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Cos’è l’avvalimento

28 Luglio 2018
Cos’è l’avvalimento

Appalti: Cos’è l’avvalimento e come utilizzarlo per ottenere in prestito un requisito richiesto per l’affidamento di lavori, servizi o forniture. Quali requisiti possono essere prestati. Le tipologie di avvalimento e la documentazione richiesta.

L’avvalimento è un utile strumento per permettere alla tua impresa di partecipare ad una gara per l’affidamento di un contratto pubblico anche quando manchi di alcuni requisiti richiesti dal bando. Per affidare un appalto, le Pubbliche Amministrazioni richiedono alle imprese il possesso di una serie di requisiti per dimostrare che abbiano la solidità economica (ad es. il fatturato) e le capacità tecniche (ad es. il personale) necessarie per eseguire correttamente lavori, servizi o forniture pubbliche. Nel caso la tua impresa non li possieda, ciò non significa che non abbia alcuna possibilità di partecipare all’appalto. I requisiti di capacità economica o dei requisiti di capacità tecnica possono essere ottenuti in prestito da un’altra impresa ricorrendo all’avvalimento. In questo articolo ti aiuterò a comprendere cos’è l’avvalimento, in quali casi e come puoi  utilizzarlo per ricevere in prestito dei requisiti che la tua impresa non possiede o non possiede a sufficienza per ottenere l’affidamento di un appalto. In questo articolo proverò a spiegarti cos’è l’avvalimento e a fornirti anche alcune indicazioni utili per predisporre correttamente la documentazione necessaria all’avvalimento, nonché gli elementi che dovranno essere inseriti il contratto che regolerà il rapporto tra la tua impresa (ausiliata) e l’impresa che ti metterà a disposizione il requisito mancante (ausiliaria).

 Cos’è l’avvalimento

Per partecipare ad un appalto pubblico è spesso necessario possedere una serie di requisiti previsti dal bando di gara. In particolare, le Pubbliche Amministrazioni possono richiedere una specifica capacità economica (ad esempio un certo volume d’affati o un fatturato conseguito nello svolgere una certa attività) o una specifica capacità tecnica (ad esempio un determinato numero di lavoratori o di attrezzature da utilizzare).

Se un’impresa non li possiede o non li possiede abbastanza, può ottenerli attraverso una particolare forma di prestito: l’avvalimento [1].

L’impresa può aver bisogno del prestito di un requisito di capacità economico-finanziaria o di capacità tecnico-organizzativa in due casi:

  • per partecipare ad una singola procedura di gara (avvalimento occasionale)
  • per ottenere l’attestazione SOA, l’iscrizione nei sistemi di qualificazione o negli albi di operatori economici (avvalimento stabile)

Il prestito dei requisiti deve risultare sia da un contratto che da dichiarazioni predisposte da entrambe le imprese e trasmesse alla stazione appaltante. Da tali documenti deve emergere che l’impegno dell’impresa che presta il requisito non resti solo sulla carta, ma che si traduca nel mettere realmente a disposizione tutte le risorse economiche o tecniche di cui la l’impresa ausiliata risulti carente (indicando, ad esempio, le unità di personale o la quota di fatturato prestato).

Chi può usare l’avvalimento?

L’avvalimento è uno strumento introdotto per garantire la massima partecipazione alle procedure per l’aggiudicazione di appalti pubblici e soprattutto per permettere alla Piccole e Medie Imprese (PMI) di partecipare a tali procedure. Il suo utilizzo non incontra particolari limiti e possono certamente utilizzarlo:

  • le imprese singole;
  • i raggruppamenti temporanei di imprese (RTI);
  • i consorzi di imprese;
  • i Gruppi Europei di Interesse Economico (GEIE);
  • le imprese che abbiano sottoscritto un contratto di rete per partecipare alla gara.

Nei soggetti composti da più imprese (ad esempio raggruppamenti e i consorzi di imprese) il prestito può avvenire sia tra le imprese che lo compongono (avvalimento interno o infra-gruppo) sia tra un’impresa partecipante ed un’impresa non partecipante alla procedura (avvalimento esterno).  In alcuni casi è possibile fare ricorso ad una pluralità di soggetti per soddisfare il medesimo requisito (avvalimento plurimo o frazionato), ma solo se il requisito è frazionabile.  Ad esempio, è frazionabile il requisito di un determinato numero di lavoratori addetti ad un servizio; mentre non è frazionabile il requisito tecnico del “contratto di punta” consistente nell’aver svolto già svolto un contratto pubblico che presenti determinate caratteristiche individuate dalla stazione appaltante [2].

Non è consentito ricorrere all’avvalimento nei confronti di imprese che [3]:

  • partecipino autonomamente come concorrenti alla medesima gara;
  • partecipino autonomamente come concorrenti nel medesimo lotto;
  • prive del requisito e che, a loro volta, lo chiedano in prestito ad altra impresa (avvalimento a cascata);
  • risultino essere già ausiliarie di un’altra impresa partecipante alla gara.

Quando si può ricorrere all’avvalimento?

Non tutti i requisiti di partecipazione alla gara possono essere presi in prestito da un’impresa ausiliaria. Chi partecipa ad una gara pubblica può ottenere in prestito solo i requisiti speciali che riguardano: 1. la capacità economico-finanziaria; 2. la capacità tecnico-professionale.

Non possono essere oggetto di prestito [4]:

  • i requisiti di ordine generale, cioè l’assenza di cause di esclusione dalle procedure di gara, che devono essere posseduti tanto dall’ausiliaria, quanto dall’ausiliata. Si tratta, ad esempio, dell’assenza di condanne penali riportate o della regolarità contributiva.
  • requisiti di idoneità professionale a carattere strettamente personale, quale ad esempio l’iscrizione all’albo delle imprese di pulizia per determinate fasce di classificazione e il possesso della licenza prefettizia per l’espletamento di attività di vigilanza armata [5].

Inoltre, non è possibile utilizzare l’avvalimento per dimostrare il possesso dell’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali [6].

L’avvalimento può essere utilizzato negli appalti aggiudicati nei settori ordinari e nei settori speciali, di importo superiore o inferiore alle soglie comunitarie [7]. Ci sono alcuni settori in cui l’avvalimento non può essere utilizzato. Ad esempio, l’avvalimento è vietato per gli appalti aggiudicati nel settore dei beni culturali [8] o nel caso di appalti e concessioni per opere che richiedano lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti e opere speciali [9].

Avvalimento per la capacità economico-finanziaria: l’avvalimento di garanzia

L’impresa che partecipa ad un appalto pubblico deve essere in grado di dimostrare di avere una solidità economica e finanziaria per far fronte agli impegni economici richiesti dalla corretta esecuzione del contratto. Si tratta della capacità economico-finanziaria, che è valutata attraverso parametri fissati dalla stazione appaltante, quali ad esempio:

  • il possesso di un determinato volume d’affari;
  • il possesso di un certo fatturato globale o in uno specifico settore di attività;
  • il possesso di una pregressa esperienza nell’appalto.

Se l’impresa non è in grado di raggiungere da sola tali requisiti, l’impresa può avvalersi della solidità economico-finanziaria dell’ausiliaria per integrare la propria.

Avvalimento per la capacità tecnico-operativa

Per essere in grado di eseguire correttamente un appalto pubblico, l’impresa deve possedere una serie di requisiti attraverso i quali l’impresa dimostri di disporre dei mezzi materiali necessari per portare a termine la prestazione richiesta. In questo caso, si tratta della capacità tecnico-operativa, che può richiedere il prestito di risorse per soddisfare requisiti quali, ad esempio:

  • il possesso di un determinato numero di personale addetto ad un determinato servizio;
  • l’aver eseguito uno o più contratti aventi ad oggetto una determinata prestazione (cd. contratto di punta);
  • il possesso di una certificazione di qualità (es. UNI-EN-ISO).

Nei confronti della stazione appaltante, l’esecutore resta l’impresa ausiliata. Fa eccezione il caso in cui l’ausiliaria assume anche la qualità di subappaltatrice dell’ausiliata nei limiti dei requisiti prestati.

Come utilizzare l’avvalimento correttamente

La stazione appaltante verifica il possesso dei requisiti e l’utilizzo delle risorse umane e strumentali dell’ausiliaria (con riferimento all’appalto operativo) così come messe a disposizione dell’ausiliata. Se ciò non avviene, il contratto d’appalto può essere risolto [10]. Per consentire tali verifiche, il concorrente deve presentare il contratto di avvalimento e delle cd. dichiarazioni integrative, formulate liberamente o secondo i formulari predisposti dalla stazione appaltante.

In particolare, quando l’impresa partecipa alla gara deve presentare almeno i seguenti documenti [11]:

  • dichiarazione integrativa resa dall’ausiliaria;
  • dichiarazione integrativa resa dall’asuliata;
  • contratto di avvalimento;
  • attestazione SOA dell’impresa ausiliaria (eventualmente solo per gli appalti di lavori).

La dichiarazione resa dall’ausiliaria deve contenere:

  • la dichiarazione del possesso dei requisiti di ordine generale (es. assenza di condanne penali, regolarità contributiva, regolarità fiscale);
  • il possesso del requisito prestato all’impresa ausiliata;
  • l’impegno, verso l’ausiliata e verso la stazione appaltante, a mettere a disposizione quanto necessario per soddisfare il requisito: può trattasi di una quota di fatturato, per l’avvalimento di garanzia; o di mezzi materiali (personale, attrezzature)-

La dichiarazione resa dall’ausiliata (talvolta può essere omessa) contiene semplice dichiarazione di volersi avvalere, per la dimostrazione di un requisito di capacità economico-finanziaria o di capacità tecnico-professionale, di quanto messo a disposizione dell’impresa ausiliaria.

Tanto la dichiarazione integrativa dell’ausiliaria, quanto quella dell’ausiliata sono trasmesse all’ANAC.

La presentazione contratto di avvalimento è fondamentale e non può essere sostituita, come in passato era previsto per gli avvalimenti interni, da un’autodichiarazione.

Dal contratto di avvalimento è possibile desumere non solo quale requisito (o parte di esso) sia oggetto di prestito, ma che tale prestito sia effettivo e non sia utilizzato solo per aggirare un limite imposto dalla legge di gara. La giurisprudenza, infatti, richiede che il prestito del requisito, così come risultante dal contratto, non sia “cartolare ed astratto”, ma effettivo e concreto. Come? Attaverso un contratto in cui l’impegno delle parti (e soprattuto dell’ausiliaria) sia determinato o quanto meno agevolmente determinabile.

I contenuti minimi del contratto di avvalimento e la natura del rapporto tra ausiliaria e asuliata

L’avvalimento non svolge la funzione di prestito puramente “astratto” di un requisito o di una certificazione. L’avvalimento dev’essere reale e deve consentire all’impresa non solo di arricchire la propria capacità economica o tecnica sulla carta, ma anche di acquisire in concreto i mezzi necessari per partecipare ad una gara ed eseguire le relative prestazioni.

Il contratto che formalizza l’impegno dell’ausiliaria a mettere a disposizione dell’ausiliata un determinato requisito o una parte di esso è lo strumento principale per verificare che l’utilizzo dell’avvalimento non sia finalizzato solo a superare una barriera in ingresso imposta dalla legge di gara. In ogni caso l’ausiliaria e l’ausiliata restano responsabili in solido verso la Stazione Appaltante in relazione alle prestazioni oggetto del contratto.

E’ necessario che dal contratto di avvalimento risulti in maniera determinata o determinabile, che l’impegno dell’impresa ausiliaria non resti solo su un piano astratti, ma che si traduca in un impegno concreto ed effettivo e, preferibilmente, a fronte di un corrispettivo.

In caso di avvalimento di garanzia, l’impegno a fornire la solidità economico-finanziaria per garantire la corretta esecuzione dell’appalto richiede che nel contratto emerga la volontà dell’asuliaria di mettere a disposizione dell’ausiliata la sua complessiva solidità finanziaria ed il patrimonio di esperienza. Non è invece richiesta l’indicazione di specifci beni patrimoniali o degli indici di consistenza patrimoniale dell’ausiliaria [12]. Ad esempio sarà sufficiente indicare il volume d’affari, il fatturato o la quota di fatturato oggetto del prestito.

In caso di avvalimento operativo, l’impegno a fornire i mezzi materiali necessari all’esecuzione dei contratti deve essere formalizzato con maggiore precisione. In particolare, il contratto deve recare la specifica indicazione delle risorse e dei mezzi prestati in modo che essi siano determinati o, quanto meno, agevolmente determinabili. Ad esempio dovranno essere indicate le unità di personale o il numero e le tipologie di attrezzature prestate  [12].

Di Giuseppe Bruno


note

[1] Art. 89, comma 1, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50.

[2] Consiglio di Stato, sez. V, sent. 2 febbraio 2018, n. 678.

[3] Art. 89, comma 7, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50.

[4] Art. 89, comma 1, d.lgs. 18 aprile 2016 n.50.

[5] Cfr. ad es. ANAC, Delibera 19 novembre 2017 n. 1235.

[6] Art. 89, comma 10, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 5o.

[7] Cfr. ad es. TAR Lazio, Roma, sez. III, sent. 9 maggio 2017 n. 5545.

[8] Cfr. art. 146, comma 3, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50.

[9] Cfr. art. 89, comma 11, d.lg.s 18 aprile 2016 n. 50. L’elenco di tali opere è contenuto nel decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 10 novembre 2016, n. 248. Prima dell’entrata in vigore delle disposizioni previste dall’art. 89, comma 1 continuavano ad applicarsi le disposizioni previste dall’articolo 12 del D.L. 28 marzo 2014 n. 47.

[10] Art. 89, comma 3 e 9 d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50.

[11] Art. 89, comma 1, d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50.

[12] Art. 89, comma 3 e 9 d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50. Cfr. anche Consiglio di Stato, sez. V, sent. 14 febbraio 2018, n. 953.

Autore immagine: pixabay.com


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