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Finanziamento: cosa serve?

18 Agosto 2018
Finanziamento: cosa serve?

Prestiti personali, cessioni del quinto, finanziamenti: quali sono i documenti che servono per presentare la pratica alla banca o a una finanziaria

Per presentare una richiesta di finanziamento presso una banca o una società finanziaria occorrono una serie di documenti facilmente reperibili. In realtà ogni istituto di credito ha le sue regole interne e dunque le richieste di documentazione potrebbero essere lievemente differenti da una società all’altra. Per questo non è facile sapere con certezza per un finanziamento cosa serve. Ci sono comunque dei documenti necessari per i prestiti personali che tutte le finanziarie richiedono. Quando si decide di inoltrare una richiesta di finanziamento, è bene, dunque, averli sottomano per evitare inutili perdite di tempo. Infatti già dai primi contatti telefonici o attraverso il web, potrebbero richiederci dei dati che potremmo non ricordare. Per questo vediamo insieme quali sono i documenti necessari alla richiesta di finanziamento.

Documenti di riconoscimento

Carta d’identità o patente sono elementi necessari per qualsiasi pratica di finanziamento. Gli istituti di credito potranno chiederti o l’una o l’altra, ma non sono rari i casi in cui chiedono entrambi i documenti di riconoscimento. Se sei un cittadino straniero potrebbero chiederti anche il passaporto e l’eventuale permesso di soggiorno. Per quanto riguarda il codice fiscale va bene o il tesserino rilasciato dal ministero oppure la tessera sanitaria. Ricorda che per la richiesta di prestito è necessario che questi documenti siano in corso di validità e non scaduti. È bene conservare sempre una copia digitale in formato pdf dei documenti di riconoscimento, poiché ormai molte richieste di finanziamento vengono fatte online e i siti delle finanziarie prevedono il caricamento dei file per presentare le richieste.

Buste paga

Per la tua richiesta di finanziamento ti servirà sicuramente la tua ultima busta paga. Alcune banche o società finanziarie chiedono le ultime tre che ti sono state date dal tuo datore di lavoro. È un modo che hanno per verificare il reddito nel corso del tempo. Nelle buste paga, infatti, è possibile visualizzare il tipo di contratto (se a tempo determinato o indeterminato), ma anche l’anzianità di servizio che è un elemento molto importante per qualsiasi istituto di credito. Infatti i clienti con un lavoro stabile sono preferiti dagli istituti di credito. Ricorda che se sei un dipendente pubblico o l’azienda per la quale lavori ha più di quindici dipendenti puoi inoltrare una richiesta di cessione del quinto, un tipo di prestito molto conveniente dal punto di vista delle condizioni e dei tassi. Se sei un pensionato allora dovrai presentare gli ultimi cedolini pensione oppure la copia degli accrediti sul tuo conto corrente. Se sei un lavoratore autonomo devi passare al prossimo capitolo.

Dichiarazione dei redditi

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati si può trattare del modello 730 relativo all’anno precedente la richiesta di finanziamento oppure semplicemente della Certificazione Unica (il vecchio CUD) relativa allo stesso periodo o del modello Obis M rilasciato dall’INPS. Per i lavoratori autonomi si tratta del modello Unico. Mentre per i pensionati e i lavoratori dipendenti la dichiarazione dei redditi è un documento che viene raramente richiesto quando si fa una richiesta di prestito, per i lavoratori autonomi è l’unico modo di certificare i redditi. Per questo ti verrà sicuramente chiesto dagli istituti di credito se sei un titolare di partita iva quando presenterai la tua richiesta di finanziamento. Alcune finanziarie chiedono ai loro clienti una copia degli ultimi tre Unico presentati. Questo per verificare che il reddito del richiedente sia stabile nel tempo e i guadagni dell’ultimo anno non siano un’eccezione. Per questo è bene recuperare le dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni. Ricorda che il tuo commercialista può fartene una copia in qualsiasi momento.

Numero IBAN

Ormai quasi tutti gli istituto di credito chiedono di addebitare la rata tramite RID (Rapporto Interbancario Diretto). Ossia di pagare tramite addebito sul conto corrente. Pochissime finanziare danno la possibilità di effettuare i pagamenti della rata tramite bollettini postali. Per questo quasi sicuramente ti chiederanno il tuo numero di conto. Se non hai un conto corrente, le banche ti chiederanno di aprirlo affinché la tua richiesta di finanziamento vada a buon fine. Dovresti tenere presente anche questo, quando decidi di richiedere un prestito. Perché i costi dell’apertura e della tenuta del conto corrente potrebbero incidere sul costo totale del finanziamento. Per quanto riguarda invece le cessioni del quinto, non c’è bisogno di comunicare l’IBAN alla banca poiché la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga e pagata dal datore di lavoro. Prima di avanzare la tua richiesta di prestito personale, tieni presente che gli istituti di credito potrebbero chiederti semplicemente il numero IBAN del tuo conto, ma anche una certificazione della tua banca da cui l’IBAN si evinca. Può bastare un estratto conto, ma se per motivi di privacy vuoi evitare di inviarlo, puoi rivolgerti allo sportello della tua banca, ti forniranno un apposito modulo di certificazione dell’IBAN.

Bollette della luce, del telefono, del gas o dell’acqua

È forse il documento più strano che possono richiederti. Ma molti istituti di credito per valutare una richiesta di finanziamento, hanno preso l’abitudine di farsi mandare le copie delle ultime bollette di luce, acqua, telefono e gas. Non è un loro capriccio. Questa richiesta risponde a due esigenze che le finanziarie hanno: verificare il domicilio e la solvibilità del cliente. Infatti con una bolletta correttamente intestata, sia per quanto riguarda il nominativo che per l’indirizzo, l’istituto di credito può verificare che il richiedente del prestito non sia un prestanome, ma abbia un domicilio stabile e magari anche una casa di proprietà. Non solo. Siccome nelle bollette è presente una sezione nella quale l’ente che le emette scrive se i pagamenti precedenti siano regolari o meno, queste possono essere utilizzate dalle banche e dalle finanziare per verificare la capacità del cliente di far fronte agli impegni economici assunti. Di solito viene chiesta la copia di una sola bolletta. Tienila a portata di mano.

Preventivi spese

Alcuni istituti di credito prevedono dei prestiti particolari finalizzati a determinate esigenze. Ad esempio se devi ristrutturare casa per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile, potresti avere delle condizioni agevolate rispetto agli altri tipi di finanziamenti. Ci sono poi dei “pacchetti prestito” per le vacanze, per i master universitari, per l’acquisto di un’automobile. Insomma nella giungla di offerte che potrebbero pioverti addosso quando decidi di richiedere un prestito personale, potresti trovare dei finanziamenti particolarmente convenienti. Per usufruire di queste agevolazioni, però, gli istituti di credito ai quali ti rivolgerai potrebbero chiederti dei preventivi di spesa relativi a quello che andrai a realizzare una volta ottenuto il prestito. Quindi se il tuo finanziamento sarà destinato a riqualificazione energetica di un immobile, la banca alla quale ti rivolgi ti chiederà i preventivi delle ditte che eseguiranno i lavori. Stessa cosa se richiedi un prestito per un viaggio, ti chiederanno il preventivo dell’agenzia alla quale ti sei rivolto.

Documenti dell’immobile

In caso di mutuo fondiario o ipotecario, le banche ti chiederanno anche i documenti dell’immobile sul quale si iscriverà l’ipoteca. Questo particolare tipo di prestito, infatti, presuppone che la garanzia sul finanziamento sia costituita da un’ipoteca immobiliare. Per questo non può essere fatto direttamente con un istituto di credito, ma bisogna che nella stipula del contratto intervenga un notaio. Di solito si utilizza per cifre importanti e per durate superiori ai cinque anni. I documenti relativi all’immobile che ti verranno chiesti sono: l’atto di provenienza, la concessione edilizia e l’agibilità.

L’atto di provenienza

Per la richiesta di un mutuo ipotecario, la banca chiederà l’atto di proprietà. Si tratta del contratto con il quale l’attuale proprietario ha acquistato l’immobile. Nel caso in cui la casa fosse stata costruita dal proprietario, la banca chiederà l’atto di acquisto del terreno. Può essere un atto pubblico (compravendita, donazione, assegnazione di alloggio, ecc.), una scrittura privata autenticata, una sentenza del tribunale (in caso ad esempio di acquisto per usucapione o decreto di trasferimento a seguito di vendita all’asta), una dichiarazione di successione oppure un accordo in sede di mediazione.

Le concessioni edilizie

In caso mutuo con ipoteca da iscrivere su un fabbricato, la banca chiederà tutti i provvediementi che ha emesso il Comune per consentire la realizzazione dell’immobile. Può trattarsi di licenze o concessioni edilizie, di permessi per costruire o denunce di inizio attività. In caso di fabbricati molto datati, può bastare la dichiarazione che la costruzione di quest’ultimi sia stata iniziata e ultimata prima del 1 settembre 1967.

Certificato di Agibilità

Le banche per valutare una richiesta di mutuo fondiario o ipotecario, richiedono il certificato di agibilità quando l’ipoteca è da iscriversi su un fabbricato già ultimato. Mentre quando si tratta di una casa in corso di costruzione, visto che tale certificato non può essere rilasciato, la banca ne chiederà copia non appena questo documento venga prodotto dal Comune. Il certificato di agibilità è un documento che garantisce l’esistenza dei requisiti di agibilità e abitabilità richiesti dalla legge. Per verificare se il tuo immobile è provvisto di questa certificazione, basta leggere l’atto di acquisto. I notai, infatti, citano l’esistenza di questo documento indicando data di rilascio e numero di protocollo. Una volta reperiti questi dati puoi utilizzarli per richiederne copia al Comune nel quale si trova la tua casa.

Di Francesco Papa


note

Autore immagine: pixabay.com


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