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Cosa citare in bibliografia

27 Agosto 2018 | Autore:
Cosa citare in bibliografia

Cos’è e a cosa serve la bibliografia? Come e quando va redatta? Cosa bisogna citare in bibliografia?

Se sei uno studente universitario oppure hai già conseguito una laurea, allora saprai bene cos’è una bibliografia; anzi, probabilmente, ti sarai anche cimentato nel predisporla. Ugualmente, se sei un appassionato di lettura, soprattutto di saggi, ti sarai sicuramente soffermato più volte sulle pagine finali dove sono riportati tutti i testi che sono stati consultati per la preparazione del libro. Ebbene, la bibliografia è quella parte di un testo che raccoglie tutte le fonti che hanno ispirato la redazione dell’opera: in essa troverai i titoli degli altri libri, i loro autori, la casa editrice, l’anno di pubblicazione, perfino le pagine da cui si è preso spunto per la preparazione dell’elaborato finale. In tutto ciò ti sarai anche reso conto che redigere una bibliografia non è cosa facile: ci vuole attenzione, precisione e onestà nel riportare tutte le fonti consultate. Se ti stai accingendo al difficile compito di preparare una bibliografia oppure semplicemente ti interessa l’argomento e vuoi saperne di più, allora prosegui nella lettura di questo articolo: scoprirai come scrivere e cosa citare in bibliografia.

Bibliografia: cos’è?

Come anticipato, la bibliografia è l’elenco di tutte le opere che sono state consultate dall’autore nella preparazione di un testo. In poche parole, la bibliografia è l’insieme delle fonti d’ispirazione dell’autore; rappresenta un po’ la miniera da cui ha tratto spunti e informazioni per preparare il suo libro. La bibliografia è presente in ogni elaborato, sia esso un saggio, una ricerca scientifica, una tesi.

Bibliografia: a cosa serve?

Abbiamo detto che la bibliografia è la raccolta delle fonti. Essa, però, ha uno scopo pratico ben preciso, che va al di là della sterile elencazione dei testi citati. In particolare, la bibliografia è fondamentale almeno per due ragioni:

  • perché consente al lettore di approfondire un argomento che, se mai, nell’opera che sta leggendo non è trattato approfonditamente. Ed infatti, attraverso le note poste all’interno del testo, il lettore può risalire alla fonte originaria ed, eventualmente, consultarla direttamente per avere un quadro ancora più completo della materia;
  • perché permette all’autore di omaggiare le sue fonti, evitando così che la sua operai passi per un plagio.

Bibliografia: com’è fatta?

Una buona bibliografia deve essere redatta con cura e dovizia di particolari. Essa deve essere il più possibile completa e veritiera, nel senso che deve riportare solamente le opere realmente consultate, non anche quelle che non riguardano nulla: si potrebbe infatti cadere nella tentazione di citare prestigiosi lavori altrui solamente per dare lustro al proprio.

Di norma, la bibliografia va redatta seguendo delle regole precise. Vediamo le principali:

  • innanzitutto, va seguito un ordine alfabetico per cognomi: l’autore Acquaviva verrà prima dell’autore Tizio, ad esempio;
  • l’elenco va disposto in senso verticale, cioè andando a capo ad ogni riferimento fatto: in questo modo è garantito l’ordine dell’esposizione e una maggiore facilità nella ricerca dei nomi;
  • è possibile (ma non necessario) evidenziare il cognome dell’autore citato in grassetto oppure in maiuscolo, in modo tale che risalti rispetto al resto del testo;
  • la bibliografia va scritta utilizzando sempre lo stesso tipo di carattere, lo stesso corpo e la stessa interlinea, al fine di garantire un maggiore ordine.

Bibliografia: cosa va citato?

Detto di alcune semplici regole formali, vediamo ora cosa citare in bibliografia. Come ricordato, la bibliografia è il riassunto di tutte le opere che sono state richiamate nell’opera, o comunque di tutte quelle che sono state consultate per favorirne la redazione. Di norma, ogni volta che un testo altrui viene richiamato, anche indirettamente, nel proprio scritto, viene aperta una piccola parentesi che rimanda ad una nota, la quale può essere presente a piè pagina oppure al termine del capitolo. Le note servono a richiamare immediatamente il testo citato, il quale poi andrà riportato definitivamente in bibliografia.

In concreto, cosa va citato in bibliografia? Nella bibliografia riportata al termine di un lavoro (libro, tesi, ricerca, ecc.), vanno trascritti, nell’ordine:

  • cognome e nome dell’autore (il nome va bene anche puntato: ad esempio Acquaviva M. oppure M. Acquaviva);
  • titolo dell’opera ed eventuale sottotitolo, preferibilmente in carattere corsivo;
  • luogo di pubblicazione (che sarebbe quasi sempre la sede della casa editrice);
  • editore (cioè la casa editrice che ha pubblicato l’opera);
  • anno di pubblicazione;
  • numero dell’edizione (di norma sono più di una);
  • pagine che sono state effettivamente consultate (usare “p.” per indicare una singola pagina, “pp.” per indicarne di più; in quest’ultimo caso, è possibile indicare soltanto gli intervalli di pagine: ad esempio “pp. 10 – 15” significa che sono state consultate le pagine numerate da dieci a quindici);
  • traduzione, nel caso in cui l’opera citata fosse straniera. In questo caso è opportuno indicare il titolo originale, quello italiano e il nome del traduttore.

Ecco un esempio di fantasia:

Acquaviva M., Cosa citare in bibliografia, Salerno, Casa Editrice, 2018, I edizione, p. 1.

Bibliografia: casi particolari

Nell’ipotesi in cui la stessa opera citata in bibliografia fosse stata scritta a più mani, bisogna richiamare ogni autore in rigoroso ordine alfabetico, sempre puntando il nome e separandoli da una linea (ad esempio: Caio C. – Sempronio S. – Tizio T.). Se, invece, la stessa persona è citata più volte come autore di più opere, si può anche omettere di richiamare sempre lo stesso nominativo, sostituendolo con la locuzione latina idem (che significa “lo stesso”). Sempre nell’ipotesi in cui un autore venga menzionato più volte, le opere vanno elencate in ordine cronologico, secondo la data della pubblicazione, dalla più antica alla più recente. Esempio:

Acquaviva M. – Tizio T., Come si scrive una bibliografia, Salerno, Casa Editrice, 2010, I edizione, p. 1;

Idem, Cos’è una bibliografia, Roma, Casa Editrice, 2017, II edizione, pp. 5 – 20.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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