Diritto e Fisco | Editoriale

Chi non paga l’Imu?

26 Luglio 2018
Chi non paga l’Imu?

Tasse sulla casa: quali sono le esenzioni sull’Imposta sugli immobili IMU? L’abitazione principale. Tutti i casi in cui il contribuente è esonerato dal versamento.

Hai intenzione di acquistare un appartamento. Non si tratterebbe della tua prima casa, per cui ti spaventa il carico fiscale che da ciò deriverà, circostanza che potrebbe anche farti cambiare idea o decidere di intestare l’immobile a tuo figlio. Sai bene che a dover pagare le tasse sono i contribuenti che posseggono almeno due case. Tuttavia non ti è chiaro come funzionano le agevolazioni e le esenzioni fiscali. Insomma, vuoi sapere chi non paga l’Imu, perché è questo il tuo problema principale. In questo articolo proveremo a spiegarti quando è necessario versare l’Imposta municipale sugli immobili (appunto l’Imu) e chi invece è esonerato dal prelievo fiscale. Prelievo che, come certo saprai, spetta ai Comuni, i quali sono i titolari dell’imposta. Ma se non paghi, alla tua porta verrà a bussare l’Agente della Riscossione esattoriale dei tributi locali, che ti notificherà la famigerata cartella di pagamento.

Insomma, prima di iniziare a pensare a come sfuggire dalla morsa dell’esattore, a come evitare il pignoramento e magari dopo quanto tempo va in prescrizione l’Imu, è bene che ti fai due conti in tasca per verificare in anticipo se ti puoi permettere la spesa annuale e se rientri tra quei fortunati proprietari che non pagano l’Imu.

Quali tasse si pagano sulla casa?

Chi possiede un immobile in Italia è tenuto a pagare le seguenti tasse:

  1. IMU, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali (salvo casi particolari). Può aggiungersi o meno all’imposizione IRPEF;
  2. TASI (tributo per i servizi indivisibili), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile e destinato al finanziamento dei servizi comunali rivolti alla collettività (spese per il manto stradale, la pubblica illuminazione ecc.);
  3. tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore. Essa, nei comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico, può essere sostituita da una tariffa.

Chi deve pagare l’Imu?

Prima di capire chi non paga l’Imu cerchiamo di individuare i soggetti che, almeno in astratto, sono tenuti al versamento dell’imposta municipale sugli immobili. Questi sono:

  • il proprietario dell’immobile;
  • il titolare dell’usufrutto, uso; abitazione, enfiteusi e superficie;
  • il locatario (utilizzatore) per gli immobili detenuti in leasing.

Quando più soggetti sono contitolari del diritto (ad esempio comproprietà o co-usufrutto dello stesso immobile), ogni contitolare è soggetto passivo limitatamente alla propria quota. Lo stesso principio opera quando, su quote distinte del medesimo immobile, gravano diversi diritti reali (es. usufrutto del soggetto A sul 50% dell’immobile; piena proprietà del soggetto B sull’altro 50%).

Su quali immobili si paga l’Imu?

Un altro passo per comprendere chi non paga l’Imu è verificare su quali immobili va invece versato. Presupposto dell’imposta è il possesso di immobili riconducibili alle seguenti tre tipologie:

  • fabbricati;
  • area fabbricabile;
  • terreni agricoli.

Si prescinde  dall’uso cui l’immobile è destinato ed indipendentemente dalla sua classificazione catastale. Pertanto sono compresi anche gli immobili strumentali alle aziende e quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa.

Come vedremo a breve nel paragrafo intitolato Chi non paga l’Imu, l’imposta in questione non è dovuta per l’abitazione principale e le relative pertinenze, ad eccezione delle unità immobiliari “di lusso”, censite nelle categorie A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Chi non paga l’Imu?

Vediamo finalmente chi non paga l’Imu. L’imposta non va versata per:

  • l’abitazione principale (e relative pertinenze) purché non si tratti di immobile di lusso (ossia non deve essere accatastato nelle categorie  A/1, A/8 o A/9);
  • la casa coniugale assegnata all’ex coniuge a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio; ad esempio, se il marito è titolare di una casa che il giudice assegna alla moglie, non dovrà pagare l’Imu anche se poi acquista un altro immobile e vi va a vivere;
  • gli alloggi sociali;
  • le abitazioni appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale (e relative pertinenze) dei soci assegnatari o destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche se non residenti;
  • il fabbricato iscritto in catasto come unità immobiliare unica, posseduto (e non locato) dal personale in servizio permanente delle Forze armate, di polizia, vigili del fuoco e della Prefettura (per il quale non è richiesta la dimora abituale e la residenza anagrafica).

Tipo di immobile

Imposta

Tassazione

Abitazione principale

IMU

NO (salvo abitazioni di lusso: cat. A/1, A/8 o A/9)

TASI

NO, come sopra

TARI 

Seconda casa

IMU

TASI

TARI

Negozi – Uffici

IMU

TASI

TARI

Immobili d’impresa

IMU

TASI

TARI

Terreni agricoli

IMU

TASI

NO

TARI

NO

Fabbricati rurali strumentali

IMU

NO

TASI

TARI

NO

Altre esenzioni Imu

Talune tipologie di immobili, in ragione delle loro caratteristiche oggettive, sono esentate dal pagamento dell’IMU. Ad esempio, sono esenti dall’IMU:

  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, e dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati destinati ad usi culturali (es. musei, biblioteche, archivi, parchi e giardini aperti al pubblico, ecc.);
  • i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 Cost., e le loro pertinenze;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  • gli immobili utilizzati dagli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali (enti non commerciali), destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o culto, fatta eccezione per gli immobili posseduti dai partiti politici; in caso di attività “mista”, l’esenzione si applica solo alla frazione dell’unità immobiliare nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale;
  • i fabbricati rurali ad uso strumentale (ricovero animali, protezione delle piante, magazzini, depositi, ecc.);
  • gli immobili delle piccolo e micro imprese siti nelle zone franche urbane (ZFU);
  • i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (immobili merce), fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locate;
  • i fabbricati ubicati nelle zone colpite da calamità naturali (terremoti, alluvioni, dissesti idrogeologici) quando previsto da disposizioni apposite;
  • i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina;
  • i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
  • i terreni agricoli ubicati nei Comuni delle isole minori;
  • i terreni agricoli a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, comprese quelle destinate dalle stesse cooperative a studenti universitari soci assegnatari.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube