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Cosa mi spetta di pensione

9 agosto 2018


Cosa mi spetta di pensione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 agosto 2018



Quando andrò in pensione? Cosa mi spetta di pensione? Quanto percepirò di assegno pensionistico? Come mi verrà calcolata la pensione? Sono domande comuni a molti lavoratori che si avvicinano alla tanto agognata pensione

Le pensioni sono come sempre argomento spinoso e molto dibattuto. Una normativa in continua evoluzione, con numerosi interventi legislativi ad ogni Legge di Bilancio che in qualche modo generano sempre confusione. Intanto c’è da dire che il sistema si regge ancora sull’ultima riforma a memoria d’uomo, la famigerata Legge Fornero. E allora come si può centrare una delle pensioni previste dall’ordinamento? Quali requisiti sono necessari? I primi dubbi sono legati a quando si potrà andare in pensione e con che strumento previdenziale. Una volta raggiunta la pensione però, i dubbi non finiscono, perché subentrano quelli relativi alle cifre. Cosa mi spetta di pensione? Come mi verrà calcolato l’assegno previdenziale? Con quale sistema di calcolo otterrò il mio assegno mensile di pensione? Ecco una guida con cui capire meglio tutti gli aspetti e i dubbi riguardanti la quiescenza.

Quando potrò andare in pensione?

Come dicevamo le regole per andare in pensione sono dure ed aspre, perché con il Governo Monti entrò in vigore la riforma Fornero e di colpo i requisiti per le pensioni schizzarono in la nel tempo. Gli effetti della riforma Fornero continueranno a farsi sentire ancora, salvo interventi radicali del nuovo Governo, che oggi, nonostante le tante promesse ed attese, sono difficilmente ipotizzabili nel breve periodo. Allora, quando potrò andare in pensione? Questa la domanda che molti italiani si fanno. Nell’ordinamento esiste la pensione di vecchiaia, che si centra con 66 anni e 7 mesi di età e con almeno 20 anni di contribuzione previdenziale versata. La misura prevede il medesimo requisito sia per donne e per uomini ed è possibile utilizzare anche i contributi figurativi per centrare i 20 necessari. Anche nel 2019 resteranno sempre 20 anni i contributi necessari, ma l’età, per via dell’aspettativa di vita salirà a 67 anni.

Quando posso andare in pensione con la anticipata?

Senza guardare all’età pensionabile ma solo alla carriera lavorativa, esiste la pensione anticipata, ribattezzata così dai tempi della riforma Fornero. Quando si può andare in pensione con la anticipata? La pensione anticipata si centra con 42 anni e 10 mesi di contributi versati a prescindere dall’età che si raggiunge. Per le donne un anno in meno e così anche nel 2019, quando però, sempre per via del particolare meccanismo dell’aspettativa di vita, per gli uomini si arriverà a 43 anni e 3 mesi di anzianità di lavoro mentre per le donne 42 anni e 3 mesi. Senza carriere lunghe e durature, cioè senza contributi versati a sufficienza, si può accedere all’assegno sociale, sempre a 67 anni di età dal 2019, oppure alla vecchiaia contributiva, ma solo a 71 anni di età dal 2019.

Come viene calcolata la pensione?

Se le regole di accesso alle prestazioni previdenziali negli anni sono mutate continuamente e continueranno a farlo anche nei prossimi anni, non da meno sono le regole di calcolo delle pensioni. Come viene calcolata la pensione? L’importo della pensione che si va a percepire una volta andati in pensione, si basa su un calcolo che nel tempo ha subito diversi cambiamenti. Si è passati dal sistema retributivo a quello misto ed infine al contributivo. Fino al 1995 le pensioni erano calcolate con il sistema retributivo e quindi in base allo stipendio percepito negli ultimi anni di lavoro. Per via dell’invecchiamento della popolazione e quindi dell’aumento esponenziale dei pensionati rispetto ai lavoratori (gli attivi, quelli che lavorano e versano i contributi e che finanziano per l’Inps, le pensioni che l’Istituto paga) si è passati al sistema contributivo. Il sistema contributivo calcola la pensione da erogare mensilmente ad un lavoratore in base ai contributi che ha versato durante la via lavorativa. Nella fase transitoria tra i due sistemi, il legislatore ha voluto salvaguardare i diritti già acquisiti da molti lavoratori, rendendo meno drastico il trasloco tra le due modalità di calcolo e consentendo il calcolo degli assegni con i due sistemi insieme. In questo caso si tratta di calcolo delle prestazioni pensionistiche con il sistema misto.

Quanto percepirò di pensione?

Come si fa a capire in quale sistema si rientra e quindi come capire quanto si percepirà di pensione? Con il sistema retributivo la pensione viene calcolata in base alla media degli stipendi degli ultimi 10 anni per i lavoratori dipendenti ed in base al reddito prodotto negli ultimi 5 anni dai lavoratori autonomi. Dal 2012 e quindi dall’ingresso della Legge Fornero, nessuno può uscire dal lavoro ottenendo una pensione calcolata solo con questo sistema retributivo. Chi rientra nel sistema misto si vedrà calcolata la propria pensione in parte come spiegato prima, cioè in base alla media delle retribuzioni o del reddito degli ultimi anni di attività ed in parte, con il sistema contributivo. Con questo sistema, evidentemente più penalizzante, l’assegno previdenziale viene calcolato in base ai contributi versati durante la vita lavorativa. La somma dei contributi versati, chiamata “montante contributivo” viene rivalutata in base ai dati Istat sull’aumento del costo della vita che ogni anno l’Istituto di Statistica fornisce. La somma dei contributi versati e poi rivalutati va moltiplicata poi con dei coefficienti di trasformazione, capaci di trasformare i contributi in pensione.

In quale sistema di calcolo della pensione rientro?

Ma come si fa a capire con quale sistema verrà calcolata la propria pensione? In quale sistema di calcolo delle pensione rientro? Questa domanda è comune a molti e come dicevamo prima, la risposta varia in base alla data di inizio della carriera lavorativa. Nello specifico, chi al 31 dicembre 1995 aveva già 18 anni di contributi versati, rientra nel sistema misto. In questo caso, la pensione verrà calcolata con il sistema retributivo per gli anni di lavoro fino a tutto il 2011, mentre con il contributivo per gli anni successivi. Per chi invece non aveva completato i 18 anni di lavoro al 31 dicembre 2011, la pensione con il retributivo sarà calcolata solo per i periodi di lavoro fino al 31 dicembre 1995, mentre con il contributivo la restante parte. Per chi invece ha iniziato a lavorare dopo il 1995, la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Di Giacomo Mazzarella

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Autore immagine: pixabay.com

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