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Parcella dell’avvocato: si al ripensamento

22 gennaio 2013


Parcella dell’avvocato: si al ripensamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 gennaio 2013



L’avvocato non è vincolato dalla parcella più soft non onorata: se il cliente non l’ha espressamente accettata ne può inviare una seconda più salata.

L’avvocato che non sia stato pagato dal proprio cliente alla presentazione di una parcella scontata, può inviarne una seconda molto più elevata e pretenderne il pagamento senza rimanere vincolato dalla precedente richiesta.

Lo ha stabilito di recente la Cassazione [1]; in particolare, la Corte ha dato ragione a un professionista che, dopo aver seguito una causa ereditaria, aveva inviato alla cliente una nota spese che non era stata onorata; così, al termine del giudizio, ne aveva presentato una seconda, di importo pari quasi al doppio. A nulla è valsa l’opposizione della signora che aveva fatto leva sulla tesi secondo cui, a valere, dovesse essere solo la prima parcella.

La richiesta di parcella – specificano i giudici – va infatti considerata come una proposta contrattuale [2]; per cui, come tutte le proposte unilaterali, se non viene accettata dalla controparte (il cliente) può ben essere revocata dal legale.

Finché la parcella non venga espressamente accettata dal cliente, l’avvocato se ne può discostare, presentandone una seconda anche di importo superiore.

note

[1] Cass. sent. n. 1284 del 18.01.2013.

[2] Art. 1334 cod. civ.


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