Lifestyle | Editoriale

Come si diventa minimalisti

23 Agosto 2018 | Autore:
Come si diventa minimalisti

Vivere in maniera più semplice, abbandonando tutti gli oggetti superflui, rappresenta un percorso che conduce alla serenità.

Il minimalismo è una filosofia di vita che, soprattutto negli ultimi tempi, sta spopolando in tutto il mondo, interpretata come modo per raggiungere la pace e l’equilibrio interiore. La società moderna è basata essenzialmente sul consumismo, su cose comprate non per reale necessità ma perché è la pubblicità che spinge a spendere soldi inutilmente. Le case sono piene di oggetti che vengono lasciati in fondo ai cassetti e di cui non si sa neanche il tipo di utilizzo, gli armadi traboccano di vestiti di svariate taglie fa e le scarpiere, oltre alle paia di uso quotidiano, presentano anche diversi modelli di chissà quale collezione. Si spende troppo denaro per accaparrarsi merce che, nella maggioranza dei casi, non viene mai usata o sfruttata appieno e questa abitudine sbagliata riguarda tutti i settori, dalla spesa alimentare sino allo shopping di lusso. Le case vengono riempite di oggetti ma, avendo delle dimensioni sempre più ridotte, monolocali o bilocali, manca proprio lo spazio materiale per contenere tutte queste cose provocando disordine e, di conseguenza nervosismo. Se ci si sofferma un attimo a pensare a quante cose vengono acquistate ogni giorno e a quante vengono realmente utilizzate viene da pensare che forse i consumi sono davvero troppo vasti rispetto alle reali necessità della persona. Abbiamo veramente bisogno di 100 paia di scarpe messe una accanto all’altra in ordine cromatico come le fashion blogger o è necessario fare la spesa per un reggimento se a mangiare siamo solo in due? La risposta è certamente no, per questo motivo, chi si accorge di avere un problema ma vuole comunque provare a porre rimedio si domanda: come si diventa minimalisti?

In cosa consiste il minimalismo

Il minimalismo è uno stile di vita diametralmente opposto al consumismo e prevede la liberazione totale dal superfluo e dagli oggetti che effettivamente non servono per lasciare spazio vitale utile per riflettere e meditare sulle tematiche importanti. In pratica si tratta di abbandonare le cattive abitudini, volte a spendere denaro spesso in maniera compulsiva, per dedicarsi alla cura della propria persona in una sorta di individuazione di quelli che sono i veri valori. Anche da un punto di vista psicanalitico, chi tende ad acquistare in continuazione lo fa con l’intento di colmare un vuoto interiore e pensa di poterlo fare con i beni materiali. Il minimalista è invece colui che vive benissimo con poco, anzi, con il necessario, usando le cose con parsimonia e non desiderando oggetti di cui effettivamente non ha bisogno. Logicamente, esistono diverse interpretazioni del minimalismo, le più estreme si esprimono con un progressivo rifiuto verso la vita moderna e l’isolamento nella natura ma volendo compiere solo i primi passi in questa forma di pensiero si viene spinti dal desiderio di liberare i propri spazi e la propria vita dagli eccessi e dagli accumuli di anni e anni di acquisti pressoché inutili. Chi vuole cambiare le proprie abitudini si domanda: come si diventa minimalisti?

Come ci si accorge di avere un problema di accumulo compulsivo

Chi ha le cosiddette mani bucate, prima o poi, si accorge di avere un problema di accumulo compulsivo perché realizza di non avere più spazio per conservare le cose. Ad esempio, i fashion victim, ossia i fedeli seguaci delle mode, se continuano a comprare le nuove collezioni proposte dagli stilisti devono avere armadi per contenerle insieme anche a quelle precedenti ma non tutti possono avere l’infinita cabina armadio di Chiara Ferragni quindi per forza di cose occorre gettare via o regalare qualche capo. Ma, giustamente, come si fa’ a disfarsi di un modello di uno stilista blasonato, costato pure parecchio? E’ qui che parte una specie di corto circuito che porta ad accumulare senza controllo. Chi capisce di avere un problema e vuole impegnarsi per risolverlo affronta di petto la situazione e si chiede: come si diventa minimalisti?

Il magico potere del riordino

Per diventare minimalisti occorre seguire il principio del less is better ossia meno è meglio, individuando le cose che effettivamente servono, e dunque da tenere, e le cose che non servono, da regalare, vendere o riciclare diversamente. Può essere d’aiuto in una situazione del genere il libro, bestseller internazionale, “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo. Marie Kondo non è solamente una scrittrice giapponese ma è l’inventrice del metodo KonMari, un sistema studiato per riordinare gli spazi della casa e migliorare la qualità della vita. Prendendo ad esempio un armadio pieno di vestiti, secondo il metodo KonMari, per riordinarlo perfettamente, occorre svuotarlo completamente mettendo tutti i capi sul letto e prendere ciascun capo singolarmente e vedere che tipo di sensazione si prova semplicemente a vederlo e a toccarlo. Se la visione di quel vestito provoca ancora gioia bisogna riporlo nuovamente nell’armadio se, al contrario, non scaturisce nessuna emozione, è arrivato il momento di liberarsene e di fare spazio.

Questo metodo può essere utile nelle fasi iniziali del minimalismo perché consente di rimuovere le cose superflue.

Come fare decluttering

Il metodo KonMari si basa sul creare ordine mediante l’eliminazione degli oggetti per i quali non si prova alcun sentimento proprio perché non di uso quotidiano. Il gesto di liberarsi delle cose che non servono più si chiama in inglese decluttering e consiste nella pratica di rimuovere gli oggetti vecchi, inutilizzati ed inutilizzabili. Questa pratica non è applicabile solamente all’armadio o alla scarpiera ma ad ogni ambiente della casa invaso da cose. Nel percorso per diventare minimalisti il decluttering è una fase  indispensabile. Ad esempio, nello scaffale della cucina dedicato agli utensili, in genere, vi sono tanti strumenti che vengono effettivamente usati, come le posate, le pentole o le padelle ma lì, proprio lì in fondo vi è una intera collezione di formine per biscotti, teglie per dolci, attrezzi per decorazioni e molti altri oggetti di utilizzo sconosciuto, magari acquistati da una televendita a prezzo iper conveniente. Che senso ha avere un assortimento completo di pasticceria se l’unico dolce mai preparato è il budino al cioccolato, magari quello già pronto in busta? Chi vuole diventare minimalista, consapevole delle sue abitudini in cucina, svuota lo scaffale da questi utensili e li regala a chi sa che potrà farne buon uso.

Come acquistare il giusto

Infine, ultimo gesto per diventare minimalisti è quello di acquistare il giusto, senza sperperare denaro. Ad esempio, nel caso della spesa alimentare, per non rischiare di comprare troppi alimenti che poi non vengono consumati e finiscono nella spazzatura comportando uno spreco non solo economico, è preferibile fare gli acquisti in maniera razionale, non buttando i prodotti a caso nel carrello ma sapendo esattamente come prepararli. I più organizzati predispongono un menù settimanale che permette non solo di evitare gli sprechi ma anche di mangiare prodotti freschi e sani.


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