Diritto e Fisco | Editoriale

Assegno Inail infortunio: quando arriva?

27 Luglio 2018 | Autore:
Assegno Inail infortunio: quando arriva?

Indennità giornaliera, indennizzo e rendita vitalizia: quando sono riconosciute dall’Inail, in che misura e con quale tempistica

Se ti sei fatto male al lavoro e devi restare assente per curarti, hai diritto al pagamento da parte dell’Inail di un’indennità giornaliera e, se riporti conseguenze permanenti, al pagamento anche di un indennizzo o di una rendita vitalizia. Soprattutto durante lo svolgimento di lavori per loro natura pericolosi, è possibile che il lavoratore si infortuni, ad esempio tagliandosi con un vetro o una lama, cadendo da un ponteggio o da una scala, venendo a contatto con sostanze chimiche ustionanti. In base all’attività svolta, il datore deve prevenire la possibilità di incidenti formando adeguatamente il lavoratore in materia di salute e sicurezza sul lavoro e dotandolo di tutti i dispositivi in grado di prevenire il più possibile ogni rischio di incidente e lesione. Se nonostante tutto ciò, svolgendo le sue mansioni, il lavoratore si fa male, l’assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali gestita dall’Inail, coprirà ogni spesa e garantirà al lavoratore il pagamento della retribuzione, delle spese sanitarie e, in caso di postumi permanenti, in base alla loro gravità, il pagamento di una sorta di risarcimento, detto indennizzo o rendita vitalizia. Vediamo dunque cosa fare in caso di infortunio, come ottenere il pagamento da parte dell’Inail e questo assegno Inail, quando arriva.

Cos’è l’infortunio sul lavoro

Si definisce infortunio sul lavoro un incidente che avviene durante lo svolgimento delle proprie mansioni, determinato da causa violenta. Per “causa violenta” si intende un fatto da cui deriva una lesione: si pensi al lavoratore che cade da una scala e si rompe una gamba, oppure un camionista che, in fase di scarico della merce, resta schiacciato da un collo e subisce l’amputazione di un arto.

Cosa fare in caso di infortunio

In caso di infortunio, la prima cosa da fare è recarsi nel più vicino pronto soccorso per farsi prestare le cure necessarie.

I medici del pronto soccorso rilasciano, dopo aver effettuato tutti i necessari accertamenti, il certificato sanitario che il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro, prontamente avvisato dell’infortunio.

Ricevuto il certificato, il datore deve trasmetterlo telematicamente all’Inail, utilizzando il modello appositamente previsto dalla legge.

Il certificato inviato all’Inail indica sicuramente il periodo di convalescenza e assenza dal lavoro che si prevede sia necessario al lavoratore per guarire.

Scaduta la prognosi inizialmente prevista, il lavoratore deve recarsi presso l’ambulatorio Inail per una visita medica: in questa sede i medici possono considerarlo guarito e quindi chiudere la pratica con un certificato che attesta la guarigione ed il conseguente ritorno al lavoro, oppure prolungare il periodo di malattia, consegnando un certificato medico da inviare al datore di lavoro e fissando contestualmente una nuova visita medica.

Se ad infortunarsi è un lavoratore autonomo (ad esempio un artigiano) la procedura da seguire sarà analoga a quella descritta, con l’unica differenza che sarà il lavoratore stesso a dover denunciare l’infortunio all’Inail e ad inviare all’ente i relativi certificati.

Cosa paga l’Inail

Il datore di lavoro è tenuto a pagare il lavoratore per i primi 4 giorni di assenza, a partire dalla data dell’infortunio, nella misura che segue:

  • il primo giorno (quello in cui si è verificato l’incidente), il datore di lavoro copre la retribuzione giornaliera al 100%
  • dal 2° al 4° giorno copre il 60% della retribuzione giornaliera
  • dal 5° giorno in poi subentra l’Inail, per tutto il periodo in cui il lavoratore dovrà assentarsi dal lavoro in seguito a un infortunio

Il pagamento da parte dell’Inail avviene invece dal 5° giorno nella misura seguente:

  • 60% della retribuzione fino al 90° giorno di convalescenza
  • 75% della retribuzione dal 91°giorno di convalescenza

Al fine di calcolare la retribuzione media giornaliera, si considera quella che è stata effettivamente pagata nei 15 giorni precedenti l’infortunio.

Nella maggior parte dei casi è prevista un’integrazione rispetto al trattamento Inail da parte del datore, che consente la copertura dell’indennità giornaliera del 100%.

Si tenga comunque presente che l’assenza dal lavoro per un lungo periodo di tempo stabilito dai contratti collettivi (detto “comporto”), legittima il datore a licenziare per “superamento del periodo di comporto”.

Oltre alla retribuzione, l’Inail copre anche le spese per esami diagnostici, visite mediche non esenti da ticket, apparecchi protesici, sedute riabilitative presso centro convenzionati, tutto ciò purchè prescritto dall’Inail stesso.

L’Istituto infine paga al lavoratore anche un indennizzo, ossia una somma di denaro stabilita sulla base di apposite tabelle, se dall’infortunio sono derivate conseguenze permanenti e menomazioni di grado compreso tra 6% e 15%.

Se invece la menomazione è di grado pario o superiore al 16%, il lavoratore ha diritto ad una rendita vitalizia, anche questa calcolata sulla base di apposite tabelle.

Può accadere infatti che il lavoratore, a seguito dell’infortunio, riporti anche delle conseguenze permanenti: si pensi ad esempio all’amputazione di un dito o di un arto, alla diminuzione della capacità di utilizzare un arto o di portare pesi, ad una cicatrice deturpante.

Se, però, l’indennizzo o la rendita erogati dall’Inail non sono sufficienti a fronte al danno subito, spetterà al datore di lavoro provvedere al risarcimento del danno biologico.

Quanto tempo occorre per ottenere dall’Inail il pagamento dell’indennità e dell’indennizzo

Una volta verificato l’accaduto, l’Inail paga al lavoratore, dal quarto giorno successivo all’infortunio, l’indennità giornaliera prevista: come detto questa indennità può essere anticipata (e generalmente così accade) nella busta paga del lavoratore e rimborsata in seguito dall’Inail al datore.

Per prognosi superiori a 20 giorni, invece, i pagamenti vengono effettuati mediante acconti direttamente al lavoratore ed il saldo è corrisposto al momento della guarigione clinica.

I pagamenti, quando effettuati direttamente al lavoratore, posso avvenire con molteplici modalità:

  • assegno o in contanti allo sportello postale o bancario (solo per importi non superiori a 1.000 euro)
  • accredito su c/c bancario o postale (obbligatorio per importi superiori ai 1.000 euro)
  • accredito su libretto di deposito nominativo bancario o postale (obbligatorio per importi superiori ai 1.000 euro)
  • carta prepagata dotata di codice IBAN
  • presso gli istituti di credito convenzionati con l’INPS per i titolari di rendita che riscuotono all’estero

L’indennizzo o la rendita vitalizia vengono invece erogati dall’Inail al lavoratore una volta chiusa la malattia.

In pratica, quando il lavoratore viene considerato guarito dalla commissione medica dell’ente, viene redatto un certificato di chiusura della malattia ed entro un paio di mesi dovrebbe avvenire il pagamento dell’indennizzo o della rendita. Purtroppo non c’è nella pratica una tempistica certa, tuttavia i pagamenti avvengono in tempi ragionevolmente brevi.

 Cosa succede se la malattia si aggrava?

Se i postumi dell’infortunio con il tempo si aggravano, è possibile chiedere di essere nuovamente sottoposti a visita per aggravamento della malattia e domandare una revisione dell’indennizzo o della rendita.

La domanda deve essere presentata entro 10 anni dalla data dell’evento o dalla decorrenza dell’eventuale rendita.

La revisione dell’indennizzo può essere richiesta per una sola volta nel decennio, mentre la revisione della rendita può essere richiesta una volta all’anno per i primi quattro anni, poi al settimo e al decimo anno dalla decorrenza della rendita.



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