Diritto e Fisco | Editoriale

Malattia e visita fiscale: guida Inps

6 Agosto 2019 | Autore:
Malattia e visita fiscale: guida Inps

Che cosa deve fare il lavoratore in caso di malattia: avvertire il datore di lavoro, certificato medico, reperibilità ed esonero visita fiscale.

Sei ammalato, devi andare al lavoro e non sai come comportarti? Una nuova guida dell’Inps ti viene in aiuto: il vademecum contiene tutte le indicazioni utili in caso di malattia, da come avvertire il datore di lavoro alle indicazioni sul certificato medico da trasmettere all’istituto, dalle fasce di reperibilità ai casi di esonero della visita fiscale per i dipendenti pubblici e privati, sino alle sanzioni per l’assenza ingiustificata. Facciamo allora il punto della situazione su malattia e visita fiscale: guida Inps, adempimenti obbligatori del lavoratore, dalla comunicazione al datore di lavoro al certificato medico telematico, dalla reperibilità alla visita fiscale al rientro in azienda.

Quando deve essere avvertito il datore di lavoro?

Innanzitutto, l’Inps spiega che, appena ti ammali, la prima cosa da fare è avvertire il tuo datore di lavoro o la tua amministrazione. Devi sapere, a questo proposito, che è il contratto collettivo applicato a stabilire quanto tempo hai per avvisare il datore di lavoro dell’assenza per malattia.

In particolare, devi avvertire:

  • prima dell’inizio del turno di lavoro, se l’azienda applica uno dei seguenti contratti collettivi: Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta, Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare;
  • entro 2 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano il contratto collettivo Autotrasporto;
  • entro 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano i seguenti contratti collettivi: Autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati), Legno/Arredamento, Chimica, Calzature;
  • entro il 1° giorno di assenza, per le aziende che applicano il contratto collettivo Metalmeccanica.

Tutti i contratti, in ogni caso, prevedono che il lavoratore non è soggetto all’obbligo di comunicazione nelle ipotesi di giustificato e comprovato impedimento.

Come si deve inviare la comunicazione di malattia?

Per comunicare la malattia al datore di lavoro devi rispettare le modalità indicate dal contratto collettivo applicato. L’importante, comunque, è che tu adotti tutti gli accorgimenti possibili perché la comunicazione giunga tempestivamente all’azienda, e che ti accerti che arrivi a chi di dovere: l’ideale è dunque una telefonata, anche se è possibile comunicare tramite messaggio, fax o email.

Quando si deve fare la visita medica?

Una volta avvertita l’azienda dell’assenza, se non hai già provveduto devi recarti dal tuo medico curante (o, se non è disponibile, dalla guardia medica o da una diversa struttura o un differente professionista, purché convenzionato col servizio sanitario nazionale), entro due giorni dal verificarsi della malattia. Il medico provvede, a seguito della visita, a inviare all’Inps il certificato medico telematico con la diagnosi e la prognosi (cioè i giorni di malattia assegnati).

Da quale giorno inizia la malattia?

L’Inps, sulla base della normativa vigente, riconosce la prestazione di malattia soltanto dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita. Solo se si tratta di un certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’Inps riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando indicato dal medico. Tieni presente, inoltre, che il tuo datore di lavoro potrebbe ritenerti assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’Inps.

Quali dati deve contenere il certificato medico?

Per garantire la correttezza delle informazioni riportate nel certificato, è necessario che il medico ponga la massima attenzione nell’inserimento di tutti i dati.

In particolare, il medico è tenuto ad inserire correttamente, se ne ricorrono i presupposti, le seguenti informazioni:

  • indicazione di evento traumatico: l’informazione è indispensabile affinché l’Inps possa valutare se vi sono le condizioni per attivare un’azione surrogatoria verso i terzi responsabili; nel caso in cui si riconosca la responsabilità di terzi, per il lavoratore c’è il vantaggio che le giornate di indennità di malattia in tal modo recuperate dall’Inps non rientrano nel computo del periodo massimo assistibile per malattia;
  • segnalazione delle eventuali agevolazioni per le quali il lavoratore privato o pubblico è esonerato dall’obbligo del rispetto delle fasce di reperibilità per la visita fiscale:
  • patologia grave che richieda terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici) [1];
  • stato patologico connesso alla situazione di invalidità già riconosciuta maggiore o uguale al 67%;

Il medico può anche inserire eventuali ulteriori dettagli nelle note di diagnosi al fine di completare o caratterizzare meglio la diagnosi stessa.

Al riguardo, l’Inps ha fornito alcuni indirizzi operativi in merito all’applicazione della normativa relativa alle esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori del settore privato [2].

Come si deve comunicare il protocollo del certificato medico?

Devi poi fornire, se gli accordi lo prevedono, il numero di protocollo di trasmissione del certificato medico al datore di lavoro, che può così verificare all’interno del sito dell’Inps la prognosi stabilita.

A seconda delle disposizioni del contratto collettivo applicato, o degli accordi individuali, la comunicazione del protocollo del certificato medico di malattia può avvenire telefonicamente, tramite email, messaggio o fax.

Che cosa succede se non si comunica l’assenza per malattia?

Se la comunicazione di assenza non è inviata nei termini prescritti dal contratto collettivo, o è inviata in ritardo, è necessario che tu giustifichi l’inadempimento, pena l’applicazione di una sanzione disciplinare.

La sanzione disciplinare può essere inflitta anche se hai comunque inviato il certificato medico giustificativo dell’assenza nei termini [3]. La segnalazione dell’assenza prima dell’inizio del turno lavorativo è infatti imposta per tutelare la corretta esecuzione dell’attività: si tratta di un interesse del datore di lavoro (e degli utenti dell’azienda o dell’ente) differente da quello della verifica dell’effettività della malattia.

Per evitare conseguenze, è allora necessario provare l’esistenza di un giustificato impedimento all’invio della comunicazione.

Come giustificare la mancata comunicazione dell’assenza per malattia?

Le situazioni che consentono di giustificare il mancato avvertimento del datore di lavoro, in caso di assenza per malattia, sono molto più ristrette rispetto a quelle che consentono di giustificare l’assenza alla visita fiscale. Un conto, difatti, è risultare assenti dalla propria abitazione in un determinato arco di tempo, un conto è risultare totalmente impossibilitati ad effettuare una comunicazione, anche con una semplice telefonata o un messaggio.

Di conseguenza, risulta sicuramente giustificata la mancata comunicazione dovuta a casi di forza maggiore: un incidente, un grave malore, o comunque una malattia o un infortunio che comporti immediati accertamenti o il ricovero. In questo caso, è ovviamente il personale sanitario ad attestare la gravità della situazione.

In assenza di casi di forza maggiore, non è semplice dimostrare di non aver potuto effettuare comunicazioni telefoniche: questo sarebbe possibile solo nel caso in cui il lavoratore dimostri di non avere utenze telefoniche “fisse”, di aver esaurito il credito sul cellulare, di non coabitare con nessuno e di non aver avuto la possibilità di effettuare una chiamata con addebito al destinatario o di ottenere un credito per le emergenze. Peraltro, non è detto che l’assenza di credito giustifichi il lavoratore dalla sua dimenticanza, in quanto è sua precisa responsabilità mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per comunicare tempestivamente l’assenza all’azienda.

Risulta piuttosto difficile anche dimostrare che la mancata comunicazione è dovuta a un improvviso allontanamento dalla propria abitazione, perché questa potrebbe essere comunque considerata una negligenza del dipendente, sebbene il recarsi dal proprio medico o in farmacia sia considerata, quando indifferibile, una causa di giustificazione per l’assenza alla visita fiscale: le due situazioni sono trattate in modo differente, in quanto l’invio di una comunicazione è un obbligo più immediato e semplice da adempiere rispetto alla reperibilità all’interno di un’ampia fascia oraria.

Deve essere comunque valutata diversamente, ai fini della sanzione disciplinare, la comunicazione inviata con un leggero ritardo, rispetto a quella inoltrata con forte ritardo o, naturalmente, non inoltrata.

Quali sono le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale?

Per quanto riguarda le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale, la recente riforma Madia, che ha istituito il Polo unico per le visite fiscali, prevede la loro unificazione per il settore pubblico e privato. Attualmente, il lavoratore assente per malattia deve farsi trovare al proprio domicilio per la visita del medico fiscale nei seguenti orari, 7 giorni su 7:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 se dipendente del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 se dipendente pubblico.

Quali dipendenti sono esonerati dalla visita fiscale?

Se sei un dipendente privato, il medico certificatore può segnalare l’agevolazione che ti esonera dalla

reperibilità nei suindicati casi previsti, secondo le regole stabilite nell’apposita circolare dell’Inps [2].

È bene sapere, comunque, che può essere disposta una visita di controllo previo appuntamento.

In assenza di agevolazione, non puoi assentarti dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

  • necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
  • provati gravi motivi personali o familiari;
  • cause di forza maggiore.

Se sei un dipendente pubblico, i casi di esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità sono indicati da un apposito decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione [4]:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici) [1];
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

La visita fiscale può passare il primo giorno di malattia?

Ricorda che la visita fiscale deve essere richiesta obbligatoriamente dal tuo datore di lavoro pubblico se l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative; anche se sei un lavoratore privato il medico dell’Inps potrebbe passare sin dal primo giorno.

La visita fiscale può passare due volte?

La visita fiscale, discrezionalmente, può essere anche disposta più volte durante il medesimo periodo di prognosi.

Chi manda la visita fiscale?

La visita fiscale può sia essere richiesta dall’amministrazione o dall’azienda da cui dipendi, sia essere disposta d’ufficio: a questo fine, l’Inps programma preventivamente un determinato numero di visite d’ufficio e razionalizza gli incarichi da assegnare ai medici fiscali.

Il datore di lavoro può conoscere l’esito della visita fiscale?

Effettuata le visita medica di controllo, l’Inps mette a disposizione l’esito del verbale tramite la propria piattaforma, quindi il datore di lavoro può verificarlo. Le informazioni fornite riguardano comunque la prognosi e non la diagnosi.

La visita fiscale è prevista anche per infortunio sul lavoro o malattia professionale?

Nei casi di eventi determinati da infortunio sul lavoro o malattia professionale, non possono essere disposte visite di controllo da parte dell’Inps per non interferire nell’attività di competenza esclusiva dell’Inail in materia.

Si può cambiare l’indirizzo di reperibilità?

Se devi variare l’indirizzo di reperibilità durante la malattia segui puntualmente queste regole:

  • se sei un lavoratore privato assicurato per la malattia presso l’Inps:
    • avverti preventivamente la sede Inps di competenza, anche tramite il portale web dell’istituto; puoi inviare un’apposita comunicazione all’Inps, anche tramite call center o e-mail, all’indirizzo (che varia a seconda della sede) “medicolegale.nomesede@inps.it”.
    • avvisa immediatamente anche il tuo datore di lavoro e attieniti alle disposizioni del tuo contratto di lavoro in materia di assenze per malattia;
    • se ritieni necessario trasferirti presso un domicilio estero in un Paese U.E., durante l’evento di malattia, devi informare preventivamente la sede Inps di competenza, che valuta l’opportunità di effettuare un controllo medico legale preventivo;
  • se sei un lavoratore privato non assicurato per la malattia presso l’Inps:
    • devi avvertire immediatamente solo il tuo datore di lavoro e attenerti alle disposizioni del tuo contratto di lavoro in materia di assenze per malattia;
  • se sei un lavoratore pubblico:
    • devi avvertire immediatamente la tua amministrazione, che deve provvedere a sua volta ad informare tempestivamente l’Inps per mezzo degli appositi canali.

Si può modificare il periodo di malattia?

Se vuoi rientrare al lavoro prima della fine prognosi indicata sul certificato, devi chiedere al medico che ha redatto il certificato la rettifica della prognosi, da inoltrare all’Inps attraverso il servizio di trasmissione telematica.

Se sei un dipendente pubblico, puoi rivolgerti, nei soli casi di assenza o impedimento assoluto del medico che ha redatto il certificato, ad un altro medico per ricevere un certificato rettificativo della prognosi.

Nessun certificato può essere rettificato se è finito il periodo di prognosi originariamente assegnato.

Cosa succede se il lavoratore è trovato assente alla visita fiscale?

Se ti devi assentare durante le fasce orarie di reperibilità, devi avvertire immediatamente la tua amministrazione (che provvede ad avvertire l’Inps) o il tuo datore di lavoro, fornendo la motivazione (che dovrà essere supportata da idonea documentazione).

Se sei trovato assente in occasione della visita fiscale, vieni invitato con apposito avviso a presentarti in data specifica presso gli ambulatori della Struttura territoriale Inps di competenza.

Se nel giorno della prevista visita ambulatoriale hai ripreso l’attività lavorativa, non sei tenuto a sottoporti a quella visita, ma devi comunque comunicarlo alla sede Inps.

In ogni caso, devi presentare idoneo giustificativo per l’assenza alla visita di controllo domiciliare per non incorrere, se sei un lavoratore privato avente diritto all’indennità di malattia, nelle sanzioni amministrative previste dalla legge e, in tutti i casi, in eventuali azioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

In quali casi la visita fiscale è considerata giustificata? Puoi vedere tutte le ipotesi in: Casi di assenza giustificata alla visita fiscale.

Come giustificare l’assenza alla visita fiscale?

Se sei risultato assente alla visita fiscale, ed il motivo dell’assenza è di natura sanitaria, devi trasmettere all’Inps la documentazione a tuo supporto. Quest’obbligo vale se sei un dipendente pubblico, oppure un lavoratore del settore privato che non riceve l’indennità di malattia dall’Inps, ma dal datore di lavoro: è difatti il datore di lavoro, in questi casi, a dover decidere se giustificare la tua assenza durante le fasce di reperibilità. L’Inps, a seguito della ricezione della documentazione, fornisce soltanto un parere sull’opportunità di giustificare, o meno, l’assenza.

Gli esiti della valutazione dell’Inps sono messi a disposizione del datore di lavoro, che può consultarli attraverso la sezione del portale web dell’istituto: Richiesta visite mediche di controllo/ consulta verbale giustificabilità. Lo ha stabilito l’Inps di recente, con un nuovo messaggio [5].

Di conseguenza, non sei più tenuto, come avveniva sino al mese di marzo 2019,  a inviare al datore di lavoro la documentazione contenente le valutazioni dell’Inps in merito alla possibilità di giustificare l’assenza, in quanto gli esiti sono disponibili online. Ad ogni modo, l’ufficio medico-legale dell’Inps è sempre tenuto a consegnarti il parere sulla giustificabilità dell’assenza.

Che cosa succede se ci si ammala all’estero?

Se ti ammali all’estero, devi innanzitutto farti visitare e trasmettere all’Inps e al datore di lavoro, entro 2 giorni dal rilascio, il certificato medico e l’indirizzo presso cui sei momentaneamente reperibile (può essere anche un albergo).

Se ti trovi in un Paese europeo o in uno Stato convenzionato, il certificato medico è pienamente valido. Se ti trovi in un Paese non facente parte della UE, o che non ha stipulato con l’Italia convenzioni e accordi specifici che regolano la materia, il certificato medico deve essere legalizzato e tradotto in lingua italiana dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana operante in quello Stato.

Devi in ogni caso accertarti, anche con una telefonata, che il datore di lavoro sia effettivamente venuto a conoscenza dello stato di malattia e dell’indirizzo in cui effettuare la visita fiscale.

Se sei già ammalato, e devi spostarti fuori dall’Italia, ricorda che per la reperibilità all’estero, devi richiedere un’apposita autorizzazione alla sede Inps territoriale prima della partenza.

note

[1] patologia ascritta alle prime tre categorie della TABELLA A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella TABELLA E del medesimo decreto.

[2] Circolare Inps n. 95 del 7 giugno 2016.

[3] Cass. sent. n. 2023 del 04.02.2015.

[4] DM n.206/2017.

[5] Messaggio INps 1270/2019


2 Commenti

  1. Se la malattia finisce la domenica e si deve prolungare il certificato medico settimana successiva è ancora obbligo del lavorare di dare comunicazione al azienda della sua assenza dal lavoro prima del inizio del turno di lavoro?

  2. Se la malattia finisce la domenica e si deve prolungare il certificato medico settimana successiva è ancora obbligo del lavorare di dare comunicazione al azienda della sua assenza dal lavoro prima del inizio del turno di lavoro? (Contratto metalmeccanici)

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA