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Redditometro: consigli per evitare l’accertamento del fisco

21 Gennaio 2013
Redditometro: consigli per evitare l’accertamento del fisco

La paura di non risultare coerenti agli occhi del Fisco sta riducendo le spese degli italiani in un periodo che è già caratterizzato da una contrazione economica: ecco dieci consigli per fare shopping senza problemi con il redditometro.

Il nuovo redditometro fa paura. Il rischio è che determini un’ulteriore riduzione delle spese, già scarse per la crisi economica. Tranquilli però: dal fisco avvertono che non sarà usato come strumento di accertamento di massa. 40mila controlli all’anno equivale allo 0,1% dei contribuenti italiani. Inoltre, servirà a evidenziare gli scostamenti più significativi tra dichiarato e tenore di vita: il limite è stato fissato in 12mila euro all’anno. Innanzitutto perché più appetibili sul fronte del reddito recuperabile; poi perché le situazioni meno marcate possono trascinarsi in contenziosi tributari in cui anche l’esito è incerto.

Impatto

I contribuenti sono preoccupati e, nel dubbio, non spendono. Già la tracciabilità per le spese superiori a 3.600 euro e la limitazione del contante al tetto dei 1.000 euro hanno determinato una contrazione per beni e servizi.

Ecco la lista di consumi che, a seguito dell’avvio del redditometro, hanno subìto un brusco calo.

Nella zona rossa della classifica si trovano le spese per:

– viaggi e vacanze;

– gioielli e preziosi; in particolare l’acquisto di orologi di fascia alta sarebbe diminuito del 50% nel 2012; il redditometro porterà ad una ulteriore contrazione;

– animali domestici;

– assicurazioni sulla vita.

A seguire, ci sono le spese per:

– scuole private;

– opere d’arte;

– centri di benessere e circoli sportivi.

In basso alla classifica sono collocati invece i consumi di:

– leasing auto e imbarcazioni;

­- colf e badanti.

I suggerimenti per evitare brutte sorprese

Il Sole 24 Ore di oggi [1] ha indicato dieci consigli contro il panico da redditometro.

1) Non aver paura di spendere: conta più quello che si dichiara che non le spese. Queste ultime serviranno solo a riscontrare se il reddito già dichiarato è in linea o meno con il tenore di vita. Quindi esse vengono in gioco solo in via eventuale e successiva.

2) Evitare la collezione di tutti gli scontrini: non serve assolutamente conservare ricevute per spese superiori a 3.600 euro monitorate con lo spesometro. Conviene invece fare una selezione mirata.

3) Donazioni tracciabili: sarà utile ricevere le donazioni di parenti e amici (per es. auto o case) in modo tracciabile (con bonifico o assegni).

4) Intestazione delle bollette: è meglio tenere “in chiaro” le utenze, intestandole a chi materialmente sostiene la spesa per evitare di penalizzare, in sede di ricostruzione del reddito, chi ha guadagni più bassi.

5) Spese per colf: maggiore cautela qualora ci sia notevole differenza, per es., con l’altro coniuge che non è fiscalmente a carico. In tali casi è preferibile che i collaboratori domestici risultino assunti dal componente il nucleo familiare con il reddito più alto.

6) Acquisti anche a rate: verrà probabilmente adottata una posizione più flessibile verso chi acquista a rate. Quindi tale modalità di pagamento terrà più al sicuro dal redditometro, come nel caso di acquisto di auto.

7) Ricostruzione dei disinvestimenti: gli investimenti effettuati nell’anno possono essere neutralizzati nel redditometro dai disinvestimenti nello stesso periodo di imposta e nei 4 anni precedenti.

8) Uso per l’attività o l’ufficio: non sono rilevanti, ai fini del redditometro, i beni acquistati per l’attività di impresa o dell’ufficio. Sarà quindi utile tenere distinti gli acquisti per la vita privata e per quella lavorativa.

9) Viaggi e vacanze: è consigliabile che la spesa risulti tracciabile a carico di chi, nella famiglia, ha il reddito più alto.

10) Altri redditi: il contribuente avrà la possibilità di ritornare “coerente” agli occhi del fisco dimostrando l’esistenza di ulteriori redditi non rientranti nella dichiarazione, come vincite a giochi, interessi sui titoli di Stato, redditi da locazione tassati con cedolare secca.


note

[1] Il Sole 24 Ore, pag. 2 e 3, del 21.01.13, articoli di Barbara Bisazza, Nicola Forte e Giovanni Parente.


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