Diritto e Fisco | Editoriale

Il cittadino può arrestare un criminale colto in flagranza?

26 Luglio 2018 | Autore:
Il cittadino può arrestare un criminale colto in flagranza?

Rientra tra i poteri di una persona comune, non ricoprente alcun ruolo all’interno delle forze dell’ordine, quello di fermare chi ha commesso un reato?

Quante volte veniamo a conoscenza sui quotidiani cartacei, o online, di furti compiuti da ladri che, all’insaputa di qualche povera donna, riescono ad estrapolare dalle loro borse il portafogli per poi darsi alla fuga per le vie pubbliche della città? Alle volte, tuttavia, sentiamo parlare di passanti che, armati di tanto sangue freddo, per mero spirito civico, si frappongono tra il ladro e questa condotta di reato, riuscendo così a neutralizzare quel furto. Ma potrebbe il cittadino compiere un’attività riservata alle forze dell’ordine, così sostituendosi a quest’ultimi nelle operazioni di pubblica sicurezza? Dopo aver analizzato la differenza tra le terminologie di arresto e fermo di polizia, e aver individuato il lasso temporale entro il quale si può considerare la condotta del criminale in flagranza di reato, risponderemo a questa domanda: il cittadino può arrestare un criminale colto in flagranza?

Qual è la differenza tra arresto e fermo?

Prima di addentrarti nel campo degli arresti in flagranza di reato, devi comprendere la differenza tra il provvedimento dell’arresto e quello del fermo.

Nel linguaggio comune, qualunque sia il provvedimento limitativo della libertà personale di un soggetto si è soliti definirlo come arresto; ma ci sono delle differenze giuridiche.

Sia l’arresto che il fermo consistono in una privazione della libertà personale temporanea; tuttavia, mentre l’arresto interviene nei casi in cui il criminale viene colto all’atto della commissione di reato, o subito dopo la sua commissione, il fermo può essere disposto anche fuori dai casi di flagranza di reato, quando esiste una situazione per la quale si teme il pericolo di fuga di una persona gravemente indiziata di un delitto grave, come terrorismo, o possesso di armi da guerra, o ancora un delitto che preveda – nella forma – la pena dell’ergastolo o non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni.

I momenti del reato

Dopo aver appurato la differenza tra arresto e fermo, dovremo soffermarci sul momento in cui il soggetto può essere considerato nell’atto della commissione di un reato, per capire quando può essere disposto l’arresto.

Flagranza di reato

Viene considerato in stato di flagranza colui che viene sorpreso nell’atto di commettere il reato [1].

Se il reato è permanente (non si esaurisce, cioè, con la condotta compiuta), allora lo stato di flagranza durerà fino a quando non saranno cessati gli effetti di quella condotta.

La determinazione dello stato di flagranza è di fondamentale importanza, poiché permette alle forze dell’ordine di agire immediatamente per la limitazione della libertà personale.

Quasi flagranza di reato

La quasi flagranza si configura tutte le volte in cui esista un particolare collegamento tra il soggetto e il reato che, pur superando l’immediata individuazione del soggetto sul luogo del delitto, permetta comunque la riconduzione della persona all’illecito sulla base della continuità del controllo, anche indiretto, eseguito da coloro i quali si pongano al suo inseguimento.

Tipico esempio è l’arresto avvenuto dopo un inseguimento prolungato, ma effettuato senza perdere il contatto percettivo anche indiretto con il fuggitivo, o nel caso di rinvenimento sulla persona dell’arretato di cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

Tuttavia, la quasi flagranza non si può configurare nelle ipotesi nelle quali l’arresto avvenga in seguito a un’attività di investigazione, seppur brevissima, attraverso la quale le forze dell’ordine raccolgano elementi che riescano ad individuare il soggetto da arrestare, il quale non sia trovato con cose che lo colleghino direttamente al reato e non presenti sulla persona segni inequivoci riconducibili alla commissione del reato da parte del medesimo [2].

Flagranza differita

Questo tipo di flagranza si identifica nell’ambito delle manifestazioni sportive (partite di calcio, ad esempio), quando per le particolari condizioni avverse di sicurezza (presenza di migliaia di persone) è praticamente impossibile per le forze dell’ordine procedere all’arresto immediato [3].

Quando è obbligatorio arrestare in flagranza?

In alcuni casi, la legge impone agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria l’obbligo di arresto in flagranza di un reato.

Quest’obbligo dipende dalla gravità del delitto commesso che non dovrà essere colposo, bensì doloso, e punibile in astratto con la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni [4].

Inoltre, a prescindere dalla pena prevista, la legge impone l’obbligo d’arresto per la flagranza di reati che, per la loro gravità, prescindono dalla pena edittale prevista dal codice; quali, a titolo esemplificativo [5]:

  • delitti contro la personalità dello Stato o di violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti;
  • delitti contro l’incolumità pubblica per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni;
  • delitto di riduzione in schiavitù, delitto di prostituzione minorile, delitto di pornografia minorile e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile;
  • delitti di violenza sessuale;
  • delitto di rapina e di estorsione;
  • delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse;
  • delitti commessi per finalità di terrorismo o per la promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete o di tipo mafioso;
  • delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi, e di stalking;
  • delitto di omicidio colposo stradale.

Quando è facoltativo arrestare in flagranza?

Diversamente, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria avranno la possibilità di valutare se procedere o meno all’arresto in caso di flagranza se per quel delitto, sempre non colposo, sia prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni, oltre che per una serie di reati minori, quali – sempre a titolo esemplificativo [6]:

  • alcuni reati contro la pubblica amministrazione, tipo il peculato mediante profitto dell’errore, o la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio;
  • violazione di domicilio o furto;
  • truffa;
  • appropriazione indebita;
  • falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri;
  • fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali.

In questi casi, le forze dell’ordine potranno valutare se la misura dell’arresto in flagranza sia giustificata dalla gravità del fatto, ovvero dalla pericolosità del criminale, captata dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.

Il cittadino può arrestare un criminale colto in flagranza?

La legge ammette la possibilità per il cittadino di arrestare un criminale colto in flagranza nei casi in cui è previsto un obbligo di arresto per la polizia giudiziaria [4][5]. In questi casi, quindi, ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio [7]. Diversamente, l’arresto eseguito dal privato non potrà essere successivamente convalidato.

Viene, così, riconosciuto al comune cittadino un esercizio di fatto dei poteri anche coattivi propri degli organi di polizia giudiziaria normalmente destinati a esercitare tale potere. Diversamente, nel caso in cui il privato si limiti ad invitare il presunto colpevole ad attendere l’arrivo dell’organo di polizia giudiziaria, non parleremo di arresto, ma di semplice comportamento di denuncia, consentita a ciascun cittadino in qualsiasi situazione di violazione della legge penale [8].

Ma cosa dovrà fare il cittadino, una volta eseguito l’arresto? Dovrà, senza ritardo, consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria, la quale redigerà il verbale della consegna e ne rilascerà copia al cittadino [7]. Una volta che il verbale sarà arrivato davanti al giudice, questi dovrà convalidare l’arresto eseguito [9].

La facoltà di arresto in flagranza da parte del privato (così come l’obbligo di arresto da parte di ufficiali o agenti di polizia giudiziaria) non giustifica, ovviamente, l’uso di armi contro persone che, dopo aver tentato di consumare un delitto, per sottrarsi alla cattura, si diano alla fuga [10]. In questo caso, al cittadino non resterà che la migliore arma riconosciuta dalla legge: la denuncia.


note

[1] Art.382, comma 1,cod. proc. pen.

[2] Cassazione penale, sez. IV, 30/11/2017, n. 39

[3] D.lgs. n.88 del 24 aprile 2003

[4] Art.380, comma 1,cod. proc. pen.

[5] Art.380, comma 2,cod. proc. pen.

[6] Art.381, cod. proc. pen.

[7] Art.383, cod. proc. pen.

[8] Cassazione penale, sez. IV, 21/09/2017, n. 48986

[9] Cassazione penale, sez. II, 15/02/2018, n. 13094

[10] Cassazione penale, sez. V, 22/04/1999, n. 7570


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