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Corruzione di minorenne

9 agosto 2018


Corruzione di minorenne

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 agosto 2018



Non si scherza coi reati sessuali e quando si parla di minori non c’è bisogno di compiere atti sessuali sugli stessi per commettere reato. Ad esempio, si risponde di corruzione di minorenne anche mostrando delle foto pornografiche.

Può sembrare un mondo lontano dalle nostre vite. Eppure, occorre davvero poco per trovarsi impelagati in spiacevoli situazioni che possono coinvolgere i nostri ragazzi, figli o nipoti o amici che siano. Ed a dimostrazione di ciò bastino le stesse notizie di cronaca che ripropongono, ciclicamente, questo problema come i notori casi di insegnanti che si sono ‘innamorati’ dei propri alunni e che hanno sconvolto la vita non solo dell’incauto docente ma anche del minore e della sua famiglia. E poco importa se il ragazzo o la ragazza erano consensienti: la legge si è posta l’obiettivo di difendere la condizione di inferiorità fisica o psichica dei minori e persegue penalmente chi assume comportamenti che possono offendere questo bene: il sereno sviluppo psichico della sfera sessuale del minore. Sebbene ci si trovi in una società che pare ammettere qualsiasi trasgressione, l’esistenza di un reato come la corruzione di minorenne rende evidente come la legge voglia tutelare lo sviluppo psichico della sfera sessuale di minori stabilendo un chiaro (e forte) limite tra il lecito e l’illecito, tanto che il detto reato può essere integrato anche quando il minore, davanti al quale si compie l’atto sessuale, non è consapevole del carattere libidionoso dell’azione che si compie in sua presenza o non è capace di compiere subito una valutazione etica del fatto, essendo sufficiente che la visione a cui ha assistito possa lasciar nel suo sub-inconscio traccia di un qualcosa che possa essere di pericolo per la sua psiche ed il suo sentimento, certamente in costruzione, del pudore.

Cosa pensano gli italiani sul sesso con minorenni

Fu sconvolgente quando circa quattro anni fa la associazione Save the Children, che dal 1919 difende i bambini da mostruosi mali come la povertà, la fame e lo sfruttamento, pubblicò i risultati di un proprio sondaggio in base al quale emergeva che nel nostro bel Paese circa 1 su 3 italiani riteneva ‘accettabile’ che un adulto avesse rapporti sessuali con minore. Ma il sondaggio esprimeva ben altri pericolosi aspetti: innanzitutto, la colpevolizzazione del minore, generalmente adolescente, per l’iniziativa della relazione a fini sessuali ed anche la facilità con cui poter contattare un minore, grazie all’utilizzo di social network o altri siti on line.

Dunque, se è il ragazzo o la ragazza che ti contatta per iniziare un rapporto di ammiccante amicizia o una relazione a palese base sessuale, il senso di colpa dell’adulto medio si azzera seguendo l’idea secondo cui, essendo avvenuta la spinta al contatto ad iniziativa dell’adolescente, è giusto che quest’ultimo accetti le conseguenze delle proprie scelte. Un ragionamento non nuovo che di può ritrocare, ad esempio, in tema di violenza sessuale sulle donne ed in virtù del quale se una donna esce in pubblico in minigonna o con vesti provocanti, accetta sostanzialmente il rischio di essere violentata.

Inoltre –proseguendo nell’analisi dei risultati del suddetto sondaggio– poiché su internet è facile conoscere adolescenti e nascondere al contempo le tue azioni, quasi diventa trasparente il fatto che si stia flirtando con un minore e, una volta rotto il ghiaccio su internet, diventa naturale e consentito tutto ciò che ne consegue, come un incontro di persona o lo spingersi, anche on line, in argomenti di carnalità o sensualità o esplicitamente sui rapporti sessuali.

E quanto detto sia considerato solo quale la punta dell’iceberg, perchè in questo articolo non ci si vuole addentrare nel più vergognoso fenomeno del turismo sessuale con minori che vede, ancora una volta, negli italiani i maggiori utilizzatori del ‘servizio’. I vecchi latin lover occidentali, viaggiando tra Colombia, Kenya, Brasile ed altri Paesi tipiche mète di questa forma di sfruttamento minorile, hanno lasciato il posto ai pervertiti che abusano soprattutto di vittime tra i 12 ed i 14 anni. E l’allarme è dettato dagli altri risultati della ricerca come, ad esempio, il fatto che ‘solo’ il 5% dei turisti sessuali a danno dei minorenni sia costituito dai pedofili abituali mentre tutti gli altri sono dei degenerati occasionali. Oppure la circostanza che oltre il 75% di questi falsi turisti è formato da uomini tra i venti ed i quaranta anni, appartenenti per lo più a ceti sociali medio-alti. O, infine, il fatto che la ricerca di minorenni non si ferma ai quattordicenni ma va ben sotto questa, già perversa, soglia di età.

Quando è lecito avere rapporti sessuali quando l’altro è un minore

Secondo la legge [1] è reato avere rapporti sessuali con i minori di anni 14. E diventa reato anche fare sesso con i minori di anni 16 nel caso in cui l’adulto abbia con questi un rapporto di cura o di custodia. Quest’ultimo è il caso in cui, ad esempio, l’adulto coivolto sia un parente della vittima od un genitore, anche se adottivo, od un suo insegnante od anche il sacerdote della parrocchia frequentata dal minore.

Ne discende che, in linea generale, è legittimo avere un rapporto sessuale con un quattordicenne. Ma se esiste una relazione di cura o custodia o convivenza si può avere un rapporto sessuale solo col minore sedicenne. E sempre che ci sia il suo consenso e questo non si sia ‘comprato’ con promessa di denaro o di ricariche telefoniche o di altre utilità economiche, come un vestito, un gioiello, od altre promesse di aiuti economici. Non da ultimo, ci sono state minorenni che si sono venute in cambio di sigarette.

E cosa succede se avviene sesso tra minorenni? Perché non scatti la responsabilità penale è necessario che il più piccolo tra i due abbia compiuto 13 anni e che la differenza di età tra minori non sia superiore a tre anni. Quindi, se un ragazzo di 17 anni ha rapporti sessuali con una ragazza di 14 anni non ci sarà reato. In caso di differenza di età superiore a questa forbice, invece, sì: ad esempio una ragazza di 17 anni che ha rapporti sessuali con un ragazzo di 13 anni, avrà commesso un atto penalmente rilevante (perché la differenza qui è di ben 4 anni).

Ma perché esista un reato, non è necessario il compimento di atti sessuali attraverso un contatto corporeo con il minore: dal 1996 sono state introdotte nel nostro codice penale diverse norme [2] che si occupano dei reati sessuali a danno dei minori e tra i quali vi è quello di corruzione di minorenne che si ha generalmente quando il minore non è destinatario degli atti sessuali ma è spettatore rispetto ad atti sessuali commessi da altri [3].

Il reato di corruzione di minorenne

Iniziamo a fare un po’ di chiarezza, con degli esempi pratici che ci possano guidare nella comprensione dei comportamenti illeciti in tema di reati sessuali a danno dei minori, badando a quei fatti che, seppur ci sembrano simili a prima vista, in realtà hanno delle diversità che portano alla configurazione di delitti differenti.

Ad esempio, se l’adulto palpeggia zone erogene del minore od ha un rapporto sessuale con questi si avrà il più noto reato di atto sessuale con minorenne. Questo perché in queste condotte vi è il contatto fisico che coinvolge la vittima. L’elemento che risalta in questa forma di delitto, infatti, è il concetto di corporeità sessuale: una espressione che fa parte di quella terminologia tecnica che spesso usa la giurisprudenza ma che non è difficile da tradursi in termini pratici. Infatti, per i giudici si parla di ‘corporeità sessuale’, quale elemento necessario perché ci sia questo tipo di reato, tutte le volte in cui in cui l’adulto trova soddisfacimento sessuale da un atto che può essere la propria masturbazione così come il mero assistere alla esecuzione di atti sessuali da parte del minore [4]. Quindi, si tratterà sempre di atto sessuale con minore nell’ipotesi in cui l’adulto compia atti sessuali di autoerotismo mentre tiene in braccio il minore [5] questo perché la masturbazione, secondo il senso comune oltre che scientifico, coinvolgendo in modo immediato gli organi genitali, è un vero e proprio atto sessuale.

Ma nelle ipotesi in cui l’adulto compie atti sessuali davanti ad un minorenne oppure gli mostra delle fotografie pornografiche (cioè, che riproducono immagini afferenti alla sfera sessuale) pedopornografiche oppure dei filmati erotici si avrà corruzione di minore. I casi analizzati dalla giurisprudenza sono davvero vari e dimostrano come, in questa ipotesi di delitto, sia il concetto di atti osceni ad assumere importanza. Anche in questo caso, si tratta di una espressione che i giudici utilizzano, e che conduce alla contestazione del reato di corruzione di minore, per indicare tutti quei comportamenti che, per il modo in cui l’adulto li pone in essere, hanno una inconfondibile attinenza alla sfera degli atti sessuali ma senza coinvolgimento materiale e diretto del minore nell’atto sessuale stesso. Qui, si dice, che lo scopo del comportamento dell’adulto è quello di far assistere il minore al compimento dell’atto sessuale o, nella consapevolezza di agire allo scopo di far assistere il minore a tali atti, commessi in sua presenza.

E, dunque, si è di fronte al reato di corruzione di minore nell’ipotesi in cui il colpevole mostri i propri genitali [6] oppure si masturbi dinanzi alla vittima minorenne al solo fine di farlo assistere [7].

Ed ancora: si ha corruzione di minore anche quando questi assiste ad un rapporto sessuale tra adulti in modo transitorio e momentaneo [8]: così ha stabilito la Suprema Corte in un caso in cui una piccola aveva visto il rapporto sessuale tra la mamma ed un altro uomo e nonostante, subito dopo, la stessa fosse stata allontanata.

Mentre si ha atti sessuali con minorenne nel caso in cui l’adulto costringa il minore anche solo a mostrare gli organi genitali per soddisfare un proprio impulso sessuale [9].

In pratica: in materia di atti sessuali commessi in danno a minori, se l’atto realizzato od imposto a questi serve a soddisfare l’impulso sessuale di chi commette l’abuso o la sua concupiscenza, si avrà atto sessuale con minore; se l’atto realizzato od imposto al minore avrà come scopo, evincibile dalle modalità concrete di esecuzione, quello di farlo assistere, si avrà corruzione di minore.

Di Samantha Mendicino

note

[1] Art. 609 quarter c.p. ‘Atti sessuali con minorenne’

[2] Dall’art. 609 bis c.p. all’art. 609 decies c.p.;

[3] Cass. Pen., sent. n. 15827/2014;

[4] Cass. Pen., sent. n. 25822/2013;

[5] Cass. Pen., sent. n. 47980/2016;

[6] Cass. Pen, sent. n. 41735/2001;

[7] Cass. Pen, sent. n. 52492/2014 ed anche Cass. Pen, sent. n. 9223/2000;

[8] Cass. Pen, sent. n. 9111/2008;

[9] Cass. Pen, sent. n. 33362/2012.

Autore immagine: pixabay.com

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