Diritto e Fisco | Editoriale

Bolletta acqua: come fare reclamo

19 Agosto 2018 | Autore:
Bolletta acqua: come fare reclamo

Quando ci si accorge che i consumi dell’acqua non corrispondono effettivamente a quanto indicato in bolletta bisogna correre ai ripari, vediamo come.

Hai ricevuto una bolletta dell’acqua eccessivamente elevata rispetto ai tuoi consumi e rispetto alle stesse fatture dei mesi precedenti. È evidente che c’è stato un errore, ma non vuoi ricorrere immediatamente a un avvocato e al giudice. Vorresti risolvere la questione con una lettera o una telefonata alla società idrica in modo da non pagare ciò che non è dovuto. Ti chiedi dunque come fare reclamo contro la bolletta dell’acqua. Di tanto parleremo qui di seguito: ti spiegheremo come funziona il contatore dell’acqua, che succede quando i consumi registrati sono errati e come far correggere la fattura.

L’acqua è l’elemento primordiale, bene comune fondamentale per la vita dal quale dipendono tutte le specie in natura che in sua mancanza non potrebbero sopravvivere. L’acqua non è solamente fonte di vita ma anche una risorsa preziosa da proteggere perché, a causa dell’inquinamento globale, delle abitudini scorrette degli esseri umani e del surriscaldamento del pianeta, si sta progressivamente riducendo, segno tangibile di questo processo distruttivo è, ad esempio, lo scioglimento dei ghiacciai nei due Poli. Nelle epoche antiche e sino alla prima metà del Novecento, l’acqua corrente non era presente in nessuna abitazione, nemmeno in quelle delle famiglie più ricche, quindi si doveva andare presso fonti e sorgenti, fare rifornimento con le anfore o altri recipienti, e portarla in casa ed impiegarla per i vari utilizzi. L’indisponibilità dell’acqua corrente aveva stabilito nelle comunità delle consuetudini ben definite, ad esempio, i panni venivano lavati presso i fiumi dalle lavandaie, che utilizzavano saponi fatti a mano con grasso di animale o olio d’oliva, mentre, con riferimento all’igiene non vi era l’usanza di lavarsi tutti i giorni e per contrastare gli odori fastidiosi si faceva largo uso di unguenti e pomate profumate. La scarsa igiene e il proliferare di virus e batteri provocava malattie gravissime dalle quali era impossibile guarire né tanto meno si avevano le competenze mediche per individuare una terapia idonea. Con l’introduzione degli acquedotti cittadini, primo tra tutti quello romano, e la costruzione di pozzi in prossimità dei centri abitati, l’approvvigionamento diventava più agevole e l’esistenza delle persone diventava più dignitosa. Nell’Italia del primo dopoguerra, le classi più benestanti erano munite di un pozzo privato dal quale attingere direttamente l’acqua mentre le classi subalterne la prelevavano dai pozzi pubblici messi a disposizione dall’amministrazione del tempo. Avere l’acqua corrente che passa dalle tubature domestiche per lavarsi, rendere il bagno funzionante e cucinare è una novità relativamente recente e gli italiani l’hanno accolta con gioia e come una reale semplificazione della vita quotidiana. Grazie ad una erogazione estesa lungo tutto il territorio nazionale si poneva dunque la problematica della regolamentazione e del relativo pagamento per usufruire del servizio, nasceva dunque una differenziazione tra acqua per uso domestico, con una determinata tariffa, ed acqua per uso agricolo ed industriale, con un altro tipo di tariffa. Il conteggio dei consumi veniva, e viene, eseguito mediante un contatore installato presso ogni abitazione e la richiesta di pagamento avveniva, e avviene ancora, mediante l’invio della bolletta. Oggi come allora se vi sono delle discrepanze tra quanto consumato e quanto richiesto il consumatore ha la possibilità di contestare formalmente questi importi. Vediamo dunque come fare reclamo contro la bolletta dell’acqua.

Come funziona il contatore dell’acqua

Il contatore dell’acqua viene, generalmente, installato dalla società che gestisce il servizio idrico in un determinato territorio, può trattarsi di una società a partecipazione pubblica o privata. Il dispositivo ha un funzionamento molto semplice, è dotato di un sensore che, al passaggio dell’acqua, ne calcola l’effettivo consumo. In sostanza, all’interno del contatore vi è una turbina radiale, meccanismo a forma di rotella con palette, che, grazie alla circolazione dell’acqua gira in maniera più o meno veloce: maggiore è il volume dell’acqua che scorre più veloce è il giro della turbina all’interno del contatore. Infine, questo movimento rotatorio della turbina aziona il display di conteggio, analogico o digitale, che indica attraverso i numeri il quantitativo d’acqua effettivamente utilizzato dall’utente. La bolletta dell’acqua è il documento che viene inviato a casa dell’abbonato ed espone i costi relativi al periodo considerato, oltre al consumo in senso stretto vengono indicate le spese fisse e le spese accessorie che formano il totale da pagare mediante bollettino di conto corrente, Mav o Rav bancario o domiciliazione bancaria.

La società che gestisce il servizio idrico ha obbligo di emettere un numero minimo di bollette nell’anno a seconda dei consumi medi annui relativi alle ultime tre annualità. Il numero di fatturazioni nell’anno viene determinato in questo modo:

  • 2 bollette all’anno, con cadenza semestrale, per consumi medi annui fino a 100 mc;
  • 3 bollette all’anno, con cadenza quadrimestrale, per consumi medi annui da 101 fino a 1000 mc;
  • 4 bollette all’anno, con cadenza trimestrale, per consumi medi annui da 1001 mc a 3000 mc;
  • 6 bollette all’anno, con cadenza bimestrale, per consumi medi superiori a 3000 mc.

In altri termini, maggiore è il consumo di acqua, calcolato negli ultimi tre anni, più numerose saranno le bollette inviate all’utente e viceversa. Se osservando la bolletta, l’abbonato si accorge che qualcosa non va deve attivarsi in tal senso. Bolletta acqua: come fare reclamo?

Da dove possono derivare i consumi spropositati dell’acqua

L’acqua è un bene prezioso che deve essere usato con parsimonia. Spesso bastano piccoli gesti per limitarne il consumo, come ad esempio chiudere il rubinetto quando si insaponano i piatti a mano o ci si lava i denti oppure utilizzare l’acqua che fuoriesce dal condizionatore per annaffiare le piante. Quando, nonostante l’attenzione posta in essere da tutta la famiglia, arrivano delle bollette altissime che mettono il luce dei consumi spropositati di acqua, occorre interrogarsi da dove derivano questi dati. Vi sono molte ragioni per le quali le richieste di pagamento possono arrivare alle stelle, vediamone alcune:

  • malfunzionamento del contatore dell’acqua – come qualsiasi altro dispositivo, analogico o digitale che sia, anche il contatore dell’acqua può essere interessato da un malfunzionamento che non permette di riportare in maniera fedele i consumi. Trattandosi di un sistema di conteggio composto da meccanismi, primo tra i quali la turbina radiale, in alcune circostanze possono presentarsi dei danni dovuti ad usura o a guasti che calcolano un consumo d’acqua che in realtà non corrisponde a quello concretamente effettuato dagli utenti.
  • errore nella lettura del contatore dell’acqua – poiché la lettura dei numeri riportati sul contatore dell’acqua, indicanti l’erogazione effettuata, viene, generalmente affidata ad incaricati che, recandosi a casa degli abbonati chiedono di dare uno sguardo all’impianto e di appuntare la cifra, l’errore umano non è una cosa impossibile né tanto meno infrequente. Talvolta, a causa di fretta o distrazione o, anche per inesperienza viene segnato un importo non corrispondente ai consumi reali.
  • perdite occulte alle tubature – il meccanismo di calcolo del contatore dell’acqua misura il flusso impiegato dagli utenti per i vari usi ma può accadere che, a causa di perdite occulte alle tubature, il volume d’acqua, pur essendo stato conteggiato, non arrivi a destinazione. Le perdite occulte sono appunto quelle perdite nascoste dei tubi, soprattutto quelli molto datati o danneggiati dal calcare e dai processi ossidativi, che provocano un enorme spreco idrico, a danno degli ignari cittadini.

In queste, e molte altre circostanze, quando la bolletta dell’acqua è spropositata, è possibile contestarla.  Bolletta acqua: come fare reclamo?

Come fare reclamo in caso di bolletta sproporzionata

Se la bolletta dell’acqua appare totalmente sproporzionata rispetto ai consumi effettivi nel periodo considerato, l’utente può contestarla formalmente attraverso una lettera di reclamo. Il reclamo deve essere indirizzato alla società che gestisce il servizio idrico, non esiste uno schema bene definito, ognuno può utilizzare il proprio stile personale, basta specificare nella parte iniziale i dati anagrafici, l’indirizzo dell’utenza e il numero di fattura che si intende contestare. In seguito occorre precisare se vi sono stati degli episodi che abbiano potuto in qualche maniera influenzare gli importi, ad esempio un guasto al contatore dell’acqua o delle perdite evidenti. Il reclamo può essere consegnato a mani presso l’ufficio del gestore dell’acqua oppure inoltrato via posta raccomandata, con ricevuta di ritorno, o, in alternativa, via posta elettronica certificata (PEC). La società che gestisce il servizio, entro 30 giorni dal ricevimento della contestazione della bolletta ha obbligo di fare le opportune verifiche ed appurare se vi siano delle cause esterne che hanno portato a questi importi così alti. Se durante i controlli emergono, ad esempio, delle perdite occulte alle tubature, un errore umano nella lettura del contatore o un malfunzionamento al contatore medesimo, il gestore dell’acqua è tenuto a stornare la fattura inoltrando all’utente una bolletta con la cifra corretta.

Come richiedere una tariffa agevolata o un pagamento rateale

Se la bolletta dell’acqua risulta così cara non per una causa esterna dipendente dalla gestione del servizio ma da un utilizzo inconsapevole e, anche, irresponsabile, il reclamo viene respinto e l’utente è obbligato a pagare per i consumi effettuati. Nella risposta dell’ente vengono specificate le motivazioni per cui il pagamento è dovuto con relativo dettaglio dei consumi ad approfondimento della richiesta.

Tuttavia, per agevolare le famiglie numerose, i meno abbienti e coloro che vivono in condizioni disagiate, gli enti gestori offrono la possibilità di richiedere una tariffa agevolata che consente di beneficiare di un  prezzo più basso per l’erogazione dell’acqua. La richiesta può essere fatta recandosi personalmente presso la sede della società, compilando una domanda corredata dei dati anagrafici del nucleo familiare e dei documenti reddituali.

Infine, se la bolletta è effettivamente dovuta ma le cifre da corrispondere sono così alte da risultare impossibili da pagare in un’unica soluzione, l’utente ha l’opportunità di chiedere un pagamento rateale, ripartito in un periodo di tempo non troppo lungo, in cui adempiere un po’ alla volta al suo obbligo. Se il pagamento rateale viene accordato dalla società gestore è fondamentale essere sempre puntuali onde non perdere questo beneficio concesso.



4 Commenti

  1. Avv.Blaiotta, il suo articolo su “acqua& dintorni” è veramente illuminato… Mi si permetta di dare un consiglio seppur non richiesto, a chi dovesse avventurarsi a leggermi: l’acqua di lavaggio quotidiano dell’insalata può essere benissimo utilizzata per innaffiare – avendoli sul balcone – i vasi con i nostri fiori o per dare una prima sciaquata ai piatti del dopopranzo o cena… In alternativa, anche se magari obtorto collo, per l’impiccio di volerselo imporre (ormai siamo abituati tutti troppo bene, sic!…), si può utilizzare con una bacinella per il W.C. o per lavare per terra… Essendo un “figlio della guerra”, a casa nostra non soffriamo per aver adottato da molto tempo tali abitudini… Mi scuso per essermi intromesso…

    1. La ringrazio per il Suo commento che reputo di grande utilità per tutti, l’acqua è un bene prezioso che non bisogna sprecare, un caro saluto

  2. L’onere di provare il consumo indicato in bolletta spetta al fornitore, cioè al Comune o al suo gestore. Lo stesso, inoltre, ha l’obbligo di sottoporre a verificazione il contatore almeno ogni 10 anni, ricorrendo a società terze che siano in possesso della cosiddetta “SCIA” che rappresenta una garanzia di imparzialità, venendo coinvolta la Camera di Commercio. Un contatore privo di verificazione decennale non ha alcun valore legale, e per contro “chi vuol far valere un diritto in giudizio ha l’obbligo di provarlo”. Del resto la somministrazione d’acqua è a prestazioni corrispettive: tu mi dai tanta acqua, io ti pago il corrispettivo. Ma c’è di più: “chi vuol far valere un diritto in giudizio”, stabilisce il codice civile, “lo deve provare”! Prova che il Somministrante (Comune o suo Delegato) non può fornire ove il relativo contatore fosse privo di marcatura CE e/o verificazione decennale.

  3. Il Comune in cui abito, nonostante abbia nel regolamento idrico il conteggio trimestrale, ha conteggiato il consumo dell’acqua di cinque mesi,( dal 22/06/al 31/12/2016),addebitandomi molta acqua con eccedenza.
    Ho protocollato un reclamo, purtroppo non c’è stata risposta.
    L’altro giorno mi è stata notificato una diffida a pagare la fattura entro 60 giorni. La fattura risale al 4° trimestre 2016.
    Come posso difendermi? Il Comune era obbligato a rispondere al mio reclamo.

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