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Nuovo digitale terrestre: è obbligatorio?

9 agosto 2018


Nuovo digitale terrestre: è obbligatorio?

> Tech Pubblicato il 9 agosto 2018



Tra qualche anno vivremo la seconda rivoluzione dei televisori: il digitale terrestre di seconda generazione è alle porte, e forse saremo costretti a cambiare di nuovo televisore. Forse.

Hai letto sul giornale che a breve entrerà in vigore un nuovo standard di trasmissione televisiva, e ti sei preoccupato per i soldi spesi lo scorso mese per l’acquisto del tuo nuovo tv? Ebbene sì, non è una fake news ciò che hai letto, nel giro di qualche anno passeremo veramente ad un nuovo digitale terrestre, di seconda generazione, e forse sarai costretto a cambiare televisore o a comprare un nuovo decoder. Forse. In questo articolo ti spiegherò perché il passaggio al nuovo digitale terrestre è obbligatorio, e ti aiuterò a capire se il tuo televisore diventerà una suppellettile o lo potrai utilizzare ancora.

L’abbandono del segnale analogico

Circa 10 anni fa – nel 2008 – l’Italia iniziava a fatica il percorso di abbandono del segnale tv analogico in favore della televisione digitale: il cosiddetto digitale terrestre (DTT). Un nuovo standard di trasmissione del segnale, adottato uniformemente su tutto il territorio nazionale solo a switch-off completato nel secondo semestre del 2012.

Percorso di conversione resosi necessario in seguito alla ricezione da parte del Governo italiano [1][2], di un insieme di direttive europee che richiedevano il passaggio dalla televisione analogica alla televisione digitale: una tecnologia all’epoca già presente in diverse realtà dell’Unione come la Germania o la Gran Bretagna.

La scelta di passare al digitale terrestre

Da un punto di vista prettamente tecnologico, con la televisione analogica il segnale veniva veicolato tramite la modulazione delle caratteristiche (frequenza e/o ampiezza) delle onde elettromagnetiche portanti, trasmesse dai ripetitori distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Con il passaggio al segnale digitale, a fronte del medesimo utilizzo dei ripetitori, il segnale televisivo consiste in una sequenza di dati codificati numericamente che l’apparecchio ricevente (decoder o tv), traduce in suoni e immagini visualizzabili sullo schermo.

I benefici di una trasmissione basata sul segnale digitale sono notevoli. In primis, una qualità dell’immagine più alta, non soggetta a potenziali disturbi che interferirebbero ad esempio con la modulazione del segnale analogico. In secundis, un aumento esponenziale del numero di canali distribuibili sulle varie frequenze, data la banda irrisoria occupata dal segnale digitale.
Ultima – ma non per importanza – la possibilità di usufruire dell’interattività, quindi l’opportunità di accedere direttamente dal proprio telecomando ad una serie di servizi utili come le previsioni del tempo, la guida tv o le notizie in tempo reale, messe a disposizione direttamente dalle applicazioni degli stessi broadcaster.

Perché adottare un nuovo standard?

Sempre sulla scorta delle decisioni prese dall’Unione Europea in materia[3], è stato previsto il passaggio al nuovo standard di trasmissione del segnale digitale di seconda generazione, ovvero il DVB-T2. In poche parole tutto ciò avviene perché le emittenti televisive dovranno liberare le frequenze ora occupate nella banda dei 700 MHz necessarie agli operatori 5G, la cosiddetta banda larga per la telefonia mobile.

Grazie ad un nuovo ed avanzato codec HEVC utilizzato per la compressione delle informazioni senza alterare la qualità dell’immagine, sarà possibile trasferire più dati su un intervallo di frequenze più stretto del digitale terrestre di prima generazione. Il nuovo DVB-T2 ci permetterà così di avere un maggior numero di canali in HD (alta definizione) con una nitidezza delle immagini ancora più alta e realistica, senza tralasciare l’aumento della qualità sonora.

Il passaggio è obbligatorio? Devo cambiare televisore?

Il nuovo standard di trasmissione renderà obsoleti i decoder e i tv non compatibili con il DVB-T2. Se quindi ti stai chiedendo se il nuovo digitale terrestre sarà obbligatorio la risposta è SI, lo sarà, ma non è detto che tu debba acquistare un nuovo tv.

A partire da gennaio 2017 il Governo ha disposto[4] la vendita esclusiva di televisori dotati di tecnologia DVB-T2 e HEVC. Se hai acquistato il tv dopo questa data, dovresti stare ragionevolmente tranquillo. Se invece hai cambiato televisore prima di gennaio dello scorso anno, il tv potrebbe non essere compatibile con il nuovo standard di trasmissione: molto probabilmente sarai costretto a cambiare televisore, o a munirti di un nuovo decoder anch’esso compatibile con il nuovo sistema.

Per fortuna non sarai obbligato ad uscire di casa appena finito di leggere l’articolo, per andare ad acquistare nella prima catena di elettronica che troverai sulla tua strada un nuovo televisore: c’è ancora molto tempo prima che tutto ciò avvenga!

Il passaggio dalla prima alla seconda generazione del digitale terrestre avverrà a partire dal 1 gennaio 2020, con switch-off (ovvero inizio delle trasmissioni sulle nuove frequenze ed abbandono definitivo delle vecchie) fissato al 1 luglio 2022.

Il contributo alle famiglie per l’adeguamento delle tv

Al fine di agevolare l’adeguamento degli impianti audiovisivi, il Governo ha previsto[5] l’erogazione di un contributo a favore degli utenti finali per l’acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva (tv o decoder) per il passaggio al nuovo standard dal 1 luglio 2022. Per la precisione sono stati assegnati 25 milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2019-2022, soldi destinati a chi oggi è esonerato dal pagamento del canone tv, ovvero agli over 75 che versano in condizioni economiche disagiate.

Come previsto per i contributi già erogati durante il primo passaggio dal segnale analogico al segnale digitale, il contributo messo a disposizione dal Governo interesserà solamente l’acquisto di un televisore/decoder per famiglia.

Di Fabio Antonio Cerra

note

[1]L. 20 marzo 2001, n.66

[2]L. 3 maggio 2004, n.112

[3]Decisione (UE) 2017/899

[4]L. 26 aprile 2012, n. 44

[5]L. 11 dicembre 2016, n. 232

Autore immagine: pixabay.com

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4 Commenti

  1. Te lo dico una volta di più: ingrata patria, NON AVRAI le mie ossa!!! I soliti ladri legalizzati e istituzionalizzati non perdono la vecchia consolidata abitudine di fotterci a ogni refolo di vento, sic!

  2. la solita fuffa e truffa. A che servono tanti canali se poi li usano solo i venditori di pentole e di materassi ?

  3. Come al solito il ceto medio lo prenderà in quel posto perché a lui saranno accollate le spese di questo cambiamento.

  4. Io credo che da adesso in popoi ci conviene lasciare perdere la TV abbiamo comperato i televisori con il digitale paghiamo il canone che se non sbaglio è una tassa di possesso come se qualcuno ci avesse dato qualcosa per l’acquisto sono mesi che non esiste segnale Rai e Mediaset cambiano continuamente le frequenze dei canali e tra poco dobbiamo ricominciare da capo. Sono curiosa di vedere fino Dove si spingeranno

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