Diritto e Fisco | Editoriale

Mountain bike e bici elettrica: velocità massima consentita

24 luglio 2018


Mountain bike e bici elettrica: velocità massima consentita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 luglio 2018



Biciclette: sono soggette al codice della strada ma che succede in caso di eccesso di velocità? È vero che per le bici con pedalata assistita non si possono raggiungere i 25 km orari?

Ti sei mai chiesto fino a che velocità può andare una bicicletta? Se sei solito pedalare e hai forza nelle gambe ti sarà certamente capitato, alla vista dei numerosi cartelli piantati ai margini della strada, con l’indicazione dei limiti consentiti alle auto, di domandarti se questi valgono anche per le biciclette. Specie in discesa, infatti, le bici possono arrivare ad eguagliare i motorini. Eppure l’assenza di un motore è spesso fonte di equivoci: si pensa, a torto, che i ciclisti non siano tenuti a rispettare il codice della strada. Non è così. E ciò non vale solo per i controsensi, il passaggio col rosso, l’obbligo di dare la precedenza o di segnalare la svolta (non certo con le frecce ma con l’ausilio delle braccia). Anche gli sportivi dei pedali rischiano le multe in caso di eccesso di velocità. Ma cosa succede ai punti della patente se dovesse sopraggiungere una contestazione? Un ciclista può essere fotografato da un autovelox? E se la bici dovesse essere munita di un motorino elettrico questo va autolimitato o può superare qualsiasi velocità? A tali domande daremo una risposta qui di seguito. Ma procediamo con ordine e iniziamo a vedere qual è la velocità massima consentita alle mountain bike e alle bici elettriche.

Biciclette e mountain bike devono rispettare i limiti di velocità?

I limiti di velocità prescritti con la segnaletica stradale o, in mancanza, dal codice della strada, valgono sia per le auto e le moto che per le biciclette.

Ad esse si applicano quindi le comuni regole prescritte per i mezzi a motore e le relative contravvenzioni in caso di violazione (eccesso di velocità). Come vedremo a breve, regole speciali valgono per le bici elettriche dotate di acceleratore di velocità (con pedalata assistita cioè da un motorino).

A quale velocità può andare una bicicletta o una mountain bike?

Per stabilire a che velocità può andare una bicicletta bisogna quindi riferirsi al cartello posto ai margini della strada il quale deve ritenersi destinato non solo ad auto e moto ma anche agli sportivi dei pedali. In assenza di un apposito cartello, valgono i limiti di legge ossia:

  • 130 km/h per le autostrade;
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali;
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali;
  • 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.

Quali sanzioni in caso di eccesso di velocità della bicicletta?

La bicicletta è soggetta alle normali contravvenzioni per eccesso di velocità previste per i veicoli a motore, tuttavia non è prevista né sottrazione dei punti della patente, né la sospensione della patente stessa; ciò per il semplice fatto che per guidare una bicicletta non c’è bisogno di patente. Anche chi ne fosse munito, non potrebbe vedersi sottrarre i punti dalla patente per l’auto per una condotta illecita commessa con la bicicletta. Restano però le sanzioni economiche, ossia:

  • se il limite di velocità viene superato di non oltre 10 km/h scatta una multa da euro 41 a euro 168;
  • se il limite di velocità viene superato di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h scatta una multa da euro 168 a euro 674;
  • se il limite di velocità viene superato di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h scatta la multa da euro 527 a euro 2.108;
  • se il limite di velocità viene superato di oltre 60 km/h scatta una multa da euro 821 a euro 3.287.

Un autovelox può fotografare un ciclista?

In teoria l’autovelox potrebbe anche fotografare il ciclista in eccesso di velocità. Tuttavia, il problema si porrebbe successivamente nel momento in cui si deve identificare a posteriori il trasgressore il quale, non essendo munito di targa, non potrebbe essere rintracciabile così come invece succede per un automobilista. Pertanto le contravvenzioni per eccesso di velocità dei ciclisti andrebbero fatte tutte con strumenti che consentano di stabilire al momento l’andatura e constare subito la contravvenzione al conducente.

Bicicletta elettronica: quale limite di velocità?

Veniamo ora alle bici con pedalata assistita ossia quelle elettriche, anche chiamate e-bike. La normativa (in vigore dal 1° gennaio 2017) stabilisce che i motori debbano essere realizzati in modo da non superare i 25 km orari e/o devono avere una potenza del motore non maggiore di 250W. Se la bicicletta dovesse superare tale limite, difatti, sarebbe equiparata a un motociclo con applicazione di tutta la conseguente normativa sui motorini: dall’obbligo della targa a quello dell’assicurazione, dal versamento del bollo all’installazione dello specchietto retrovisore, dal casco ai fanali.

Per le normali biciclette a pedalata assistita, se si vuole aumentare la velocità non appena raggiunti i 25km/h è necessario pedalare, fermo comunque il divieto di superare i limiti previsti dalla legge.

Invece le bici che superano i 25 km/h devono essere omologate e rispondere ai requisiti che abbiamo indicato poc’anzi.

Certo, c’è anche chi tarocca le biciclette e riesce a sbloccare il motore in modo che questo raggiunga anche più di 25 km/h. Tuttavia in tal caso a rischiare è sia il meccanico che il ciclista, qualora fosse trovato a bordo di un veicolo taroccato. Di recente la Cassazione [1] ha stabilito che il meccanico che si ingegna per installare sulle biciclette elettriche in commercio un tasto che, una volta premuto, permette al motore di attivarsi senza limiti rischia di incorrere nel reato di frode in commercio. Specialmente se poi appone anche il marchio CE falso sul velocipede in commercio. Quanto al ciclista questi rischierebbe una contravvenzione e, in caso di sinistro, il diniego al risarcimento dei danni.

note

[1] Cass. sent. n. 30915/18 del 9.07.2018.


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