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Lo sai che? Negozi: liberalizzate le svendite

Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2013

Lo Stato non può imporre, ai commercianti, di richiedere l’autorizzazione amministrativa prima di procedere alle svendite: una sentenza della Corte di Giustizia ha stabilito che non si può intralciare la liquidazione dei negozi.

Le autorità nazionali non possono bloccare la svendita in liquidazione fatta dai negozianti solo per il fatto che questi non abbiano presentato una previa richiesta di autorizzazione. È quanto di recente ha stabilito dalla Corte di Giustizia Europea [1], chiamata decidere il caso di un commerciante che aveva pubblicizzato una svendita senza l’autorizzazione degli organi competenti.

La mancanza di una autorizzazione amministrativa non può essere considerata come un’attività in concorrenza sleale. Al contrario, possono essere considerate – caso per caso – pratiche di concorrenza sleale solo quelle svendite che si risolvano in un raggiro per il consumatore (per esempio, nel caso in cui non vi sia un vero ribasso del prezzo).

Spetta in ogni caso all’autorità competente dimostrare che la svendita mira a raggirare il consumatore.

L’annuncio della svendita – sulle vetrine del negozio o con manifesti pubblicitari – non può essere classificato come pratica di concorrenza sleale, salvo che l’autorità dimostri che non si tratta di una effettiva svendita.

note

[1] Corte Giustizia UE, sent. del 17.01.2013, causa C-206/11.


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