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Malattie trasmesse dagli alimenti: quali sono?

24 Luglio 2018
Malattie trasmesse dagli alimenti: quali sono?

Una buona salute dipende (anche) dalla sana alimentazione. Ma cosa accade se è proprio il cibo la causa della malattia? Impariamo gli alimenti che contengono maggiori fattori di rischio, i sintomi e come difendersi dalle infezioni alimentari.   

Gli italiani sono (quasi) tutti bravi cuochi. E quelli che non rientrano in questa categoria, con elevata probabilità sono dei buongustai. Quindi, questo articolo riguarda, in un modo o nell’altro, anche te perché il cibo, che è il principale strumento attraverso il quale passa la sana crescita dei bambini, la buona salute degli adulti, la guarigione dalle malattie invalidanti il fisico e la sopravvivenza in generale dell’uomo, può diventare uno dei più pericolosi nemici per la nostra vita. Purtroppo questo si verifica perché esistono delle malattie trasmesse dagli alimenti che possono portare allergie respiratorie, cutanee, gastrointestinali e cardiocircolatorie dipendenti dalla presenza di virus, batteri, parassiti, funghi ed alghe capaci di causare danni alla salute dell’uomo. E così alla domanda, malattie trasmesse dagli alimenti: quali sono? appare importante rispondere con una sintesi delle malattie trasmissibili dal cibo, almeno quelle più diffuse. Ma non basta: è necessario, infatti, anche imparare gli alimenti con maggiori fattori di rischio e come avviene la contaminazione capace di causare intossicazioni od avvelenamenti od infezioni o tossinfezioni, allergie ed intolleranze alimentari. Soprattutto oggi, considerato che le statistiche affermano che le malattie veicolate dagli alimenti sono in linea generale in costante ascesa in tutti i Paesi industrializzati, tra cui rientra l’Italia, avendo sempre maggiore incidenza anche sulla salute dei neonati e dei bambini. Pertanto, non è più sufficiente padroneggiare le tradizionali sane abitudini alimentari italiane. Occorre essere istruiti su come difenderci ed è per questo che di seguito, cercherò di fornire un sintetico quadro dei consigli utili per prevenire queste affezioni.

Perché ci si ammala col cibo e quali sono gli alimenti con maggiori fattori di rischio

Contaminare il cibo con cui ci nutriamo e subirne gli effetti negativi, come le intossicazioni alimentari o le infezioni, è davvero semplice. In effetti, il cibo prima di arrivare sulle nostre tavole segue un percorso formato da diverse tappe che, tanto per comprenderci, possono essere così riassunte: la raccolta, la conservazione in appositi luoghi prima della vendita, la vendita, la conservazione e la preparazione. Nel passaggio tra tutte queste fasi non è difficile che la mancanza di rispetto delle regole igieniche porti con sé la contaminazione dell’alimento: ora, per alcuni alimenti le sostanze tossiche od infettive sono naturalmente presenti (come nei funghi); mentre in altri vengono condotte dall’uomo.

Il problema sta nel fatto che quando un alimento viene contaminato da un fungo, da un germe, da un virus o da un batterio, quel microrganismo si riproduce abbastanza rapidamente. Si tratta di agenti pericolosi per il nostro organismo anche perché sono invisibili all’occhio nudo oltre che resistenti a condizioni ambientali sfavorevoli. Ecco perché la battaglia contro le malattie trasmissibili con gli alimenti si combatte sul terreno della prevenzione.

Tra gli alimenti che contengono maggiori fattori di rischio ci sono, in linea generale, le uova, la carne ed il pesce. Ed a questi si aggiungono gli arachidi, le noci e nocciole, il latte, il frumento e la soia (addirittura la soia) per le allergie alimentari.

Quali sono le malattie trasmesse dagli alimenti

In modo abbreviato si chiamano MTA, cioè, Malattie Trasmissibili con gli Alimenti e sono quelle patologie che attaccano l‘uomo tramite l’ingestione del cibo. E normalmente vengono divise tra: infezioni alimentari; intossicazioni od avvelenamenti; tossinfezioni (malattie infettive causate sempre da microrganismi ma in cui prevalgono i fenomeni tossici su quelli infettivi); allergie ed intolleranze alimentari.

Tra le malattie più note abbiamo il botulismo, che è una intossicazione che dipende dall’uso di insaccati o conserve di frutta e verdura preparate in casa, e che si manifesta dopo 12-36 ore dalla consumazione dell’alimento responsabile, causando difficoltà della parola o della vista, secchezza nella bocca nonchè debolezza muscolare.

Poi c’è la salmonellosi che dipende normalmente dal consumo di carne e derivati, latte e uova. Si manifesta a distanza di 6-72 ore dalla consumazione dell’alimento e comporta nausea e vomito, diarrea e crampi addominali, fino ad arrivare a causare la febbre.

Da menzionare vi è anche l’infezione da stafilococco molto veloce nella sua manifestazione, impiegando massimo 6-7 ore dalla ingestione del cibo responsabile per venire allo scoperto, causando sintomi molto simili alla salmonellosi e dipendendo dall’uso di alimenti come il latte ed i suoi derivati (panna, creme, formaggi non pastorizzati), maionese e carne.

La tossinfezione da clostridium perfrigens dipende dal consumo per lo più di carni di ogni tipo (pollo, manzo, tacchino ecc.), spesso non cotte adeguatamente, e porta con sé sintomi come crampi, coliche addominali, nausea e diarrea; ed anche la tossinfezione da bacillus cereus che dipende dall’uso del riso bollito, ricette a base di cereali e legumi, che si manifesta a distanza di 1-24 ore di distanza dal suo consumo.

Ed ancora: epatite A, febbre tifoide ed altre gravi malattie come il colera che possono dipendere dall’uso di frutti di mare non ben cotti o allevati in acque contaminate o, ancora, dall’ingerimento di latte non pastorizzato e suoi derivati (come la panna). Il latte crudo ed i formaggi fatti con latte non pastorizzato possono anche causare la brucellosi che si manifesta principalmente con la presenza di febbre ed altri sintomi minori come brividi, dolori alle ossa e sudorazione.

Come difenderci dalle malattie trasmissibili con gli alimenti

Quindi, le uniche attività che possiamo porre in essere per eliminare o, quanto meno, minimizzare i rischi di contagio della malattia trasmissibile con l’alimento sono quelle di prevenzione, di eliminazione dei batteri e di impedimento della proliferazione.

Più nello specifico, possiamo prevenire la contaminazione tramite il rispetto delle norme igieniche e della corretta conservazione degli alimenti. Ad esempio, curiamo l’igiene delle mani prima di iniziare a ‘lavorare’ il cibo: anche la banale operazione della pelatura carota non deve avvenire se non prima di aver lavato le nostre mani ed aver pulito al meglio la parte esterna della verdura. Infatti, mentre la peliamo, le nostre mani entrano subito in contatto con la parte interna, destinata ad essere mangiata anche cruda, e facilmente la sporcizia ed i microrganismi presenti sulle mani non lavate o sulla parte esterna della carota (che cresce sotto terra) potrebbero infettarla. Un altro consiglio è quello di evitare il contatto tra cibo crudo e cibo cotto.

È importante anche prestare attenzione alle operazioni atte ad eliminare i batteri: come la cottura dei cibi, che deve riguardare anche le parti più interne (soprattutto per le uova e la carne). Ed ancora: la consumazione degli alimenti dovrebbe avvenire subito dopo la cottura o, se questi debbono essere conservati, è opportuno seguire sempre le raccomandazioni in tema di corretta conservazione del cibo in frigorifero o nel congelatore. E, non da ultimo, non si deve mangiare frutta o verdura se prima non l’abbiamo igienizzata mediante l’uso di presidi medici chimici (anche molto pubblicizzati sui canali televisivi) o, per i tradizionalisti come me, con l’utilizzo dei consigli ‘della nonna’, come l’impiego di bicarbonato diluito in acqua, dove immergere i suddetti prodotti alimentari prima del loro consumo.

Infine, risulta utile anche tentare di impedire la proliferazione mediante la accurata pulizia delle superfici della cucina, degli utensili e dei contenitori che entrano in contatto col cibo.

Soprattutto al giorno d’oggi, in cui nessuno di noi può dirsi ‘ignorante’ su qualche argomento, dato l’utilizzo generalizzato di internet e la proliferazione costante di siti (anche ministeriali) che forniscono informazioni, la regola d’oro è sempre e solo una: informarsi e seguire per ciascun alimento (carne, pesce, latte, uova ecc.) le precauzioni specifiche da adottare oltre alle norme generali per una corretta igiene.

Di Samantha Mendicino

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Autore immagine: pixabay.com


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