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Divieto di sosta: quando il disabile può parcheggiare

11 Agosto 2018


Divieto di sosta: quando il disabile può parcheggiare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Agosto 2018



Ho letto sul sito che il disabile deve rispettare i divieti di sosta anche se ha il contrassegno, ma nella stessa pagina si dice anche che grazie al contrassegno, i disabili possono sostare nonostante il divieto di sosta indicato con apposito segnale verticale o orizzontale, purchè ciò non costituisca grave pericolo o intralcio per la circolazione. Pertanto, se non sono in presenza di intralcio alla circolazione, posso sostare oppure no?

A parere dello scrivente, con riferimento alla normativa e alla giurisprudenza prevalente, se non si è in presenza di intralcio alla circolazione si può sostare.

In altri termini, nonostante il divieto di sosta, il disabile può sostare se non comporta un pericolo o un intralcio per la circolazione stradale.

Ad esempio:

– se l’autovettura, fermandosi davanti ad un divieto di sosta, non rappresenta un ostacolo o un rischio per il normale fluire del traffico, la sosta è consentita.

– se, al contrario, l’autovettura, fermandosi davanti ad un divieto di sosta, si trasforma in un pericolo per gli altri automobilisti o un ostacolo per il normale fluire del traffico, la sosta non è consentita.

Quanto evidenziato, viene affermato per i seguenti motivi.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, meglio noto come”Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.”, all’art. 11, relativo alla circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone disabili, ha statuito che:

1. Alle persone detentrici del contrassegno di cui all’art. 12 viene consentita, dalle autorità competenti, la circolazione e la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare, ovvero quando siano stati stabiliti obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo, oppure quando sia stata vietata o limitata la sosta.

2. Le facilitazioni possono essere subordinate alla osservanza di eventuali motivate condizioni e cautele.

3. La circolazione e la sosta sono consentite nelle «zone a traffico limitato» e «nelle aree pedonali urbane», così come definite dall’art. 3 del decreto legislativo 30 aprile l992, n. 285, qualora è autorizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli per 1’espletamento di servizi di trasporto di pubblica utilità.

4. Per i percorsi preferenziali o le corsie preferenziali riservati oltre che ai mezzi di trasporto pubblico collettivo anche ai taxi, la circolazione deve intendersi consentita anche ai veicoli al servizio di persone invalide detentrici dello speciale contrassegno di cui all’art. 12.

5. Nell’ambito dei parcheggi o delle attrezzature per la sosta, muniti di dispositivi di controllo della durata della sosta ovvero con custodia dei veicoli, devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili.

6. I suddetti posti sono contrassegnati con il segnale di cui alla figura II 79/a art. 120 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.

Pertanto, anche il disabile, così come tutti gli altri automobilisti, con le dovute eccezioni, è tenuto a rispettare le norme di legge del Codice della Strada.

La giurisprudenza conferma quanto detto

Entro tali limiti, e soltanto nelle zone loro riservate come appositamente segnalato, pertanto, gli invalidi sono autorizzati al parcheggio sulle strade mentre è, anche per loro, fatto divieto di sostare con le auto dappertutto e meno che mai in zone totalmente vietate, per cui la P. avendo parcheggiato il veicolo nella zona riservata al deflusso del traffico ha chiaramente violato la norma contestata incorrendo nella sanzione comminatale. Del resto la normativa de qua va letta in relazione alla ratio che la ispira e che subordina l’interesse di soggetti gravemente lesi nelle loro capacità fisiche solo a situazioni in cui per ragioni obiettive, debba prevalere l’interesse generale. Ora, è assolutamente certo che una zona definita “isola di traffico” costituisce porzione di stradaopportunamente delimitata riservata alla canalizzazione delle correnti di traffico, per cui non può essere in alcun modo occupata neanche da veicoli addetti al trasporto di soggetti disabili, proprio in ragione del fatto che ove diversamente si opinasse, alto sarebbe il rischio di serio intralcio all’opera svolta da dette aree, con evidenti ricadute negative sulla viabilità (v. Cass. 14 agosto 2007 n. 17689).

Da aggiungere che negli stessi permessi per disabili, come quello detenuto dalla intimata, nella parte posteriore, è previsto uno specifico avviso dal testo “Il titolare del presente contrassegno è autorizzato a sostare nelle zone vietate e in quelle regolamentate senza limiti di tempo e a circolare e sostare nelle zone a traffico limitato, senza arrecare intralcio alla circolazione e con il rispetto di tutte le disposizioni in particolare di cui agli artt. 158 e 188 C. d. S.”. Ne deriva che la P. non poteva sostare con il veicolo su area riservata alla canalizzazione del traffico solo per il fatto di non riuscire a trovare altro parcheggio.” Corte di Cassazione, sez. VI Civile, 9/1/2014, n. 258.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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