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Perché fischiano le orecchie?

17 Agosto 2018
Perché fischiano le orecchie?

Spesso sentiamo le orecchie fischiare: fastidiosi ronzii sovrastano i nostri pensieri alterando il nostro benessere quotidiano. In questo articolo cercherò di spiegarti perché a volte udiamo questi fastidiosi fischi, e come fare per eliminarli definitivamente.

Almeno una volta nella vita è capitato quasi a tutti noi di sentire un fischio nelle orecchie. Indipendentemente che a fischiare sia solo l’orecchio destro, il sinistro oppure entrambi, nella maggior parte dei casi questi ronzii non hanno alcun significato patologico, e la percezione di un suono insistente non dipende dalle vibrazioni di onde sonore che giungono dall’esterno ma, al contrario, da un suono che si forma all’interno del nostro orecchio.

Il fenomeno nella maggior parte dei casi si risolve nell’arco di qualche ora, o al massimo nell’arco di una giornata. Quando al contrario il fischio perdura per un tempo persistente – che può essere di giorni, mesi oppure anni – è bene indagarne più approfonditamente le cause. Alcune malattie, infatti, potrebbero portare le orecchie a fischiare.

Un po’ di anatomia: come è fatto il nostro orecchio

Prima di addentrarci nelle cause dei fruscii alle orecchie, cerchiamo di capire come esse sono costituite e come funzionano.

L’orecchio non è altro che l’organo che ci permette di percepire i suoni, quindi è la parte principale del sistema uditivo umano. Esso assolve anche ad altri compiti, ci garantisce infatti sia l’equilibrio statico che dinamico del corpo.

Anatomicamente è possibile suddividerlo in tre parti: orecchio esterno, orecchio medio ed orecchio interno.

  • L’orecchio esterno, banalmente, rappresenta ciò che noi riusciamo a vedere ad occhio nudo, e cioè il padiglione auricolare, il canale uditivo esterno e la membrana timpanica (il timpano) che giace tra orecchio esterno ed orecchio medio, e che garantisce il passaggio dei suoni dal condotto uditivo esterno ai tre ossicini.
  • Nell’orecchio medio vi sono i tre ossicini poc’anzi citati, che assolvono al compito di trasmettere il suono all’orecchio interno. Questi tre ossicini sono il martello, l’incudine e la staffa. Qui si trova anche la tromba di Eustachio, che collega l’orecchio medio con la parte posteriore del naso e che sbocca direttamente nella faringe: tutto questo permette di mantenere in equilibrio la pressione dell’aria nelle due porzioni del timpano.
  • Infine vi è l’orecchio interno i cui elementi più rilevanti sono: la coclea, dove trovano posto i nervi uditivi deputati alla trasmissione del suono, ed il vestibolo e i canali semicircolari, che racchiudono i recettori dell’equilibrio.

Ma perché sentiamo?

Avendo dunque ripassato la conformazione dell’orecchio, cerchiamo di capire in che modo esso funziona.

Le onde sonore provenienti dall’ambiente esterno vengono raccolte dal padiglione auricolare che per mezzo del canale uditivo esterno invia i suoni all’orecchio medio. I suoni a loro volta colpiscono il timpano, che vibra e trasmette tali vibrazioni ai tre ossicini dell’orecchio medio: martello, incudine e staffa.

Questi tre ossicini amplificano il suono e inviano le onde sonore all’orecchio interno, in particolare alla coclea. All’interno della coclea risiedono le cellule ciliate che convertono gli input sonori in input elettrici in modo che essi giungano sino al cervello dove, finalmente, vengono “trasformati” in suoni.

Cause non patologiche del fischio alle orecchie

Ora che abbiamo chiaro come è fatto il nostro orecchio e come funziona, passiamo ad analizzare perché, a volte, sentiamo uno strano e fastidioso ronzio.

Se ricordi l’ultima volta che sei andato ad un concerto, è facile ricordare anche il fischio percepito nelle ore successive alla fine del concerto stesso. Questo succede nel caso di rumori particolarmente forti: non parlo della musica classica ascoltata in teatro che solitamente produce suoni dolci e delicati.

Nel caso di rumori particolarmente potenti, le stereociglia (ovvero le estroflessioni delle cellule ciliate, che deviano le onde sonore e che si muovono a seconda della forza e del tono della vibrazione) vengono danneggiate ed erroneamente continuano ad inviare input sonori alle cellule nervose uditive.

In questi casi si parla di trauma acustico, ed all’origine di ciò spesso c’è un violento schiaffo sull’orecchio, o magari un botto particolarmente forte che esplode all’altezza della testa.

Tuttavia, anche a fronte di un trattamento adeguato, i sintomi regrediscono nell’arco di qualche giorno: il ronzio è spesso temporaneo e non lascia danni permanenti.

A causa dello stress, spesso, i muscoli che si trovano all’interno dell’orecchio si contraggono per spasmi non volontari. Il fischio in questo caso è dato dai muscoli interni che risultano essere troppo tesi: la stanchezza fisica e mentale può essere eccessiva.

A volte anche il cerume, o una piccola ostruzione, può causare il classico e fastidioso fischio. E’ bene rivolgersi ad uno specialista per far rimuovere l’eventuale tappo che genera il disturbo, ed evitare accorgimenti “fai da te” (come l’utilizzo dei cotton fioc, ad esempio) che potrebbero peggiorare la situazione e spingere il tappo contro il timpano.

Quando la causa è una malattia

Quando il fischio non regredisce spontaneamente, ed anzi perdura per molto tempo, si parla di acufene (o tinnito). Si possono udire suoni di vario genere come sibili, soffi o pulsazioni sincrone con il battito cardiaco.

Le cause che generano gli acufeni possono essere molteplici: dalle otiti ai difetti della masticazione e dell’occlusione dentaria; nonché gli sbalzi pressori o particolari condizioni neurologiche. All’origine di questi ronzii possono esserci anche alcuni problemi di ordine metabolico, come ad esempio l’insufficienza renale o il diabete.

Una volta indagate le cause si andrà ad agire su di esse per ridurre o eliminare gli acufeni.

Senza cadere in facili allarmismi, se il fischio che senti diventa quotidiano risultando fastidioso e invalidante, è opportuno prendere provvedimenti adeguati in quanto, come avrai sicuramente notato, questo disturbo può influire in modo significativo sulla vita di chi ne soffre. Rivolgersi ad uno specialista, infatti, è il primo passo per tornare a sentire solo il meglio che la vita ha da offrirci.

Di Fabio Antonio Cerra

note

Autore immagine: pixabay.com


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