Diritto e Fisco | Editoriale

Se mi faccio male sul lavoro chi paga?

18 Agosto 2018 | Autore:
Se mi faccio male sul lavoro chi paga?

Infortunio sul lavoro: pagano l’Inail o il datore? Quali sono gli obblighi dell’azienda per chi subisce un incidente?

Ti sei fatto male sul lavoro – ad esempio, sei caduto dall’alto o sei stato colpito da un oggetto, schiacciato da un peso, ustionato dal fuoco o da una sostanza chimica, ferito da un vetro, da una lama – oppure hai contratto una malattia professionale (cioè ti sei ammalato a causa dell’esposizione prolungata a sostanze chimiche, vernici , amianto, silicio, oppure hai perso l’udito per esposizione prolungata a rumori), oppure hai subito un incidente mentre andavi al lavoro e devi rimanere assente per curarti. In questi casi, se l’incidente non è avvenuto per tua esclusiva colpa, perché ad esempio stavi facendo una cosa che esulava completamente dalle tue mansioni, è responsabile per il tuo infortunio o malattia il datore di lavoro. L’azienda è infatti responsabile della tua sicurezza e salute, anche se sei stato imprudente. Il datore ha infatti il dovere di garantire un ambiente di lavoro sicuro e sano, adottando tutte le misure di prevenzione che, a seconda del tipo di attività esercitata, dell’esperienza e della tecnica, siano in grado di tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori. In caso contrario sarà responsabile di eventuali infortuni subiti dal lavoratore. Vediamo, dunque, in caso di infortunio sul lavoro, quali tutele hai…in altre parole, chi paga.

La responsabilità del datore di lavoro

Come accennato poco sopra, il datore di lavoro è obbligato a garantire l’integrità fisica e morale del lavoratore: ciò vuol dire che, in base all’attività svolta dal lavoratore ed ai sistemi di sicurezza e prevenzione esistenti, l’azienda deve fare il possibile per evitare che il dipendente nello svolgimento delle sue mansioni possa infortunarsi o contrarre, a lungo andare, una malattia professionale.

Il datore dovrà quindi formare adeguatamente il lavoratore in materia di sicurezza e dotarlo di tutti i dispositivi necessari per evitare che si infortuni. Solo se avrà fatto tutto il possibile per evitare che il dipendente subisca un danno, il datore sarà esente da responsabilità.

Il lavoratore, da parte sua, dovrà operare in modo diligente, ponendo estrema attenzione a ciò che fa ed utilizzando tutti i dispositivi di sicurezza di cui è dotato.

L’inail

Quando il datore assume un dipendente è obbligato ad iscriverlo all’Inail: si tratta di un’assicurazione che ha come obiettivo principale quello di garantire ai lavoratori, in seguito a un infortunio sul lavoro o alla contrazione di una malattia professionale, assistenza sanitaria e copertura delle spese per le prestazioni, le analisi cliniche e diagnostiche, l’acquisto di dispositivi e apparecchiature mediche.

Sottoscrivendo l’assicurazione obbligatoria, il datore di lavoro è esonerato dalla responsabilità civile, a patto che non si individui una sua responsabilità diretta, come nel caso della violazione delle norme di prevenzione.

Dunque, se il lavoratore resta vittima di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale, ha diritto al pagamento di un indennizzo a carico dell’Inail.

L’Inail è l’Istituto si occupa proprio di tutelare i lavoratori dagli infortuni per tutte le attività che vengono giudicate come rischiose.

Subito l’infortunio, il lavoratore è tenuto ad avvisare il datore di lavoro, che dovrà condurlo immediatamente al pronto soccorso dove, in seguito agli accertamenti del caso, gli verrà rilasciato un certificato.

Il datore di lavoro ha sempre l’obbligo di comunicare l’infortunio all’Inail, in modo da attivare (in caso di prognosi superiore a 3 giorni) la procedura, che prevede la visita medica del lavoratore presso gli ambulatori dell’ente assicurativo.

Chi paga la retribuzione durante l’assenza per infortunio?

Il datore di lavoro è tenuto a pagare il lavoratore per i primi 4 giorni di assenza, a partire dalla data dell’infortunio, nella misura che segue:

  • il primo giorno (quello in cui si è verificato l’incidente), il datore di lavoro copre la retribuzione giornaliera al 100%;
  • dal 2° al 4° giorno copre il 60% della retribuzione giornaliera.
  • dal 5° giorno in poi subentra l’Inail, per tutto il periodo in cui il lavoratore dovrà assentarsi dal lavoro in seguito a un infortunio.

La copertura delle spese da parte dell’Inail avviene invece nella misura seguente:

  • 60% della retribuzione fino al 90° giorno di convalescenza
  • 75% della retribuzione dal 91°giorno di convalescenza

Oltre alla retribuzione, alle spese sanitarie, di cura e mediche in genere, l’Inail paga al lavoratore anche un indennizzo, ossia una somma di denaro, che sarà tanto più alto quanto maggiori saranno le conseguenze dell’infortunio.

Può accadere infatti che il lavoratore, a seguito dell’infortunio, riporti anche delle conseguenze permanenti: si pensi ad esempio all’amputazione di un dito o di un arto, alla diminuzione della capacità di utilizzare un arto o di portare pesi, ad una cicatrice deturpante.

Se, però, tale somma di denaro non è sufficiente a fronte al danno subito, spetterà al datore di lavoro provvedere al risarcimento del danno biologico.

Il danno differenziale

Il fatto che l’Inail provveda ad erogare un indennizzo non esclude che possa essere risarcito anche il cosiddetto danno differenziale, cioè quello che deriva dalla differenza tra quanto versato dall’Inail per l’infortunio o la malattia professionale e la maggior somma risarcibile dal datore di lavoro a titolo di responsabilità civile: in pratica, se è il datore di lavoro ad essere responsabile per l’infortunio o malattia professionale del dipendente (perché, ad esempio, non ha rispettato le norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro), egli dovrà provvedere ad erogare al lavoratore una somma aggiuntiva.

Per poter ottenere, però, il risarcimento del danno differenziale il lavoratore deve provarlo: può farlo producendo certificazione medica, oppure una perizia medico legale che accerti che il danno subito dal lavoratore è conseguenza diretta dell’infortunio e, tradotto in termini economici, ha un valore maggiore rispetto all’indennizzo ricevuto dall’Inail.

L’infortunio in itinere

Cosa succede se subisci un incidente o se ti infortuni mentre vai al lavoro? Si ritiene che anche l’infortunio subito nel tragitto casa-lavoro debba considerarsi incidente “sul lavoro” risarcibile dall’Inail.

E’ però necessario che l’infortunio avvenga durante il normale tragitto casa-lavoro, che non deve prevedere nessuna deviazione o interruzione: ad esempio se durante il tragitto il lavoratore si ferma al bar a prendere un caffè e in quel momento cade e si frattura una mano, l’infortunio non rientrerà nella copertura assicurativa.

Se l’incidente avviene a bordo del proprio veicolo, il danno differenziale non sarà pagato dal datore di lavoro, ma dall’assicurazione del conducente della vettura che ha provocato l’incidente, se questo non è avvenuto per tua colpa.



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1 Commento

  1. Ciao a tutti io mi sono fatto ma ala schiena portando una conca pietre nn sapendo come dovevo comportarmi ho chiamato al mio responsabile del caduto y mi ha mandato a casa a riposare ma nel tardo pomeriggio sono andato impronto soccorso da mi faceva troppo male mi ano dato 3 Mesi di stare a casa facendo le punture poi col tempo mi sono venute 2 ernie mi sono tolto una ma nn sono come prima nelle mie funzionalità lavorative (muratore sulle fune) nel periodo che de 3 mesi sono stato in malattia quello e successo 8anni fa quello della operazione ala ernie stato 4 mesi fa sempre in malattia ma ora nn lavoro come prima e vedo che vogliono farmi estufare per andarmene cosa devo fare ho come devo comportarmi

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