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Malattia da reflusso gastroesofageo: cause, sintomi e rimedi

23 Luglio 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 23 Luglio 2018



Gli impegni lavorativi, i ritmi frenetici, lo stress, stati d’ansia, una non corretta alimentazione ci provocano disturbi e fastidi: possiamo trascurarli?

La malattia da reflusso gastroesofageo è una condizione clinica che si manifesta quando il passaggio involontario di materiale dallo stomaco all’esofago altera lo stato psico-fisico dell’individuo. È una malattia cronica molto frequente, colpisce circa il 40% della popolazione. I quadri clinici spaziano da sintomi lievi come bruciore e acidità di stomaco fino a quadri di ulcere e stenosi esofagee. È importante quindi conoscere cause, sintomi e rimedi della malattia da reflusso gastroesofageo.

Cause della malattia da reflusso gastroesofageo

Per spiegare il motivo della risalita di materiale proveniente dallo stomaco in esofago dobbiamo analizzare come avviene la prima parte della digestione. Il cibo, una volta masticato, viene spinto con la deglutizione nell’esofago le cui contrazioni ne permettono il passaggio nello stomaco attraverso lo sfintere gastroesofageo.

Sono quindi tre le strutture anatomiche interessate: l’esofago, lo sfintere esofageo, lo stomaco. Le alterazioni di questi componenti possono determinare la malattia da reflusso gastroesofageo.

La mucosa esofagea è in grado di proteggersi dal materiale acido: una qualunque lesione che faccia venir meno questa capacità determina danni e conseguenti sintomi al paziente.

Lo sfintere gastroesofageo fa parte di una barriera antireflusso che impedisce meccanicamente la risalita: una debolezza da parte di questa struttura oppure un minor tono dello sfintere esofageo rende frequente la risalita delle componenti acide in concentrazioni tali da superare le capacità difensive della mucosa esofagea.

Un ritardato svuotamento gastrico o un aumento della secrezione acida a seguito, per esempio, di ingestione di caffè, agrumi, cioccolato può essere causa della malattia da reflusso gastroesofageo.

Pertanto alla base della malattia vi è uno squilibrio tra i meccanismi di difesa dell’esofago e le barriere che impediscono la risalita del materiale acido.

I sintomi del reflusso gastroesofageo

Si può ipotizzare una malattia da reflusso gastroesofageo in presenza di rigurgito acido involontario, bruciore dietro lo sterno dopo mangiato o da sdraiati, sensazione di cibo che ristagna in zona retrosternale, eruttazione, tosse secca cronica, senso di oppressione tanto da sospettare un problema cardiaco.

Reflusso acido e pirosi gastrica sono i sintomi caratteristici e la loro presenza permette una diagnosi quasi certa di malattia da reflusso gastroesofageo.

È importante sottolineare che il passaggio di materiale acido dallo stomaco all’esofago avviene anche in condizioni fisiologiche. Quello che fa sì che solo alcuni individui sviluppino la malattia è la quantità di materiale che risale in esofago, la frequenza con cui ciò avviene e i sintomi correlati.

La malattia da reflusso gastroesofageo viene definita:

  • lieve se i sintomi sono presenti da meno di sei mesi, hanno una frequenza di meno di tre episodi a settimana e non influenzano la vita quotidiana;
  • severa se i sintomi hanno frequenza giornaliera, durano da più di sei mesi e influenzano pesantemente le attività giornaliere.

Complicanze della malattia da reflusso gastroesofageo

  • infiammazione della mucosa dell’esofago (esofagite) che presenta vari livelli di gravità che vanno dall’erosione fino alle ulcere con conseguenti sanguinamenti;
  • restringimento esofageo;
  • esofago di Barrett caratterizzato da una trasformazione della mucosa esofagea che assume le caratteristiche della mucosa gastrica. È considerata una lesione precancerosa.

Diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo

La diagnosi si fonda sulla storia clinica e su indagini strumentali. Nei pazienti che lamentano una sintomatologia lieve non vengono eseguite indagini strumentali, ma si procede direttamente con la terapia.

I pazienti che presentano una sintomatologia severa o che manifestano, oltre al quadro clinico caratteristico della malattia, anche dei sintomi di allarme come un sanguinamento gastroenterico, dimagrimento improvviso e anemia, vengono sottoposti ad esami strumentali:

  • l’esame fondamentale è l’esofagogastroduodenoscopia che permette di identificare quadri di esofagite, ulcere, neoformazioni. Nel corso dell’esame endoscopico si possono effettuare biopsie su lesioni sospette;
  • in casi selezionati vengono eseguiti anche la pH-metria che valuta il grado di pH (acidità) nel lume esofageo e la manometria che indaga sulla tonicità dello sfintere esofageo.

La terapia della malattia da reflusso gastroesofageo

In presenza di sintomi modesti i pazienti tendono ad acquistare in farmacia prodotti da banco. Solo quando i sintomi persistono per mesi e si aggravano ricorrono al medico.

La terapia medica è volta a ridurre il reflusso, a neutralizzare l’acidità e a proteggere la mucosa esofagea.

Si basa su:

  1. norme igienico dietetiche costituite da:
  • mangiare lentamente;
    • una dieta priva di alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco come cibi grassi, cibi fritti, spezie;
    • assunzione limitata di cibi e bevande irritanti come caffè, the, cioccolata, bevande gasate, arance, limoni, aceto, vino bianco, superalcolici;
    • astensione dal fumo;
    • evitare pasti abbondanti;
    • ridurre il sovrappeso;
    • limitare le situazioni di stress che acuiscono la sintomatologia.
  1. terapia farmacologica rappresentata da:
  • farmaci inibitori della pompa protonica come il lansoprazolo;
    • farmaci protettivi di barriera come gli alginati e gli antiacidi;
    • farmaci che accelerano lo svuotamento gastrico.

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