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Come coltivare erbe officinali?

5 Agosto 2018


Come coltivare erbe officinali?

> Salute e benessere Pubblicato il 5 Agosto 2018



Che tu abbia un piccolo spazio verde fuori casa o voglia costruire il tuo orto casalingo, magari sul terrazzo, puoi coltivare senza difficoltà delle erbe officinali che saranno la tua piccola farmacia a costo zero

Ti sei tagliato la mano? Nessun problema: disinfettiamo la ferita e poi applichiamo l’aloe vera direttamente dalla foglia. Senti un dolore allo stomaco? Puoi prepararti un infuso con la menta. Hai preso il raffreddore? È presto fatto un bell’infuso con l’echinacea, mentre se la febbre ti sta buttando a terra, ti sarà di aiuto un bell’infuso con la melissa. Ed invece per lo stress? Anche in questo caso erbe officinali come il ginseng o la rhodiola possono aiutarci a fortificare l’organismo e contrattaccare i disturbi che derivano dalla ansia e dallo stress. Insomma: qualunque malanno tu abbia, puoi scegliere il rimedio naturale che fa al tuo caso e se hai il pollice verde puoi anche coltivarlo a casa. Stiamo parlando delle erbe officinali: vere e proprie piante curative che si possono coltivare in ampio orto, nel piccolo giardino di casa o nell’appartamento. Sono delle vere e proprie piante della salute utilizzate per uso alimentare ma non solo. C’è chi di queste piante ne ha fatto un vero e proprio business ecco perché è certamente interessante sapere come si coltivano le erbe officinali che, molto spesso, non sono neppure difficili da curare mentre più complessa e delicata è la fase di raccolta e di trasformazione. Ma, senza voler rubare la professione di imprenditore ad alcuno, possiamo anche solo voler imparare a costruire e mantenere il nostro angolo di farmacia casalinga con la piccola e personalizzata scorta di salute per l’intero anno. Foglie, fiori, semi, frutti, radici ed anche alcune cortecce saranno i piccoli tesori del nostro angolo della salute. Dunque, cerchiamo di rispondere a chi chiede: come coltivare erbe medicinali?

A cosa servono le erbe officinali

Lo dice il loro stesso nome: le erbe officinali altro non sono se non erbe e piante utilizzate da sempre dall’uomo per avere un aiuto dalla natura quando ha problemi di salute. Stai male? Il rimedio naturale viene dalle piante. E se le hai coltivate tu: la soddisfazione è ancora maggiore. Ma di preciso quali malanni possono essere curati con le piante officinali? Facciamo qualche esempio: l’aloe è ottima per far cicatrizzare le ferite. La menta ha effetti calmanti e viene usata in infusi o the. Anche la camomilla è notoriamente un calmante naturale ed aiuta chi ha problemi al cuore. Se, invece, vuoi rafforzare le tue difese immunitarie puoi usare l’echinacea, mentre se hai una brutta febbre si possono sfruttare gli effetti benefici della melissa che aumenta la sudorazione e, quindi, contribuisce a regolare la temperatura corporea. Anche la rosa canina è ottima da usare in caso di influenza o raffreddore.

Semina, fertilizzazione ed irrigazione

La difficoltà della coltivazione varia in base al tipo di erba che vogliamo crescere: ad esempio, l’aloe vera non solo è l’erba più prolifica (infatti, ogni anno nel medesimo vaso nascono delle piccole nuove piantine che possono essere trasferite in vasi nuovi) ma è anche la più semplice da coltivare perché necessita solo di acqua e di un bel posticino al sole. Anche la menta è semplice da coltivare e predilige posti luminosi ma non esposti direttamente sotto i raggi solari così come non difficile è la cura della camomilla.

Studiare la coltivazione delle erbe medicinali vuol dire imparare non solo le modalità di propagazione, la semina o l’impianto ma vuol dire anche conoscere come concimare o fertilizzare le erbe officinali e provvedere alla loro irrigazione e, ancora, saperle essiccare e trasformare.

Potrà sembrare ‘esagerato’ ma se pensiamo che esistono dei veri e propri corsi che insegnano tecniche e metodi di produzione ed anche tecniche di gestione e programmazione di attività imprenditoriali sulla coltivazione, produzione e vendita delle erbe officinali o, ancora, sui centri di trasformazione della pianta nel prodotto finale, appare sicuramente utile approfondire l’argomento. Infatti, esistono sia aziende di piccole dimensioni che si occupano di questa attività, anche nelle aree svantaggiate, sia aziende di grandi dimensioni che trasformano la passione per il verde in business.

Per la scelta delle piantine affidiamoci a vivai esperti. Per il concime è sempre importante ricordare che, trattandosi di piante destinate ad un uso medicinale o alimentare, sarà indispensabile dare concime naturale (come quello a base di paglia decomposta o altri tipi che possiamo costruirci da soli) e non chimico, anche se più facilmente reperibile e certamente più economico. Per una sana semina occorrerà lavorare il terreno all’inizio della primavera e poi lasciarlo riposare per una settimana prima di immettervi le piantine. Mentre per la coltivazione dobbiamo fare attenzione al ristagno dell’acqua: quindi, è preferibile (laddove non abbiamo un orto) usare vasi che abbiano il fondo forato per lo scolo dell’acqua in sovrabbondanza od usare un misto costituito da terra e sabbia o ghiaia. È importante anche trovare il posto più adatto dove mettere le nostre piante officinali: che sarà certamente un posto lontano dalle correnti d’aria e dal freddo. Per l’essiccazione è necessario fare attenzione alle alte temperature ed alla luce: infatti, le elevate temperature pur velocizzando questa fase potrebbero causare la distruzione di principi attivi importanti; mentre temperature più basse potrebbero facilitare la moltiplicazione di microrganismi presenti e peggiorare la qualità del bene. Ecco perché molti usano dei deumidificatori: perché servono a raggiungere una temperatura equilibrata.

La coltivazione delle erbe officinali con metodo biologico

Coltivare con metodo biologico vuol dire far crescere una pianta in modo naturale: senza pesticidi o prodotti chimici. Ma in termini concreti che vuol dire ‘coltivare con metodo biologico’? In sostanza ciò significa, ad esempio, che per concimare il terreno non si useranno fertilizzanti a rapida crescita ma rifiuti riciclati. Ed ancora: l’uso di colture differenti e l’alternanza di specie diverse nel medesimo appezzamento di terreno, rende più difficile la proliferazione di funghi od attacchi di insetti e, quindi, evita l’utilizzo di pesticidi. E così via dicendo. Ecco perché la coltivazione biologica, così come nel settore alimentare più propriamente detto, va sempre aumentando di prestigio: perché fornisce benessere e salute maggiore all’uomo grazie al maggior rispetto della naturalezza nelle operazioni di coltivazione.

Di Samantha Mendicino

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Autore immagine: pixabay.com


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