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Registrazione atti giudiziari con modello F24: come si fa

26 Luglio 2018
Registrazione atti giudiziari con modello F24: come si fa

Registrazione degli atti giudiziari: come corrispondere l’imposta, qual è il nuovo modello da utilizzare e quali sono i codici tributo da indicare.

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 9 luglio 2018, in attuazione dell’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 8 novembre 2011, ha esteso le modalità di versamento unitario, mediante utilizzo del modello F24, all’imposta dovuta per la registrazione degli atti giudiziari e per gli atti enunciati nel provvedimento e non registrati. Quindi, se sei parte in un procedimento civile che si è concluso con un provvedimento dell’Autorità giudiziaria per il quale è obbligatoria la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate; se non conosci il modello da utilizzare per procedere al pagamento e se desideri sapere quali sono i nuovi codici tributo da inserire in corrispondenza degli importi dovuti; in generale, se ti stai chiedendo cos’è l’imposta di registro, come si calcola, quali sentenze, atti e provvedimenti sono soggetti all’obbligo di registrazione, come avviene la registrazione degli atti giudiziari, chi deve richiederla e, soprattutto, chi sono i soggetti obbligati al pagamento e con quali nuove modalità, ti fornisco in questo articolo le risposte ad ogni tuo dubbio.

Che cos’è l’imposta di registro di un atto giudiziario.

In generale, l’imposta di registro è un’imposta indiretta, ossia grava sulla ricchezza, in particolare sul suo trasferimento. E’ un’imposta dunque che non colpisce l’atto in quanto documento ma l’atto in quanto produttivo di effetti giuridici. Quanto alla natura del tributo, questa è promiscua. Infatti, da un lato ha natura di imposta quando si applica in misura proporzionale al valore dell’atto registrato; dall’altro ha natura di tassa quando viene applicata in misura fissa. In generale, l’imposta di registro ha la finalità di creare un’entrata fiscale che remuneri lo Stato per il servizio che offre al privato che è quello di annotare particolari atti in modo da conferire loro certezza giuridica. La registrazione degli atti giudiziari, in particolare, ha una funzione probatoria poiché attesta l’esistenza dell’atto e gli attribuisce data certa di fronte ai terzi.

Quali sono gli atti giudiziari per i quali è obbligatoria la registrazione.

Sono soggetti all’imposta di registro:

  • sentenze e atti in materia di controversie civili che definiscono, anche parzialmente, il giudizio;
  • decreti ingiuntivi esecutivi;
  • provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali;
  • sentenze che dichiarano efficaci nello Stato sentenze straniere.

L’imposta è dovuta anche se al momento della registrazione tali atti siano stati impugnati o siano ancora impugnabili, salvo conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza passata in giudicato.

Alla sentenza passata in giudicato sono equiparati l’atto di conciliazione giudiziale e l’atto di transazione stragiudiziale in cui è parte l’amministrazione dello Stato [1].

Chi ha l’obbligo di chiedere la registrazione.

E’ il cancelliere o segretario addetto all’ufficio, che partecipa alla formazione dell’atto nell’esercizio delle sue funzioni, a trasmetterlo in originale all’Ufficio finanziario competente per la registrazione, ovvero quello nella cui circoscrizione si trova l’ufficio che ha emesso il provvedimento.

Per i provvedimenti e gli atti soggetti a registrazione, diversi dai decreti di trasferimento e dagli atti ricevuti,  il cancelliere deve chiedere la registrazione nel termine fisso di cinque giorni che decorre dalla pubblicazione o emanazione del provvedimento stesso. Tuttavia, il termine per la richiesta di registrazione decorre dalla pubblicazione o dall’ emanazione soltanto nell’ipotesi in cui dagli atti del procedimento siano desumibili gli elementi riguardanti il domicilio o la residenza anagrafica delle parti in causa. In mancanza di tali elementi, infatti, il termine decorrerà dalla data di acquisizione degli stessi.

La registrazione degli atti giudiziari è eseguita d’ufficio se il cancelliere o il segretario non provvedono alla richiesta.

Chi è obbligato al pagamento dell’imposta di registro.

L’obbligo di effettuare il pagamento dell’imposta grava su tutte le parti in causa, vittoriose o soccombenti, che sono tenute in solido ad assolvere all’obbligo[2]. Nei rapporti interni, tuttavia, la parte vittoriosa che ha anticipato il pagamento dell’imposta o vi ha provveduto a seguito della notifica di un avviso di liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, potrà, rispettivamente, chiedere il rimborso, totale o parziale, dell’importo pagato (anche nell’ipotesi di compensazione delle spese di giudizio) oppure inviare alla parte soccombente una lettera di diffida al pagamento dell’imposta di registro.

Quali sono le modalità per procedere al pagamento.

Il pagamento dell’imposta deve essere contestuale all’atto di registrazione. Quando non è dovuta in misura fissa, il versamento è preceduto dall’attività di liquidazione degli importi da parte dell’ Ufficio territoriale competente dell’ Agenzia delle Entrate, che vengono calcolati in base alle aliquote contenute nell’art. 8 della Tariffa, Parte I del T.U. Registro, e resi visibili on line dal giorno successivo a quello della liquidazione.

In mancanza di pagamento spontaneo, l’Agenzia delle Entrate provvede alla notifica di un avviso di liquidazione, con aggravio dei diritti di notifica.

Per procedere al pagamento dell’imposta, il modello F23 è stato sostituito dal modello F24 che garantisce una maggiore efficienza nella gestione del sistema per il pagamento di numerosi tributi, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti fiscali a carico del contribuente.

Pertanto, per i provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria emessi dal 23 luglio 2018, potrà essere effettuato il versamento con un’unica operazione di tutte le somme (imposte, interessi, sanzioni e accessori) liquidate dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate in sede di registrazione degli atti giudiziari utilizzando il modello F24 e con i codici tributo istituiti con la recente Risoluzione n. 57/E del 18 luglio 2018.

In particolare, il versamento potrà essere eseguito tramite i servizi on-line resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, nonché dagli intermediari della riscossione, utilizzando il modello precompilato reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e allegato all’avviso di liquidazione emesso dall’ufficio, oppure compilando gli appositi campi della sezione “Contribuente” riportati sul modello F24, da predisporre per ogni singolo atto giudiziario.

Il codice tributo istituito per il versamento unitario è “AAGG” denominato “Registrazione atti giudiziarisomme liquidate” e deve essere esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione negli appositi campi anche del “codice ufficio”, del “codice atto” e dell’ “anno di riferimento” del modello precompilato dall’ufficio.

La Risoluzione indica, altresì, i codici tributo A196 e A197 laddove il contribuente intenda versare soltanto una quota dell’importo complessivamente richiesto nonché gli attuali codici istituiti per altre imposte ma con una nuova denominazione di seguito elencati:

  • A140 ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Imposta ipotecaria – somme liquidate dall’ufficio”;
  • A141 ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Imposta catastale – somme liquidate dall’ufficio”;
  • A146 ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Imposta di bollo – somme liquidate dall’ufficio”;
  • A148 ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Sanzione Imposta di bollo– somme liquidate dall’ufficio”;
  • A149  ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Sanzione Imposte e tasse  ipotecarie e catastali – somme liquidate dall’ ufficio”;
  • A152 ridenominato “Atti giudiziari e Successioni – Interessi – somme liquidate dall’ufficio”.

Il modello F23 sarà ancora utilizzabile, e dunque sarà valido il versamento effettuato, per gli atti emessi prima del 22 luglio 2018, nonché per il periodo transitorio previsto fino al 31 dicembre 2018 in cui potranno essere utilizzati entrambi i modelli, fermo restando l’utilizzo esclusivo del modello di pagamento indicato dall’ufficio in un’eventuale richiesta di pagamento.

In che modo avviene la registrazione di un atto giudiziario.

La registrazione è eseguita dall’Ufficio del Registro mediante annotazione degli estremi dell’atto in un apposito registro. L’ufficio procede poi ad annotare la data del giorno in cui la registrazione è stata richiesta e il numero della registrazione, seguiti dalla quietanza degli importi riscossi, in calce o a margine dell’atto in originale presentato per la registrazione, ed eventualmente sugli atti allegati, oppure dichiara che la registrazione è avvenuta a debito.

Eseguita la registrazione dell’atto, l’ufficio restituisce l’originale al cancelliere e gli comunica il numero di protocollo e gli estremi della registrazione che dovranno essere indicati a margine dell’iscrizione dell’atto nel repertorio formato dal funzionario per tutti gli atti soggetti a registrazione in termine fisso.

La regolarità della tenuta del repertorio, e della registrazione degli atti in esso contenuti, è soggetta al controllo dell’Ufficio del registro che verifica, entro il mese successivo a ciascun quadrimestre solare e nel giorno indicato, la corrispondenza tra gli estremi di registrazione annotati dal cancelliere e quelli contenuti nel registro formato dall’ufficio finanziario.

L’ufficio, effettuate le dovute verifiche appone il proprio visto dopo l’ultima iscrizione con indicazione della data di presentazione del repertorio e del numero degli atti iscritti o con la dichiarazione che non ha avuto luogo alcuna iscrizione.

Quali sono i casi in cui è possibile registrare l’atto senza pagare contestualmente l’imposta.

Sono i casi in cui si procede alla registrazione a debito dell’atto, ovvero senza il contemporaneo pagamento dell’imposta, elencati nell’art.59 del T.U. Registro.

In estrema sintesi, si procede alla registrazione a debito di sentenze, atti e provvedimenti:

  • formati d’ufficio, ad istanza o nell’interesse di Amministrazioni dello Stato e di persone o enti morali ammessi al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, ad esclusione di sentenze portanti il trasferimento di beni e diritti di qualsiasi natura;
  • formati nell’interesse di Amministrazioni dello Stato e di persone o enti morali ammessi al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, quando necessari per l’ulteriore corso del procedimento o per la sua definizione;
  • relativi ad una procedura fallimentare;
  • di condanna al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato.

La registrazione a debito avviene con le medesime modalità descritte ma a condizione che il cancelliere indichi nell’atto in originale i soggetti nel cui interesse lo stesso è stato formato o emanato per le ipotesi sub a) e b) nonché la parte tenuta al risarcimento del danno per l’ipotesi sub d) nei cui confronti procedere per il recupero dell’imposta. Diversamente, e nell’ipotesi in cui sia stato fatto un uso diverso da quello per il quale è stata concessa la registrazione a debito, il funzionario dovrà pagare in proprio l’imposta dovuta.

Cosa succede se l’atto giudiziario non viene registrato.

L’ omessa registrazione dell’atto giudiziario comporta una serie di divieti espressamente disciplinati nel T.U. Registro[3].

Nel dettaglio l’atto non registrato:

– non potrà essere menzionato, allegato, depositato o posto alla base di un provvedimento, anche da parte di impiegati dell’amministrazione statale, degli enti pubblici territoriali e dei rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito dell’atto costituisca un obbligo di legge;

-non potrà essere rilasciato dal cancelliere o segretario in originale, copia o estratto a chi ne fa richiesta.

Tale ultimo divieto, tuttavia, non trova applicazione quando gli originali, le copie o gli estratti sono destinati ad un particolare uso, ad esempio quando:

  • devono essere utilizzati per la prosecuzione del giudizio;
  • sono richiesti d’ufficio ai fini di un procedimento giurisdizionale;
  • sono destinati alla trascrizione o iscrizione nei registri immobiliari;
  • sono necessari per l’approvazione od omologazione;
  • il depositato costituisce un obbligo di legge.

In tutti questi casi, sull’originale, sulla copia o sull’estratto dovrà essere indicato l’uso.

Di Eufemia Vigna


note

[1] Art.37 D.P.R. n.131/1986 (T.U. Registro)

[2] Art.57, comma 1 T.U. Registro

[3] ARTT. 65 e ss. T.U. Registro

Autore immagine: pixabay.com


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