altrimenti avrebbe dovuto comminare. In altre parole, quindi, il condono è una specie di “grazia” concessa dallo Stato alle persone che si trovino in determinate condizioni di illiceità e che chiedano di essere “perdonate” per la loro condotta.

Cos’è il condono edilizio?

Il condono edilizio rientra nella più ampia categoria di condono e consiste in una speciale sanatoria riguardante gli abusi edilizi. Concretamente, si tratta di una legge dello Stato con cui si invitano i cittadini non in regola con la legislazione urbanistica a segnalare spontaneamente all’autorità competente la propria situazione al fine di ottenere un’agevolazione per la messa in regola.

Condono edilizio: come funziona?

Da quanto detto finora si evince l’eccezionalità del condono edilizio: si tratta infatti di una legge (finora in Italia se ne sono avute solamente tre) che consente la regolarizzazione di una posizione illecita. Per poter ottenere il condono edilizio è necessario innanzitutto attendere il provvedimento di legge che lo prevede: in esso sarà possibile leggere a chi concretamente si estende il “perdono” dello Stato. Ad esempio, il condono può essere previsto per costruzioni realizzate in zone non edificabili, oppure che superano i limiti volumetrici fissati dalle norme, o le distanze minime previste dalla legislazione, ecc.

A quel punto, il cittadino che voglia ravvedersi deve autodenunciarsi presso l’autorità competente (ad esempio, l’ufficio tecnico del Comune), pagare una sanzione amministrativa per l’illecito compiuto e, nel caso in cui l’opera abusiva abbia addirittura violato le leggi penali, un’altra somma a titolo di oblazione, estinguendo così il reato commesso.

Effetti del condono edilizio

Pur non essendo una sanatoria in senso stretto, il condono edilizio ha comunque come effetto quello di porre fine ad una situazione di illegalità. Questo, però, non significa ogni tipo di anomalia venga cancellata. La Corte di Cassazione, a proposito del condono avutosi nel 1985 [1], ha stabilito che il condono edilizio si limita a regolarizzare le opere edilizie rispetto agli ordinamenti amministrativi, penale e fiscale, ma non incide sui rapporti tra i privati; ciò significa che, in caso di violazione delle norme sulle distanze, il danneggiato può chiedere il ripristino o, se ne ricorrano i requisiti, il risarcimento del danno [2].

In poche parole, la Corte di Cassazione ha giustamente precisato che il condono edilizio è un “favore” che lo Stato, e solo lo Stato, fa a chi si trova in determinate posizioni di irregolarità. Di conseguenza, il fatto che la legge rinunci a punire chi si avvale del condono non significa che anche i privati, danneggiati dall’abuso, debbano fare altrettanto, cioè debbano rinunciare a tutelare i propri interessi. Le norme urbanistiche, infatti, sono sì statali, cioè poste nell’interesse pubblico, ma al contempo tutelano anche gli interessi dei privati. Da tanto consegue che colui che ottiene il condono, se ha fatto pace con lo Stato, dovrà comunque vedersela con il cittadino la cui posizione giuridica sia lesa dal suo illecito. Si prenda ad esempio colui che costruisce non rispettando le distanze minime: in questo caso, il vicino potrà comunque agire in tribunale per tutelare il proprio diritto, a prescindere dal condono.

Per poter ottenere il condono edilizio, come ricordato, bisogna rispettare le condizioni che la legge detta. A proposito del condono del 2003 [3], il Consiglio di Stato ha statuito che l’onere della prova in ordine all’ultimazione delle opere abusive in data utile per fruire del condono spetta al privato richiedente; ne consegue che, quando la dichiarazione sostitutiva contenuta nell’istanza di sanatoria sia contraddetta da elementi documentali specifici (ad esempio da fotografie e rilievi), compete all’interessato di fornire, a sua volta, ulteriori concreti elementi documentali, di data certa, atti ad asseverare la veridicità della circostanza relativa all’epoca di ultimazione (nella specie funzionale, trattandosi di opere non residenziali) del manufatto [4]. Ciò significa che il privato che voglia beneficiare del condono non solo deve rispettare le condizioni dettate dalla legge, ma deve anche dimostrare di avervi adempiuto.

note

[1] L. 28 febbraio 1985, n. 47.

[2] Cass., sent. n. 4901 del 16.11.1989.

[3] Legge n. 326/2003.

[4] Consiglio di Stato, sent. n. 211 del 15.01.2013.

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI