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Assegno con firma illeggibile: rischi

23 Luglio 2018
Assegno con firma illeggibile: rischi

Protesto per assegno recante una firma di traenza illeggibile e non corrispondente allo specimen depositato in banca: che significa?

Un giorno, dovendo pagare un creditore ma non essendo presente sul posto, hai autorizzato un tuo collaboratore a consegnargli un assegno tratto da un tuo blocchetto, mettendo una firma al posto tuo. Il tuo collaboratore non si è preoccupato di simulare la grafia che abitualmente utilizzi e ha disegnato uno scarabocchio a caso. Il creditore non ha battuto ciglio, ritenendo di essere garantito dall’autenticità del titolo. Anche tu, lì per lì, hai creduto che l’operazione fosse pienamente legittima: ciò che conta – hai pensato – non è tanto la firma quanto la numerazione dell’assegno ed il fatto che esso appartenga a un blocchetto regolarmente rilasciato dall’istituto di credito. Senonché, solo ora, ponendo maggior attenzione alla situazione, ti chiedi cosa potrebbe succedere se la banca decidesse di non pagare più il creditore perché la sottoscrizione sul titolo di credito è diversa da quella che hai depositato in filiale al momento del rilascio del carnet. Quali sono i rischi di un assegno con firma illeggibile? La questione è stata analizzata poche ore fa dalla Cassazione con un’ordinanza [1] molto interessante. Alla luce della pronuncia odierna, chi crede di potersi appigliare a uno scarabocchio o a una firma illeggibile o a un nome diverso dall’intestatario del blocchetto pur di non pagare i creditori a cui ha consegnato l’assegno si sbaglia di grosso. Ecco cosa hanno detto, a riguardo, i giudici supremi.

Emettere un assegno con firma illeggibile è un’arma a doppio taglio. È vero: la banca non può pagare il titolo tutte le volte in cui, già a prima vista, la firma è completamente diversa da quella depositata in filiale, il che significa che il correntista non vede diminuire i soldi che ha sul conto corrente; ma è anche vero che, da un lato, il creditore possiede comunque un titolo esecutivo nei tuoi riguardi – che gli consente di ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo – e, dall’altro lato, l’istituto di credito è tenuto a inviare il titolo al notaio per elevare il protesto. In buona sostanza – è questo l’insegnamento fornito dalla Cassazione – l’assegno con firma illegittima o illeggibile deve essere protestato e il titolare subirà le sanzioni della Prefettura.

Che colpa ne ha – si potrebbe pensare – il titolare del carnet se un’altra persona, al posto suo, firma un assegno e lo rilascia a terzi? In verità egli deve custodire con cura il proprio blocchetto e denunciare prontamente lo smarrimento o il furto.

La banca deve negare il pagamento del titolo quando la firma apposta sull’assegno risulta non leggibile né rispondente a quella depositato presso l’istituto (analogo rifiuto scatta in caso di furto, smarrimento e sottoscrizione apposta da persona diversa dal correntista). Il protesto serve proprio a consentire alla banca trattaria di conservare l’azione di regresso nei confronti di girante, traente e altri obbligati.

Fra l’altro, in passato, la stessa Cassazione aveva già detto [2] che se la banca non paga un assegno, in quanto la firma apposta sul medesimo risulta illeggibile, non può essere considerata responsabile: il suo non è infatti un illecito. Anzi al contrario sarebbe nel torto se pagasse un titolo con una sottoscrizione chiaramente non riferibile all’intestatario del carnet. In tal caso allora dovrebbe restituirgli i soldi prelevati dal conto corrente. La verifica e il confronto tra la firma sull’assegno e quella depositata non deve avvenire con particolari strumenti tecnologici, ma “a vista”, con la prudenza e l’accortezza che si richiede al banchiere.

Firma diversa sull’assegno

La Cassazione distingue due ipotesi. Il primo caso è quello della firma diversa da quella del titolare del conto: ad esempio firma Mario Rossi ma il titolare del carnet è Giovanni Bianchi. Quando la firma sul titolo è completamente diversa da quella del titolare del conto, per conservare l’azione di regresso nei confronti degli obbligati è sufficiente il protesto nei confronti di chi risulta aver emesso l’assegno: il correntista non risulta formalmente obbligato al pagamento della somma portata dal titolo.

Firma illeggibile sull’assegno

Quando invece la firma sull’assegno è illeggibile, manca la certezza che il soggetto che ha firmato l’assegno sia diverso dal correntista, su cui peraltro grava l’obbligo di custodire i titoli. In tale ipotesi, secondo una circolare del ministero dell’Industria [3], la banca deve elevare il protesto a carico dell’intestatario del conto con il codice “32” («assegno recante una firma di traenza illeggibile e non corrispondente allo specimen depositato in banca»). E ciò soprattutto se non risulta denunciato lo smarrimento o il furto dell’assegno.


note

[1] Cass. ord. n. 19487/18 del 23.07.2018.

[2] Cass. sent. n. 18723/2007.

[3] Min. industria circolare 3512/C.


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