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Cosa fare in caso di rimozione auto a seguito di una multa

25 Luglio 2018
Cosa fare in caso di rimozione auto a seguito di una multa

Alcune norme del Codice della Strada prevedono la rimozione del veicolo in caso di violazione delle stesse. Pagando la multa e le spese di intervento sarà possibile ottenerne la restituzione.

Guidare un veicolo rappresenta per molti una necessità, mentre per altri un modo per semplificare le incombenze quotidiane. In fondo possedere una macchina significa concedersi un piccolo lusso: vuoi mettere la possibilità di viaggiare in tutta tranquillità senza sottostare ai ritardi dei mezzi pubblici?
È vero però che a volte diventa difficile rispettare le norme del Codice della Strada, magari per non fare tardi al lavoro o urtati da quel guidatore che ci ostruisce il passaggio. E se da un lato improvvisarsi piloti di rally sembra essere la soluzione migliore, dall’altro violare la legge equivale ad assumersi tutte le responsabilità. Compresa quella di vedersi rimuovere il proprio veicolo.
Sembra un’ingiustizia, eppure se solo avessimo rispettato la normativa avremmo potuto evitare tutto questo. Perché non è la multa a farci arrabbiare, quanto invece procedere per la restituzione della nostra macchina. Vediamo insieme cosa fare in caso di rimozione dell’auto a seguito di una multa.

Quando avviene la rimozione di un’auto?

Gli organi di Polizia Stradale possono procedere alla rimozione di un veicolo ogni qualvolta lo consente la normativa e quando tale procedura si reputi necessaria.
La legge [1] dice infatti che la rimozione può essere disposta quando:

  • su quel tratto di strada la sosta di un veicolo rappresenta un grave intralcio o un pericolo per la circolazione stradale. In questo caso, per stabilire che quella via è soggetta al divieto di sosta è necessaria un’ordinanza dell’ente proprietario della strada (ad esempio il Comune) e l’apposizione di un pannello che segnali l’impedimento;
  • esiste un divieto di fermata o di sosta previsto dalla legge;
  • l’ente proprietario della strada, seppur temporaneamente, ha disposto il divieto di sosta. Può capitare che il Comune disponga dei lavori di manutenzione o di pulizia su quella via, o magari stia procedendo con l’installazione dell’arredo urbano per il miglioramento dell’infrastruttura. Anche se momentaneamente, l’esistenza di un divieto di sosta farà scattare l’eventuale rimozione in caso di violazione.

La legge [2] inoltre può prevedere divieti di sosta o di fermata ogni qualvolta un veicolo parcheggiato in prossimità di un tratto di strada rappresenti un qualche ostacolo. Ad esempio:

  • in prossimità di passaggi a livelli, binari, linee ferroviarie o tranviarie è vietato sostare con la propria auto soprattutto se si impedisce la marcia di treni e tram;
  • nelle gallerie, nei sottopassaggi, sotto i portici, nei sovrapassaggi non ci si può fermare con la macchina. Il perché è facile da intuire. Immagina i danni che potrebbe causare una vettura ferma all’interno di una galleria;
  • sui dossi e nelle curve, ai lati di quei tratti di strada a scorrimento veloce (come le superstrade) l’auto non può sostare;
  • vicino ai semafori ed ai segnali stradali verticali non è possibile fermarsi con la macchina quando la sosta del veicolo ostruisce la visibilità del pannello. Questo vale anche per i segnali orizzontali di preselezione e di canalizzazione;
  • su passaggi pedonali, sulle piste ciclabili ed in qualsiasi luogo deputato al passaggio di persone, sui marciapiedi e sulle strisce pedonali nessun veicolo può fermarsi.

Ed ancora, la sola sosta (e non anche la fermata) è altresì vietata:

  • nei pressi di un passo carrabile (di solito un magazzino che volge su strada, un cancello privato, un box auto, ecc.);
  • quando si parcheggia in doppia fila;
  • in tutte quelle aree riservate alla sosta dei pullman, dei filobus, dei taxi, le aree destinate ai mercatini, al carico e scarico delle merci, sulle banchine, nei parcheggi riservati ai disabili, sulle corsie di transito dei bus, sulle aree pedonali urbane;
  • nelle zone ZTL per i veicoli non autorizzati;
  • nei tratti destinati alla sosta ed alla circolazione di veicoli d’emergenza;
  • davanti ai cassonetti della spazzatura;
  • in corrispondenza dei distributori automatici di carburante e che si trovano sulla strada pubblica e, limitatamente, nelle ore di esercizio.

Discorso a parte merita la rimozione forzata di un veicolo che sosta abusivamente in un’area privata, quale il parcheggio di un condominio. In tale ipotesi si potrà chiamare il carroattrezzi (previa autorizzazione dell’amministratore) ma non sarà previsto alcun tipo di multa.

Come funziona la rimozione di un’auto?

Sebbene il cittadino onesto chiamerebbe il carroattrezzi ogni qualvolta avesse a che fare con un automobilista furbetto, in realtà la procedura è ben diversa, a maggior ragione se trattasi di strada pubblica. In effetti a disporre la rimozione di un’auto non può essere il privato che nota un veicolo in sosta vietata, bensì la Polizia Stradale. Sempre secondo la legge [3], l’espletamento dei servizi (fra cui la rimozione forzata, le multe, il blocco, ecc) spetta, in via principale alla Polizia Stradale, a cui fanno seguito:

  • la Polizia di Stato,
  • i Carabinieri;
  • la Guardia di Finanza;
  • la Polizia Provinciale;
  • la Polizia Municipale;
  • la Polizia Penitenziaria e la Guardia Forestale;
  • la Polizia Giudiziaria, ad esempio in caso di incidente stradale.

Costoro potranno essere allertati dal privato cittadino qualora accerti la violazione del divieto di sosta, ma generalmente la rimozione di un’auto avverrà tutte quelle volte in cui gli organi di polizia rileveranno una contravvenzione del Codice della Strada. Contravvenzione che deve prevedere come sanzione la rimozione forzosa di un veicolo.

Verificata l’infrazione, la polizia si avvalerà del servizio di rimozione forzosa indicato dall’ente proprietario della strada. Ciò significa che Comuni, Provincie, e tutti coloro che sono detentori di una carreggiata sono autorizzati a concedere il servizio ad un’azienda specializzata in questa attività. L’azienda in questione dovrà essere in possesso di carroattrezzi che rispettino le caratteristiche indicate dalla legge.

Chiamato il carroattrezzi, l’auto sarà depositata in appositi luoghi dove sarà custodita fino al pagamento delle relative spese. È bene sapere fin da ora che più si prolungherà il termine di adempimento, più il costo lieviterà comportando un onere importante per il proprietario dell’auto rimossa.

Cosa fare in caso di rimozione auto a seguito di una multa?

Stavi andando di fretta e non ti sei accorto di aver parcheggiato in un’area in cui era presente un divieto di sosta. Oppure pensavi di farla franca quando, per questioni di urgenza, hai lasciato l’auto in prossimità di una zona riservata ai disabili.
Quando ti accorgi di non trovare più la tua macchina nel parcheggio i casi sono due: o te l’hanno rubata, oppure la Polizia Stradale ha pensato bene di chiamare il carroattrezzi.

Per accertarti che non si tratti di un furto, analizza l’area dove avevi parcheggiato il veicolo e verifica se rientra in uno dei casi in cui la sosta della macchina è vietata. Se dovesse rientrare negli esempi citati sopra, ti converrà contattare la Polizia Stradale per chiedere informazioni: ti saranno chieste le generalità (nome e cognome) ed il numero della targa. In questo modo potrai scoprire non solo se la tua auto è stata effettivamente rimossa, ma anche dove si trova per poterla recuperare.
Sempre agli stessi organi di Polizia Stradale potrai chiedere ulteriori informazioni in merito ai costi che dovrai sopportare per la restituzione del mezzo, l’ammontare della multa e le tempistiche da seguire per concludere la procedura. In linea di massima il costo della rimozione si aggira fra gli 80 ed i 120 euro, a cui dovrai aggiungere il costo di deposito e quello della multa. L’importo di quest’ultima varia a seconda del tipo d’infrazione e della sua gravità, perché potresti vederti recapitare anche una multa che supererà le 100 euro.

Di solito la multa ti verrà notificata a casa e potrai pagarla entro sessanta giorni. Per avere indietro l’auto dovrai invece rimborsare le spese di intervento, rimozione e custodia del veicolo. Questo significa che un conto è la multa, un conto è la rimozione dell’auto e se dovessi reputare ingiusta la contravvenzione potrai sempre rivolgerti ad un giudice entro sessanta giorni dalla scadenza del pagamento.
Anche la rimozione di un’auto, in quanto sanzione amministrativa, può essere oggetto di ricorso. L’autorità competente sarà il prefetto del luogo in cui è avvenuta l’infrazione.

Si può chiedere il rimborso delle spese per la rimozione auto?

Si, ma i casi sono tassativi ed ogni situazione è a sé stante. Posto che la rimozione forzata di un’auto da una strada pubblica avviene se si accerta un’infrazione, esistono casi in cui è possibile procedere con il risarcimento danni o con la richiesta di rimborso delle spese sostenute. Vediamo insieme alcuni esempi.

Tizio parcheggia l’auto in sosta vietata. Il carroattrezzi, nell’eseguire la manovra di rimozione, causa un danno al veicolo. Tizio può procedere alla richiesta del risarcimento a seguito di perizia che accerti il nesso di causalità fra manovra di rimozione e danno. Di solito la Polizia Stradale, nel redigere il verbale durante la rimozione, ha il dovere di indicare le condizioni della vettura al momento della constatazione dell’infrazione. Se non lo fa, non è possibile obbligare il proprietario del veicolo a dimostrare il collegamento fra rimozione e danno. In questo caso a pagare sarà la ditta che si è occupata della rimozione, per il tramite dell’assicurazione. Qualora essa non intenda in alcun modo procedere con il rimborso, Tizio potrà procedere dinnanzi al giudice per il risarcimento per fatto illecito [4].

Sempronio si vede rimuovere forzosamente la sua auto ma presume di non aver violato alcuna norma del Codice della Strada. Ad esempio ha parcheggiato la macchina prima del segnale di divieto rispettando i relativi metri di distanza, oppure aveva l’autorizzazione per sostare in una zona ZTL. In questo caso Sempronio ha due strade da percorrere. La prima rappresenta il ricorso dinnanzi al prefetto contro la multa e la sanzione amministrativa accessoria della rimozione forzosa. La seconda è un’azione autonoma dinnanzi al giudice di pace per chiedere il rimborso ed eventuali danni subiti a seguito della rimozione illegittima. Nel primo caso otterrà l’annullamento della contravvenzione. Nel secondo la restituzione delle spese sostenute per recuperare il veicolo.
In tale ipotesi Sempronio dovrà documentare la sua posizione, quindi dimostrare di aver ragione, di essere in possesso dell’autorizzazione per l’area ZTL, di aver parcheggiato rispettando i limiti del Codice della Strada. Sarà costretto ad anticipare le relative spese (la sospensione della multa si ottiene in casi particolari), ma potrà ottenere il rimborso di tutto in caso di vittoria.


note

[1] Art. 159 cod. str.

[2] Art. 158 cod. str.

[3] Art. 12 cod. str.

[4] Art. 2043 cod. civ.


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