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Come fare a capire se una ragazza è incinta

10 agosto 2018


Come fare a capire se una ragazza è incinta

> Cultura e società Pubblicato il 10 agosto 2018



I primi sintomi con cui si manifesta la gravidanza per la loro genericità possono passare inosservati o essere confusi con la sindrome premestruale: facciamo insieme chiarezza

Come fare a capire se una ragazza è incinta? Prima o poi nella vita tutti ci poniamo questa domanda: le donne protagoniste della cosiddetta dolce attesa, gli uomini che desiderano diventare padri, oppure aspiranti zii o nonni, ma anche semplicemente chiunque abbia accanto un’amica che nota cambiamenti nel proprio corpo che coincidono con un sospetto ritardo delle mestruazioni o una coppia che ha avuto un rapporto sessuale non protetto (da evitare assolutamente per il rischio di contrarre le malattie sessualmente trasmissibili).

Innanzitutto tieni bene a mente che ogni organismo è diverso, per questo non è detto che tutti i sintomi tipici che segnalano l’inizio della gravidanza si manifestino in maniera uguale nel corpo di ogni ragazza, che subisce una vera e propria tempesta ormonale con la quale  si prepara ad accogliere una nuova vita. I sintomi di una gravidanza possono inoltre essere confusi con altre malattie, come un forte stato di stress o la sindrome premestruale. Accanto a questi sintomi che dunque possono essere fuorvianti perché soggettivi e estremamente variabili vi sono però strumenti diagnostici decisamente più attendibili e affidabili: analizziamo dunque prima come il corpo, nel più delle volte, segnala l’avvenuto concepimento alla futura madre e poi quali test scientifici possiamo effettuare per ottenere una risposta definitiva.

Quali sono i segnali del corpo

Il ciclo mestruale si fa attendere

Nella vita di una donna fertile il ciclo mestruale si presenta, in maniera più o meno regolare, ogni 28 giorni circa; ci sono però alcuni fattori che comportano il ritardo del ciclo, come ad esempio l’utilizzo di particolari tipologie di farmaci (come alcuni farmaci antipertensivi), la presenza di malattie (come il tumore dell’ipofisi o disfunzioni tiroidee), un intenso stato di stress, cambiamenti importanti di peso, ma statisticamente la causa più comune è proprio l’inizio di una gravidanza. In genere questo è il primo vero campanello d’allarme, il sintomo che ricorre sempre: l’ovulo viene fecondato dallo spermatozoo, inizia a impiantarsi nell’utero, e come effetto collaterale il ciclo mestruale scompare. Le prime mestruazioni (definite capoparto) torneranno a far capolino decorsi 40 giorni dall’avvenuto parto se la donna non allatta, e al termine dell’allattamento per quante invece allattano.

La presenza di leggere perdite ematiche

Spesso possono verificarsi le cosiddette perdite da impianto dell’embrione all’ interno dell’utero materno, con colore che può variare tra il rosato, il marroncino e il rosso vivo, consistenza più o meno densa e flusso molto limitato: queste potrebbero essere erroneamente interpretate in un primo momento come spotting premestruale, ma mentre quest’ultimo si presenta proprio a ridosso dell’inizio delle mestruazioni, le perdite da impianto si verificano dopo circa dieci giorni dal concepimento; per le ragazze che hanno un ciclo irregolare può però essere più complicato distinguerle, pertanto in questi casi e se si ha avuto un rapporto sessuale è preferibile effettuare degli esami medici per dissipare ogni dubbio circa l’inizio di una gravidanza.

Il continuo bisogno di urinare

Durante l’inizio della gestazione un altro sintomo può darsi da una minzione troppo frequente sia durante il giorno che nel corso della notte: questo è dovuto, nelle prime settimane, dall’azione di un ormone (il progesterone), mentre nelle settimane successive la pollachiuria è determinata dalla pressione dell’utero che si espande per assecondare le crescita del bambino e preme sulla vescica.

Il seno cambia aspetto

La perfezione dei meccanismi della natura comporta che il corpo della donna si prepari ad accogliere una nuova vita senza trascurare nulla: non può dunque meravigliare che in questo processo venga coinvolto anche il seno, che aumenta di volume e di consistenza, e diventa inoltre maggiormente sensibile, provocando in alcuni casi anche dolori. Nei mesi successivi anche i capezzoli e l’areola sono coinvolti in questi cambiamenti, diventando più grandi e più scuri.

La classica nausea fastidiosa

Durante i primi mesi della gravidanza molte donne sperimentano solitamente al mattino un senso di nausea ricorrente accompagnato anche in alcuni casi da vomito: questi sintomi molto debilitanti in genere scompaiono del tutto dal quarto mese, e la donna può limitarli adottando uno stile di vita sano e alimentazione adeguata (evitando dunque cibi particolarmente ricchi o fritture). La salute del bambino potrebbe venire compromessa se questi disturbi sono molto ricorrenti, proseguono oltre il quarto mese e comportano anche come effetto collaterale una significativa  perdita di peso della madre: in questi casi bisogna sottoporsi tempestivamente ad adeguate cure mediche, per evitare l’insorgenza della iperemesi gravidica, grave malattia che deve essere curata tempestivamente per evitare esiti infausti.

Un’insolita stanchezza

I cambiamenti ormonali che si attuano nei primissimi mesi della gravidanza possono portare anche un diffuso senso di stanchezza e sonnolenza, come se il corpo suggerisse alla futura madre di riposarsi per proteggere il nascituro: questo sintomo si protrae fino al primo trimestre, ma in genere non impedisce di condurre una regolare vita sociale.

La comparsa della stitichezza

L’attività ormonale può causare anche stitichezza e conseguente gonfiore, perchè il progesterone che viene prodotto ad alti livelli in gravidanza agisce non soltanto sull’apparato genitale ma anche su quello digerente, riducendone la naturale motilità; nei mesi successivi generalmente la stitichezza aumenta come conseguenza della crescita del bambino, che rende difficoltoso il transito delle feci verso il basso. Per ovviare a questo inconveniente occorre seguire le indicazioni generalmente utilizzate per far fronte a episodi di stipsi, e dunque aumentare il consumo di acqua, ma anche di frutta e verdura che apportano fibre, effettuare una moderata attività fisica (come una passeggiata leggera), e nei casi più estremi ricorrere a blandi lassativi prescritti dal medico per non nuocere al feto.

Un eccesso di fame

L’inizio di una gravidanza può comportare per la futura madre anche dei veri e propri attacchi di fame: anche qui si ritiene che questo sintomo sia dovuto al corpo che richiede un maggiore apporto di energia per far fronte alle esigenze del nascituro, ma ricordati che se da un lato è fisiologico e del tutto logico prendere peso in questo periodo, dall’altro se cià avviene in maniera eccessiva e non controllata vi è il rischio per la futura madre di incorrere nel diabete gestazionale, malattia che può comportare nascite premature e ipertensione.

Quali esami medici effettuare

Primo step: il famoso test di gravidanza fai da te

Si trovano con estrema facilità in farmacia, online e persino in qualche supermercato, hanno un prezzo compreso tra 4 e 20 euro, promettono assoluta privacy e un elevatissimo grado di accuratezza del risultato (alcuni brand si spingono fino al 99 %): stiamo parlando dei celebri test di gravidanza ad uso domestico, ricorrenti anche in molte scene delle serie tv e del cinema. Grazie a dei reagenti specifici, questi test rilevano la presenza nelle urine di un ormone, ovvero la gonadotropina corionica umana (beta-HCG), che viene prodotto in caso di avvenuto concepimento. Il funzionamento è molto semplice: basta far scorrere l’urina direttamente sull’apposito stick, oppure immergerlo in un bicchiere in cui abbiamo raccolto l’urina necessaria, e poi posizionarlo in orizzontale (in ogni caso leggere attentamente le istruzioni presenti all’interno della scatola); dopo qualche minuto, otterrai il responso, che può essere segnalato con una scritta digitale, con le classiche linee (due in caso di gravidanza, solo una in caso di esito negativo) , ecc. I test di gravidanza domestici possono essere eseguiti anche a partire dal primo giorno di ritardo, in caso di ciclo mestruale estremamente regolare, o nei giorni successivi in caso di ciclo irregolare, e generalmente è preferibile effettuarli di mattina, quando l’ormone beta-HCG è presente in quantità maggiori. Il test ha un grado di attendibilità molto alto, ma ciò non esclude la possibilità di incorrere in falsi negativi (ovvero è avvenuto il concepimento ma il test dà un risultato negativo) o, molto più raramente, in falsi positivi ( il test annuncia l’inizio di una gravidanza non avvenuta) : il primo caso potrebbe essere determinato da vari fattori, quali ad esempio un test effettuato prima del primo giorno di ritardo, mentre nel secondo caso potrebbe essere in corso una infezione urinaria che falsa il risultato; per questi motivi si potrà ricorrere a un test di gravidanza con attendibilità pari al 100%.

Secondo step: il test di gravidanza in laboratorio

L’inizio di una gravidanza può essere verificato anche tramite appositi esami del sangue, che rilevano sempre la presenza dell’ormone Beta-HCG. L’esame può essere effettuato già a partire da un settimana dalla data del presunto concepimento, ma in realtà se hai avuto già un esito positivo tramite il test fai da te non dovrai necessariamente confermare l’esito ottenuto con questo ulteriore esame, cui invece potrai far ricorso nelle settimane successive per verificare il corretto andamento della gravidanza segnalato dalla crescita esponenziale di questo ormone. Il costo di questo esame, che fornisce un grado di attendibilità pari al 100%, può variare da 15 a 20 euro, e nei centri privati convenzionati il risultato viene dato in giornata.

note

Autore immagine: pixabay.com

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