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Il cloud computing applicato al lavoro: il cloud working

8 Agosto 2013 | Autore:
Il cloud computing applicato al lavoro: il cloud working

Il naturale sbocco operativo del cloud computing, se guardiamo al mercato del lavoro, è il cloud working, che già consente a molti lavoratori e liberi professionisti di alternare le proprie prestazioni o dentro e fuori l’ufficio, e che sta diventando il principale modello di riferimento nel mondo.

Internet è diventato, con le nuove applicazioni hardware e software, non solo il mezzo per eccellenza della comunicazione globale, ma anche lo strumento utile, anzi essenziale nel prossimo futuro, per avviare un’impresa e un’attività commerciale in genere (leggi l’articolo: Come avviare un’attività e-commerce e un negozio online comodamente dal pc) e promuoverla sul mercato (leggi l’articolo: Le nuove frontiere del web: da vetrina dell’azienda a strumento di marketing). Insomma Internet, nata solo poco più che vent’anni fa, ha cambiato il mondo e il modo di vivere, comunicare e creare.

Si sente parlare spesso di cloud computing, che altro non è che l’evoluzione naturale del nuovo mondo interconnesso: l’accesso facilitato e rapido ad applicazioni, dati e software esterni al proprio PC è un fenomeno vincente del nuovo mondo digitale. Tradotto letteralmente in “nuvola informatica“, il termine inglese rende bene l’idea del servizio, offerto da un provider all’utente, di memorizzazione, archiviazione, elaborazione di dati in un’architettura tipica realizzata in rete con software remoti e memorie di massa on-line.

Tale nuova utilità è ora la base di lancio di un nuovo strumento operativo, che sta diventano la nuova frontiera lavorativa nell’attuale scenario di nomadismo digitale: il cloud working. Le imprese hanno infatti iniziato a ad affidare progetti e incarichi a professionisti esterni – tale fenomeno, nel mondo reale e non virtuale, è già noto con il nome di outsourcing – attraverso le piattaforme in rete previste proprio dal cloud computing.

È allora evidente la maggior facilità con cui domanda e offerta di lavoro si incontrano sul Web:  senza necessità di alcun preliminare contratto di lavoro si avviano nel mondo prestazioni singole, a retribuzione garantita, originate semplicemente da un’impresa che chiede, attraverso la piattaforma cloud, e da un  lavoratore/professionista che risponde. Da qui il passo è breve per l’approdo di tale sistema al mondo delle libere professioni, potendo essere anche il libero professionista beneficiario di un sistema di lavoro al di fuori dell’ufficio e gestito da remoto.

Il fenomeno si ricollega al citizen journalism e al web editing, già presenti  nel campo dell’informazione e della creatività digitale: ora non solo giornalisti, bloggers e web editors  possono aumentare le proprie opportunità professionali, ma anche programmatori, designers, filmakers, copywriters.  In una situazione di crisi del mercato di lavoro come quella attuale, il cloud working è insomma come una manna scesa dal cielo, diffondendosi  con rapidità e successo in tutto il mondo, oltre che negli USA e in Europa.

Qualche esempio pratico.

Oltre alla Google App di cloud computing http://www.google.com/enterprise/apps/business, che sta diventando in pratica una piattaforma di cloud working globale, si possono citare Elance https://www.elance.com, nata negli USA  e ormai leader mondiale, e Twago http://www.twago.com, quale maggior riferimento per l’Europa. Ma ne potete trovare altre, digitando in un motore di ricerca il termine cloud working e confrontando i numerosi portali che stanno avviando questa utilissima opportunità di lavoro da remoto, avviato ad essere ormai globale e senza intermediari, senza spostamenti, senza orari fissi, discriminazioni e sfruttamento, consentendo già a molti lavoratori e professionisti di alternare le prestazioni di lavoro dentro l’ufficio e fuori da esso.



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