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Chi è il legale rappresentante di uno studio associato?

15 Agosto 2018
Chi è il legale rappresentante di uno studio associato?

Vediamo in cosa consiste un’associazione di professionisti, perché ai suoi partecipanti conviene quasi sempre adottare la forma dell’associazione non riconosciuta, e, in particolare, chi è il legale rappresentante di uno studio associato.

Sei un professionista e vorresti esercitare la tua attività insieme ad altri. Forse ti sei iscritto da poco al tuo albo di appartenenza, e sei intimorito dalle prime difficoltà. Ritieni che, associandoti con alcuni colleghi, potresti ridurre le spese di gestione dello studio, organizzare meglio il lavoro, aumentare le possibilità di trovare clienti. Oppure già eserciti la tua professione da anni, ma pensi che essa abbia bisogno di una marcia in più, che potrebbe derivare dalla collaborazione con altri, anche con professionisti che operano in settori diversi, ma con i quali potresti affrontare  i diversi aspetti che certi lavori presentano. Hai visto che le associazioni professionali sono in aumento, e anche tu sei tentato di costituirne una; e forse hai già individuato i professionisti con i quali iniziare questa avventura. Ovviamente, sono persone di tua fiducia, ma prima di fare il passo decisivo vorresti saperne di più sull’argomento. In particolare, ti chiedi chi è il legale rappresentante di uno studio associato: chi avrà il compito di compiere gli atti necessari a rappresentare l’associazione nei confronti di terze persone? In questo articolo troverai la  risposta.

Il nostro ordinamento prevede la possibilità che alcuni professionisti, operanti nello stesso settore oppure in settori diversi, esercitino insieme la loro attività. Se essi lavorano nello stesso ambito (ad esempio, se sono tutti avvocati, o ingegneri, e così via), l’esercizio associato della professione potrebbe essere conveniente a tutti perché, ad esempio, le loro specializzazioni sono diverse; se invece appartengono a diversi settori (ad esempio un ingegnere, un architetto, un geologo), organizzare insieme lo studio potrebbe essere utile per dedicarsi a lavori complessi, in cui è necessario mettere in campo diverse competenze.

La legge consente che l’esercizio associato della professione possa avvenire in due modi: lo “studio associato” vero e proprio, previsto da tempo dalla normativa italiana [1], e la forma più recente della società di professionisti.   Più in particolare, fino al 2012 l’unica forma consentita era la prima, essendo la seconda vietata; da tale anno in poi [2], è possibile ricorrere anche alla società di professionisti (STP), utilizzando uno dei modelli societari previsti dal codice civile: società di persone, società di capitali e società cooperative.

La scelta dell’uno o dell’altro modello dipenderà da valutazioni di diverso tipo, relative alle specifiche esigenze degli interessati, ed è quindi utile farsi consigliare da un professionista: avvocato, notaio o commercialista.

La forma associativa resta, comunque, quella più agile, snella e “leggera”, presentando costi inferiori. Vi è, inoltre, la possibilità, un tempo non prevista, di avvalersi di questo strumento, decisamente più semplice rispetto a quello societario, per costituire studi multidisciplinari [3].

Cosa è un’associazione

Dal punto di vista giuridico, l’associazione professionale si inquadra come associazione non riconosciuta. Giova quindi, per meglio comprenderne la disciplina e specificamente per comprendere chi è il legale rappresentante di uno studio associato, dare qualche breve informazione sulle associazioni, così come sono disciplinate dalla legge italiana.

L’associazione è una forma di aggregazione tra persone che perseguono uno scopo comune. Le associazioni sono tutelate dalla Costituzione [4], che riconosce ai cittadini il diritto di associarsi liberamente, senza necessità di alcuna autorizzazione, per perseguire scopi che non sono vietati dalla legge penale.

Esse possono essere di due tipi:

  • riconosciute: queste,  a seguito di una particolare procedura di riconoscimento da parte dello Stato, hanno acquisito personalità giuridica. Con questa espressione si intende che queste aggregazioni sono assimilabili, in tutto e per tutto, a “persone”, ben distinte dai soggetti che vi partecipano. Questo comporta un’autonomia patrimoniale perfetta, vale a dire che il patrimonio dell’associazione è distinto e separato da quello degli associati; se vi sono debiti, ne risponde solo l’associazione con il suo patrimonio. Inoltre, il riconoscimento consente ad essa di ricevere lasciti e donazioni;
  • non riconosciute: esse non godono del riconoscimento da parte dello Stato, e  quindi non sono vere e proprie “persone giuridiche”. La loro autonomia patrimoniale è imperfetta: l’associazione ha sì un patrimonio, ma se,  in caso di debiti, questo si rivela insufficiente, dovranno farvi fronte di tasca propria coloro che hanno agito in nome e per conto di essa.

La procedura di riconoscimento è abbastanza lunga e  articolata, ha un costo significativo, ed è utile soltanto per quelle associazioni che perseguono scopi di una certa importanza, magari a livello nazionale: ad esempio quelle ambientaliste, quelle che sostengono la ricerca scientifica, quelle che aiutano certe categorie di ammalati, e così via. Queste aggregazioni, inoltre, possono avere interesse a ricevere donazioni o beni in eredità.

I vantaggi del riconoscimento sono pressoché indifferenti per le associazioni professionali. Queste, pertanto, sono riconducibili alla figura giuridica dell’associazione non riconosciuta.

Le associazioni non riconosciute e la legale rappresentanza

Mentre per la costituzione delle associazioni riconosciute è necessario l’atto pubblico, e quindi andare da un notaio, per dar vita a un’associazione non riconosciuta, e quindi anche a uno studio associato, non è richiesta alcuna formalità particolare. Al limite, la costituzione potrebbe anche avvenire oralmente, tuttavia la forma scritta è utile per mettere nero su bianco una serie di aspetti importanti:  lo scopo dell’associazione; la sua denominazione; la sede; le condizioni di ammissione degli associati; l’ ordinamento interno e l’amministrazione; il patrimonio; i conferimenti degli associati.

La forma scritta è importante, anche se non necessaria, perché il codice civile [5] prevede, con specifico riguardo alle associazioni non riconosciute, che il loro ordinamento interno e l’amministrazione sono regolati dagli accordi degli associati. E’ importantissimo notare che, secondo la stessa norma, queste associazioni possono stare in giudizio, vale a dire partecipare a un processo, nella persona alla quale, secondo questi accordi, spetta la presidenza o la direzione.

Pertanto, è l’accordo tra le parti a stabilire chi è il legale rappresentante di uno studio associato. Questi agirà in nome e per conto dell’associazione, e, se ci sarà da intraprendere una causa o da subirne una, presentandosi in giudizio, sarà lui a rappresentare lo studio nella sua interezza. Ciò anche nel caso in cui detto accordo sia soltanto verbale; anche se, ovviamente, la forma scritta gli conferirà maggiore chiarezza e certezza. Come abbiamo detto, infatti, per la costituzione delle associazioni non riconosciute non sono previste forme particolari.

Del resto, la giurisprudenza della Cassazione [6] è costante nel ritenere che queste associazioni, anche se non riconosciute, sono pur sempre centri di imputazione di interessi: esse, pur se prive di personalità giuridica, sono comunque fenomeni di aggregazione, che la legge considera punti di riferimento di rapporti giuridici, e che, come tali, sono muniti di rappresentanza. E il rappresentante è, appunto, quello che le stesse parti hanno concordato.

Ora sai che devi essere tu, insieme ai tuoi colleghi, a scegliere chi tra voi sarà il legale rappresentante dello studio.

Di Adele Margherita Falcetta


note

[1] L. n. 1815/1939
[2] Art. 10 L. n.183/2011
[3] D.L. n.223/2006 (c.d. decreto Bersani)
[4] Art. 18 Cost.
[5] Art. 36 cod. civ.
[6] Cass. civ., n.15694/2011; Cass. civ., n.17683/2010; Cass. civ., n.22439/2009; Cass. civ., n.4628/97

Autore immagine: unsplash.com


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