Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa significa citare in giudizio

26 Luglio 2018
Cosa significa citare in giudizio

Come funziona la chiamata in causa nel processo civile: l’atto di citazione e la comparsa di risposta. Le conseguenze e i rischi per chi resta contumace e per chi si costituisce.

Non hai mai avuto particolare simpatia per i tribunali, tantomeno per giudici e avvocati. Ti sei sempre guardato bene dal litigare con le persone e hai tenuto una condotta pacifica proprio per evitare questioni che potessero sfociare in contenziosi. Ora però sei costretto a confrontarti con il tuo primo problema di carattere legale. Il tuo vicino infatti ti ha trascinato in una questione che rischia di togliere il sonno alle tue notti e di sfociare davanti alla magistratura. Lui ti ha detto, in un attimo di collera, che ti “citerà in giudizio”. Prendendo per le pinze l’affermazione, perché potrebbe essere stata solo lo sfogo di un momento, vuoi però comprendere fin dove possa arrivare e, in particolare, cosa significa citare in giudizio. Visto che non hai mai messo piede in un’aula di giustizia ti interessa comprendere quali possono essere le conseguenze di una citazione e le possibili soluzioni. Ma soprattutto vuoi capire come sapere se sei stato citato in giudizio.

Le cause di natura civile, quelle cioè che mirano a risolvere i conflitti tra cittadini privati, iniziano di solito con un atto che si chiama “atto di citazione”. L’atto di citazione, prima di essere depositato in tribunale, deve essere notificato alla controparte. Quest’ultima, nel momento in cui viene a conoscenza della citazione, ha la possibilità di difendersi depositando uno scritto difensivo in tribunale che si chiama “comparsa di risposta”. Questo – per così dire – “scambio di reciproche accuse e difese” costituisce il nocciolo della causa, il tema su cui poi si pronuncerà il giudice. Gli atti introduttivi infatti fotografano la situazione per tutto il resto del processo, situazione che poi non può essere più modificata.

Cosa significa citare in giudizio una persona?

Tralasciando in questo momento i tempi entro cui questo scambio di documenti deve avvenire, soffermiamoci ora a spiegare cosa significa citare in giudizio. Questa espressione significa semplicemente “essere chiamati a presentarsi in tribunale”, in una causa civile, alla data indicata nell’atto di citazione stesso (che poi, di solito, viene sempre spostata di qualche giorno). Chi viene citato in giudizio viene detto, nella terminologia tecnica “convenuto”; questi può accogliere l’invito a costituirsi in causa, e quindi a difendersi, oppure fare finta di niente e restare “contumace”. Contumace è colui che non si presenta in causa e non controbatte alle altrui accuse; questo però non vuol dire automaticamente perdere la causa. Difatti, il giudice è sempre tenuto a valutare il fondamento della domanda di chi agisce (cosiddetto “attore”) e ponderarne le prove; se ritiene infatti insussistente tale diritto, rigetta la sua richiesta anche se il convenuto (colui cioè che viene citato in giudizio) è rimasto contumace.

Come sapere se sei stato citato in giudizio?

Molto semplice: devi verificare che non sia passato da casa tua o dal luogo ove hai il domicilio un ufficiale giudiziario o un postino a consegnarti l’atto di citazione. Prima di questo momento sai per certo che ancora non sei stato citato in giudizio.

Cosa fare dopo essere stati citati in giudizio?

Chi viene citato in causa e intende difendersi, ossia costituirsi, deve rivolgersi a un avvocato. Solo quest’ultimo è titolato a presentare la comparsa di risposta e a presentarsi in causa (con o senza il proprio assistito).

Lo devi fare al più presto. Questo perché i termini per costituirsi sono molto brevi. Bisogna farlo 20 giorni prima della prima udienza. Se si salta questo termine ci si può costituire anche in un momento successivo, prima della fine del processo, ma si perdono alcuni diritti tra cui la possibilità di contestare la competenza territoriale del giudice o di proporre nuove e autonome domande contro l’attore.

Come detto, chi non si costituisce in giudizio non subisce sanzioni, ma la sua condizione di contumace gli impedisce di far valere le proprie difese, ossia di… “dire la sua” al giudice.

Cosa mi succede se sono stato citato in giudizio?

Le conseguenze per chi viene citato in giudizio non sono ancora certe. Infatti prima di poter parlare di conseguenze è necessario attendere la sentenza del giudice. Quindi ci vogliono a volte molti anni. In teoria il giudice potrebbe anche adottare provvedimenti urgenti nel corso della causa, ma si tratta di un’ipotesi assai rara.

Per di più si tenga conto che la citazione in giudizio non comporta misure limitative della libertà, il carcere, il sequestro o roba del genere che invece riguardano i processi penali.

Né si rischia un pignoramento visto che tale misura scatta solo a seguito di una sentenza di condanna per la quale, come detto, ci vuole del tempo.

Insomma, chi riceve una citazione in giudizio non deve preoccuparsi, non nell’immediato. Anche se è consigliabile rivolgersi immediatamente a un legale affinché valuti la gravità e la fondatezza delle richieste avversarie per accertarsi se davvero c’è il rischio di perdere la causa.



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