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Divorzio: si possono vietare gli incontri tra figli e nuovo partner?

11 agosto 2018


Divorzio: si possono vietare gli incontri tra figli e nuovo partner?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 agosto 2018



Il mio compagno e la sua ex moglie hanno avuto due figli, che per l’affido condiviso passano metà del tempo con la mamma e metà con il papà. Io, pur abitando altrove, trascorro con loro la maggior parte del tempo che stanno con il papà ma la loro madre non vuole che esca neanche neanche per un pomeriggio da sola con i bambini. Nell’accordo divorzile non si parla dei rapporti tra nuovi compagni e bambini, ma si dice solo che potevano essere introdotti ai nuovi compagni dopo almeno un anno di frequentazione. Legalmente, dobbiamo chiedere il suo consenso per farli stare soli con me in un giorno del papà?

Nulla vieta alla lettrice di trascorrere del tempo con i figli del suo compagno: la Corte di Cassazione (sentenza n. 283/2009) ha stabilito che non è giustificato il divieto per la nuova compagna di incontrare i figli della coppia quando sussiste una relazione stabile ed equilibrata. Anche il Tribunale di Milano, sez. IX civ., con ordinanza 23 marzo 2013, ha ribadito che: «In assenza di pregiudizio per il minore e adottando le opportune cautele, il genitore separato ha diritto a coinvolgere il proprio figlio nella sua nuova relazione sentimentale … Peraltro, il divieto di frequentazione del nuovo convivente del genitore non collocatario, di fatto può tradursi in una lesione del diritto di visita inclusivo del pernottamento perché il nuovo partner non è un mero ospite che può essere allontanato tout court dalla casa; l’effetto sarebbe porre il padre di fronte ad una scelta che mette da una parte la nuova compagna e dall’altro il figlio; quanto troverebbe giustificazione solo se il preminente interesse della prole fosse esposto a rischio».

In sintesi, il graduale inserimento dei nuovi compagni nella vita dei figli di genitori separati corrisponde al loro benessere, laddove madre e padre abbiano cura di far comprendere alla prole che le nuove figure non sostituiscono quelle genitoriali.

Quanto detto, tuttavia, non esclude che uno dei coniugi possa avanzare comunque la richiesta al giudice, il quale potrà disporre una limitazione alla frequentazione dei nuovi compagni solo nel caso in cui, dopo un’attenta analisi della situazione (magari anche attraverso perizia), sia evidente che il nuovo compagno nuoce gravemente al benessere psico-fisico dei figli o lede la loro sensibilità. Pertanto, impedire al nuovo partner di essere presente significa accertare che questi sia deleterio per la prole: ciò può accadere quando, ad esempio, i bambini vengono messi immediatamente a contatto con il/la compagno/a del genitore oppure quando si cerchi di oscurare o mettere in cattiva luce la figura dell’altro genitore.

Nel caso specifico, comunque, non ci sono a parere dello scrivente problemi di sorta.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. . Mariano Acquaviva

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