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Fondo di previdenza generale per medici e pensione anticipata

18 Agosto 2018
Fondo di previdenza generale per medici e pensione anticipata

Mia moglie è del 1959, è medico e versa ai fini pensionistici solo la quota A Enpam x i medici. Può riscattare la polizza? Quando sarà altrimenti la sua età pensionabile? È possibile la pensione anticipata?

In via generale, le gestioni previdenziali della fondazione riservate a medici e odontoiatri sono articolate all’interno di due fondi di previdenza:

– Fondo di previdenza generale, articolato in: gestione previdenziale della quota A; gestione previdenziale della quota B;

– Fondo della medicina convenzionata ed accreditata, articolato in:

– gestione previdenziale a favore dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e addetti ai servizi di continuità assistenziale ed emergenza territoriale;

– gestione previdenziale degli specialisti ambulatoriali e degli addetti alla medicina dei servizi;

– gestione previdenziale degli specialisti esterni in regime di accreditamento.

Il Fondo di previdenza generale dell’Enpam eroga le pensioni di seguito indicate:

– vecchiaia: spetta all’età di 68 anni (a regime dal 2018) con almeno 5 anni di contribuzione effettiva;

pensione di vecchiaia con anticipo: questa pensione, riferita esclusivamente alla quota A, è riconosciuta all’età di 65 anni con 20 anni di contribuzione. L’importo della pensione viene calcolato interamente con il criterio contributivo;

– pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità: questa pensione spetta (dal 2018) con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; in alternativa, indipendentemente dall’età minima, la prestazione spetta con un’anzianità contributiva di 42 anni.

Attenzione però. Il pensionamento anticipato prevede una riduzione del trattamento, che avviene applicando coefficienti di adeguamento all’aspettativa di vita, con riferimento all’età maturata nel mese di decorrenza della pensione.

Per quanto concerne la determinazione della pensione Enpam, l’ammontare della pensione presso il fondo generale è costituito dalla somma di due quote:

– la quota A si calcola sulla base della contribuzione minima; – la quota B si calcola sui contributi in eccedenza.

Per quanto riguarda la quota A, la misura della rendita, per ogni anno di contribuzione effettiva, figurativa e ricongiunta, è pari:

– all’1,10% del reddito medio annuo rivalutato per ogni anno di contribuzione compreso entro il 31 dicembre 1997;

– all’1,75% del reddito medio annuo rivalutato per ogni anno di contribuzione compreso tra il 1° gennaio 1998 ed il 31 luglio 2006;

– all’1,50% del reddito medio annuo rivalutato per ogni anno di contribuzione accreditata dal 1° agosto 2006 in poi.

Il reddito medio annuo si ricava dalla media di tutti i redditi risultanti presso il fondo. Considerando che nell’estratto conto Enpam i redditi non sono presenti, ma solo i contributi versati, bisogna ricostruirli a partire da questo dato, considerando che l’aliquota applicata a titolo di contribuzione è pari al 12,5% (11,50% fino al 1997). I redditi devono poi essere rivalutati rivalutati sulla base dell’incremento nella misura del 75% dell’indice Istat Foi (famiglie di operai e impiegati) registrato tra l’anno di riferimento del reddito e quello precedente la decorrenza della pensione.

Per quanto riguarda la quota B, la misura della rendita, per ogni anno di contribuzione, è pari:

– all’1,75% (1,25% per l’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 2013) sul reddito pensionabile sul quale è stata versata la contribuzione ordinaria del 12,50%;

– allo 0,28% (0,20% per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 2013) sul reddito pensionabile sul quale è stata versata la contribuzione ridotta del 2%.

Il reddito pensionabile è costituito dalla media dei redditi professionali soggetti a contribuzione (rivalutati in base all’indice Istat Foi), con un massimale pari a quello previsto per gli iscritti all’Inps dopo il 31 dicembre 1995 (101.427 euro per l’anno 2018).

Se il medico cessa l’attività professionale ad una età superiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia, l’aliquota di rendimento relativa agli anni di contribuzione successivi, fino e non oltre il 70° anno, viene maggiorata del 20%. Per la cessazione anticipata si applica un coefficiente di riduzione secondo l’età in cui è conseguita la pensione.

Detto quanto sopra, la situazione pensionistica futura della moglie del lettore  è la seguente:

– pensione di vecchiaia: raggiungibile nel 2027 quando avrà maturato 68 anni d’età richiesti (è necessario avere almeno 5 anni di contributi);

– pensione di vecchiaia con anticipo: raggiungibile nel 2024 quando avrà maturato 65 anni d’età richiesti (è necessario avere almeno 20 anni di contributi);

– pensione di vecchiaia anticipata: : raggiungibile nel 2020 quando avrà maturato 62 anni d’età richiesti. Si ricorda che in tal caso servirà un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; in alternativa, indipendentemente dall’età minima, la prestazione spetta con un’anzianità contributiva di 42 anni.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio



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