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Come richiedere cartella clinica di un defunto

22 Agosto 2018 | Autore:
Come richiedere cartella clinica di un defunto

Chi può avere accesso alle informazioni sanitarie di un familiare e cosa bisogna fare per averle. Quanto si aspetta, cosa contiene il dossier e quanto cosa.

L’occasione non è delle migliori per mantenere la testa lucida. Ma quando un parente muore in ospedale, superato il primo momento di sconforto, bisogna avere la forza necessaria a pensare anche agli aspetti burocratici. Tra questi, soprattutto se c’è stato un decesso improvviso o incomprensibile, cercare di capirne il motivo e richiedere la cartella clinica del defunto, cioè il dossier che raccoglie tutte le informazioni sul decorso del paziente, gli esami eseguiti, i parametri rilevati ogni giorno, i farmaci prescritti e somministrati, ecc. Ma lo si può fare? E chi lo può fare?

Avere il dossier con tutto ciò che riguarda il periodo di degenza di un familiare, dal momento in cui ha messo piede nell’ospedale finché lo ha lasciato (in questo caso in maniera drammatica) è un diritto dei parenti, anzi: se si rifiuta a consegnare una cartella clinica senza giustificato motivo, la struttura sanitaria potrebbe essere denunciata per omissione di atti d’ufficio.

Naturalmente, la legge mette dei paletti. Il più vistoso riguarda i soggetti che possono avere accesso alla documentazione sanitaria del defunto, cioè chi può richiedere la cartella clinica. Sia il Codice civile, sia la normativa sulla privacy sia il Consiglio di Stato si esprimono in tal senso, come vedremo tra poco. Ma entrambi riconoscono agli eredi legittimi del defunto la possibilità di agire in tal senso.

C’è, poi, l’aspetto procedurale e tempistico: come richiedere la cartella clinica di un defunto ed entro quando la si può avere. Ed è quello che ora ti spieghiamo.

Cartella clinica: che cos’è

La cartella clinica è un atto pubblico in cui sono raccolte tutte le informazioni sulle condizioni di salute del paziente ricoverato in una struttura sanitaria, pubblica o privata. Un vero e proprio diario su cui il medico è tenuto a riportare:

  • le generalità del paziente;
  • la diagnosi al momento del ricovero;
  • l’anamnesi personale e familiare del paziente;
  • gli esiti del primo esame obiettivo sul paziente;
  • gli esami eseguiti (di laboratorio o specialistici);
  • la diagnosi al momento delle dimissioni;
  • la terapia somministrata durante il ricovero e quella da eseguire a casa;
  • gli esiti ed i postumi.

Ovviamente, gli ultimi tre punti non interessano nel caso della cartella clinica di un defunto, che dovrà invece contenere data, ora e causa del decesso con eventuale risultato degli esami autoptici eseguiti (se richiesti), anche se potrebbe succedere che l’esito dell’autopsia venga consegnato in un fascicolo a parte.

A tale scopo, il personale addetto alla struttura sanitaria è obbligato a:

  • compilare ogni giorno la cartella clinica, atto di cui risponde il primario del reparto;
  • apporre delle firme leggibili e dei timbri per rendere identificabili i responsabili della cartella;
  • riportare tutte le informazioni raccolte dal malato al momento dell’anamnesi;
  • consegnare la cartella ad un’altra struttura sanitaria in caso di trasferimento immediato del paziente;
  • mettere a disposizione dei familiari e di altri medici le informazioni raccolte nella cartella per un eventuale consulto sulle cure da fare.

La compilazione della cartella clinica deve essere estremamente scrupolosa: l’alterazione del contenuto, la mancanza di informazioni o qualsiasi altro difetto vengono ritenuti reato di falso ideologico.

Cartella clinica di un defunto: chi la può chiedere?

Secondo il Codice civile [1], può richiedere la cartella clinica di un defunto soltanto un suo legittimario e, nello specifico:

  • il coniuge;
  • i figli naturali o adottivi;
  • gli ascendenti (in mancanza dei parenti sopracitati);
  • i discendenti dei figli naturali o legittimi In mancanza dei figli e del coniuge);
  • gli eredi testamentari.

Se il parente defunto è un minorenne, ha diritto a richiedere la cartella clinica:

  • il genitore, chi esercita la patria potestà, il tutore o il curatore presentando autocertificazione, stato di famiglia o sentenza dell’autorità giudiziaria;
  • il genitore affidatario se il minore era in affidamento.

Accedere ai dati riportati sulla cartella clinica di un defunto è un diritto riconosciuto anche dal Codice della privacy [2] a chiunque abbia un interesse proprio o agisca a tutela dell’interessato o, ancora, ne abbia bisogno per questioni familiari, circostanze che, secondo il Garante per la privacy, non compromette la tutela dei dati personali della persona deceduta. L’Autorità specifica che l’interessato (cioè il legittimario) ha il diritto ad accedere alla cartella clinica del defunto senza essere tenuto a fornire delle giustificazioni sui motivi di tale richiesta.

Il concetto viene, infine, ribadito dal Consiglio di Stato [3] con una sentenza in cui ricorda un concetto fin troppo semplice: se in vita due parenti stretti hanno titolo ad intervenire in questioni così rilevanti come la salute di uno di loro quando è impossibilitato a farlo personalmente, a maggior ragione quando uno dei due viene a mancare l’altro ha il diritto di accedere a tutte le informazioni di carattere sanitario che riguardano la persona defunta e che sono in possesso dell’Amministrazione.

Cartella clinica di un defunto: come richiederla

Appurato che così e chi la può sollecitare, vediamo ora come richiedere la cartella clinica di un defunto. Il parente legittimario dovrà rivolgersi all’ufficio competente della struttura sanitaria e compilare, al momento della richiesta, un’autocertificazione in cui attesta:

  • la qualità di erede legittimo;
  • il rapporto di parentela tra lui e il defunto;
  • i dati anagrafici del paziente;
  • la data di decesso;
  • il reparto in cui il paziente era ricoverato.

Occorre anche allegare la fotocopia del documento di identità del richiedente.

Di norma, la consegna della cartella clinica di un defunto avviene dopo circa un mese a costi contenuti (dai 20 ai 40 euro in genere) anche se ogni struttura o Asl stabilisce il proprio prezzo, che può aumentare se alla cartella si allega materiale iconografico come referti di Tac, risonanze, ecc. Questo importo non viene ritenuto una spesa sanitaria, quindi non è detraibile.


note

[1] Art. 536 cod. civ.

[2] Art. 9 Dlgs. n. 196/2003 (Codice della privacy).

[3] Cons. Stato sent. n. 2866/2008.


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