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Senza casco: che percentuale di responsabilità?

29 Luglio 2018
Senza casco: che percentuale di responsabilità?

Caduta dal motorino: nel concorso di colpa quanto risarcimento perde chi non aveva indossato il casco?

Sei caduto dal motorino. La colpa è di una buca che non avevi visto. Si è aperta sul lato della strada improvvisamente, senza che tu potessi schivarla per tempo. Dalla caduta hai riportato una serie di ferite e contusioni. Ciò che più ti preoccupa però è un trauma cranico che ti ha costretto a passare un po’ di tempo in pronto soccorso in attesa di accertamenti che escludessero problemi più seri alla testa. Appena ti riprendi invii una diffida al Comune intimandogli il risarcimento dei danni. La motivazione è più che evidente: l’amministrazione non ha rispettato il suo dovere di manutenzione della strada. Sicché la caduta dal motorino è da imputare all’amministrazione. Pronta la replica di quest’ultima: dal verbale dei carabinieri si evince che il conducente, al momento della caduta, non indossava il casco. Sicché nessun risarcimento può essere accordato poiché, se questi avesse rispettato la regola impostagli dalla legge, non avrebbe subito alcuna conseguenza seria. Intenzionato a far valere i tuoi diritti, ti accingi a incaricare un avvocato affinché possa agire in causa e ottenere i soldi che ti spettano. Ma prima di ciò ti chiedi: che percentuale di responsabilità scatta a chi è senza casco sul motorino? La risposta è stata data da una recente sentenza della Cassazione [1].

Una premessa però è d’obbligo. Difficilmente, quando si ha a che fare con i processi, e specie quelli di infortunistica stradale, si possono stabilire regole generali e valide per tutti. Ogni caso ha la sua storia e ogni storia ha le sue particolarità. Basta a volte una “foglia” a spostare l’ago della bilancia da un lato o dall’altro. Quindi ciò che ti sto per dire prendilo con le dovute “pinze”, più come un indirizzo di massima e non come una regola assodata. Tieni peraltro conto che ogni giudice ha la sua interpretazione del diritto e quel che ha detto l’uno non è scontato che venga ripetuto da un altro. Inoltre, l’accertamento delle responsabilità è una valutazione che viene fatta nel “merito”, non coinvolge cioè l’interpretazione di norme giuridiche ma solo la valutazione delle prove: il che significa che la Cassazione non può sindacare quanto deciso dal giudice di primo o di secondo grado. Questo ovviamente incide ancor di più sulla possibilità di stabilire una regola precisa sulla percentuale di responsabilità per chi guida la moto senza casco.

Riportandoci però al caso concreto, la Corte ha stabilito il seguente principio: il Comune è responsabile al 70% per la morte del motociclista che finisce con la ruota su un mucchio di detriti e slitta. Allo sfortunato incidentale spetta una corresponsabilità del 30% per aver avuto il casco slacciato.

E difatti casco slacciato e casco non allacciato è pressoché la stessa cosa se si tiene conto che, nel primo caso, il presidio potrebbe volare via dalla testa della vittima e quindi non proteggerla.

Insomma, per il centauro senza casco c’è sempre un concorso di responsabilità. La valutazione del concorso è sempre rimessa al giudice, che però difficilmente la porterà sopra il 50% ma verosimilmente si terrà intorno al 30%.

Detto ciò è bene sapere che anche in passato la Corte si è pronunciata sullo stesso tema del motociclista senza casco, stabilendone ogni volta la corresponsabilità per l’incidente stradale. Ecco alcune delle più recenti pronunce.

«In materia di responsabilità da sinistro stradale, l’omesso uso del casco protettivo da parte di un motociclista vittima di incidente può essere fonte di corresponsabilità del medesimo, a condizione che tale infrazione abbia concretamente influito sul danno, circostanza che può essere accertata anche d’ufficio dal giudice» [2]. Il significato di questa precisazione è importante e per comprenderlo ricorreremo a un esempio. Mario cade dal motorino senza casco. Si frattura una spalla perché, in realtà, nello scivolare, atterra sul fianco. Non sbatte quindi la testa. Quanto ha influito l’assenza del casco sul danno? Per niente. Ecco perché, secondo la giurisprudenza, in tal caso non gli può essere attribuito alcun concorso di colpa e il risarcimento non può che essere integrale.

E se a non avere il casco è il passeggero? Non ci sono eccezioni: anche lui deve sapere che non può salire a bordo della moto senza casco. Così ha detto la Cassazione quando ha chiarito i seguenti principi [3]: «È il conducente di un veicolo ad avere il preciso dovere, prima di iniziare o proseguire la marcia, di controllare che questa avvenga in conformità delle normali norme di prudenza o sicurezza. Tale affermazione, però, non esclude che si possa configurare una responsabilità anche del trasportato, ma solo qualora si dimostri che quest’ultimo abbia consapevolmente accettato i rischi della circolazione, perché è solo in tale ipotesi che si verifica un caso di cooperazione colposa del predetto nella condotta causativa del fatto evento dannoso (fattispecie relativa ad un sinistro mortale occorso ad una ragazza trasportata su un ciclomotore senza l’utilizzo del casco)».


note

[1] Cass. sent. n. 19805/2018.

[2] Cass. sent. n. 9241/2016, n. 17407/2012. Cfr. anche Cass. civ., sez. III, 23 ottobre 2014, n. 22514, in Giust. civ. mass., 2014; Cass. civ., sez. III, 12 ottobre 2012, n. 17407, in Arch. giur. circ. e sin., 2013, p. 18.

[3] Cass. sent. n. 17407/2012.


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