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Come si legge una cartella esattoriale

19 Agosto 2018 | Autore:
Come si legge una cartella esattoriale

In questo articolo scopriremo come si legge una cartella esattoriale, capiremo esattamente cosa si intende per somme iscritte a ruolo, e chiariremo tutti i dubbi sulla lettura sia delle cartelle notificate da Equitalia, sia di quelle notificate dopo la soppressione di questo Ente.

Ti è stata notificata una cartella esattoriale, e sei già entrato in uno stato di confusione. Noti che in essa sono indicate diverse cifre, e si fa riferimento a vari Enti. Le informazioni ti sembrano troppe e non sai come leggerle correttamente, temi che ti sfugga qualcosa di importante. Hai deciso che la porterai dal tuo commercialista, ma nel frattempo, come spesso succede quando si ha a che fare con debiti verso lo Stato o verso altri Enti pubblici, ti senti ansioso. Vorresti poterla leggere con calma, interpretandone correttamente le varie voci, in modo tale da capire, fin da subito e prima di consultarti con una persona competente, se le somme che ti vengono richieste sono dovute, o se vi sono rimedi per limitare il danno economico, magari facendo ricorso a una rateizzazione. Oltre tutto, ti sembra di aver già ricevuto, in passato, una cartella per il pagamento degli stessi importi, che poi sono risultati non dovuti. Vorresti fare un confronto tra i due documenti, ma rilevi che la cartella ricevuta tempo addietro è strutturata in modo diverso rispetto all’ultima. Vorresti poter comprendere il contenuto di entrambe. Coraggio, sei nel posto giusto. Questo articolo è una guida, semplice e pratica, su come si legge una cartella esattoriale. Vedrai che, in fondo, è meno difficile di quanto pensi.

Cosa si intende per somme iscritte a ruolo

Le cartelle esattoriali contengono l’indicazione delle somme iscritte a ruolo. Per leggere correttamente una cartella esattoriale  dobbiamo, quindi, capire cosa si intende con questa espressione.

Il ruolo è un elenco nominativo dei soggetti che devono delle somme a un determinato Ente. I ruoli contengono le generalità dei debitori, i loro codici fiscali, le somme dagli stessi dovute e le relative causali. Quando determinate somme non vengono pagate all’Ente creditore entro termini stabiliti, l’Ente stesso procede ad iscrivere il debito a ruolo, cioè inserisce il debitore inadempiente nel suddetto elenco. Quest’ultimo, dopo l’ apposizione del visto da parte del dirigente dell’Ente, viene consegnato all’agente della riscossione competente per territorio, il quale ha il compito di procedere alla riscossione coattiva del credito, che non è stato pagato spontaneamente dal debitore.

I ruoli sono utilizzati non solo per i crediti tributari,  ma anche per quelli di altra natura, come i contributi previdenziali, le multe, varie sanzioni pecuniarie, le spese di giustizia, quelle di mantenimento in carcere, e così via. Gli Enti che a tale scopo procedono alla compilazione del ruolo e alla trasmissione dello stesso  all’agente di riscossione possono essere lo Stato o anche gli Enti previdenziali, gli Enti locali (province e comuni), e altri Enti pubblici.

La cartella di pagamento è un atto con il quale l’agente della riscossione comunica al debitore che una certa somma è stata iscritta a ruolo dall’ente impositore,  e che pertanto questo importo deve essere pagato entro certi termini, altrimenti si procederà con atti esecutivi (come il pignoramento o il fermo amministrativo).

Chi è l’agente della riscossione

Fino al 20 luglio 2017 l’agente della riscossione, vale a dire l’Ente al quale era demandata la riscossione coattiva delle somme dovute agli Enti pubblici e previdenziali, è stato Equitalia. Quest’ultima è stata sostituita, dal 21 luglio 2017 [1], da una sezione dell’Agenzia delle Entrate, denominata Agenzia delle Entrate-riscossione. Essa subentra nelle stesse funzioni di Equitalia, e utilizza sostanzialmente i medesimi strumenti, a cominciare dalla notifica delle cartelle esattoriali.  Ha pertanto il compito di occuparsi della riscossione delle varie tasse e imposte spettanti allo Stato,  ma anche delle entrate tributarie e patrimoniali degli Enti locali (comuni e province) e delle società alle quali essi partecipano. Ecco quindi che dal 1° luglio 2017 i contribuenti hanno cominciato a ricevere non più le cartelle di riscossione di Equitalia, ma quelle notificate dall’Agenzia delle entrate-riscossione. Sul piano pratico non cambia nulla, perché queste cartelle hanno carattere esecutivo tanto quanto quelle emesse da Equitalia, con tutte le conseguenze che ne derivano se non si pagano gli importi con esse richiesti: vale a dire la possibilità di subire l’iscrizione di un’ipoteca, un pignoramento, il fermo amministrativo e così via. Dal punto di vista formale, però, queste cartelle sono in parte diverse rispetto a quelle che venivano notificate dal precedente agente della riscossione; la loro lettura è più agevole perché sono strutturate in modo da risultare più comprensibili, grazie anche all’utilizzo di tabelle e di differenti colori, secondo l’Ente interessato alla riscossione delle somme. Pertanto, occorre distinguere tra cartelle notificate da Equitalia prima del 1° luglio 2017 e cartelle notificate da Agenzia delle Entrate-riscossione da tale data in poi. E può essere utile non solo capire come si legge una cartella esattoriale recente, ma anche comprendere i contenuti di quelle notificate dal vecchio agente della riscossione.  Infatti può succedere di ricevere una cartella, o un atto successivo, e di avere il dubbio che si riferisca a un importo che già era stato richiesto con una vecchia cartella. A questo punto cercare quest’ultima, leggerla e saperne interpretare i contenuti è di fondamentale importanza.

Come si leggono le cartelle esattoriali di Equitalia

Vediamo quindi come si legge una cartella esattoriale di Equitalia, notificata prima del 1° luglio 2017.

Nella prima pagina si trovano:

  • la denominazione “cartella di pagamento” su sfondo blu;
  • in alto a sinistra, la notifica;
  • sulla destra il numero identificativo della cartella. Si tratta di un dato importante, perché consente di distinguere il documento da altri simili notificati allo stesso soggetto;
  • i dati dell’agente della riscossione che ha emesso la cartella;
  • i dati che identificano il contribuente: nome, cognome, indirizzo e codice fiscale;
  • la causale, cioè da dove il debito deriva (tributi, tasse, sanzione amministrativa, contributi previdenziali, ecc.);
  • al centro, in modo riassuntivo, si trova indicato l’importo dovuto, ovvero la somma iscritta a ruolo. Nel caso in cui essa sia composta da importi dovuti ad Enti diversi, viene suddivisa per Ente creditore. Se invece una cartella riguarda un unico debito, con un solo Ente creditore, viene indicato il singolo importo; 
  • gli elementi identificativi dell’Ente creditore: ad esempio  il Comune, l’Inps, l’Agenzia delle entrate e così via;
  • in sintesi, le modalità di pagamento e le conseguenze derivanti dall’inadempimento (aggiunta di ulteriori interessi, possibili procedure esecutive).

Nella seconda pagina sono contenute informazioni più dettagliate. In particolare viene indicato:

  • l’Ente che ha emesso il ruolo,  cioè l’Ente creditore: Comune, Inps, Agenzia delle Entrate, ecc.
  • il dettaglio delle somme dovute, con le motivazioni per le quali la somma viene richiesta, l’atto che ha preceduto la cartella e la data in cui è stato notificato, le indicazioni sul numero di ruolo e la data in cui il ruolo stesso è divenuto esecutivo;
  •  il nome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo, oppure il nome del funzionario dell’ente creditore;
  • se vi sono più debiti inseriti in un’unica cartella, le singole voci che formano il totale dovuto dal debitore.

Nelle pagine successive troviamo:

  • le istruzioni per il pagamento, che spiegano: quando pagare in un’unica rata, con la specificazione degli interessi di mora da applicare se si paga oltre il sessantesimo giorno dalla notificazione della cartella; le modalità e il luogo di pagamento (ad esempio banca, posta, tabaccai, sportelli Equitalia online, o con il servizio di Home Banking del proprio istituto di credito);
  • i dati identificativi della cartella, cioè un riassunto di detto documento, contenente l’indicazione  dei singoli importi richiesti, distinti con dei codici.  Questi ultimi consistono in serie di cifre identificative delle varie tipologie di debito;
  • le precedenti eventuali comunicazioni dell’agente della riscossione;
  • l’ indicazione del responsabile del procedimento di emissione e notifica della cartella;
  • la comunicazione delle modalità con le quali chiedere eventuali dilazioni di pagamento e l’elenco degli sportelli più vicini di Equitalia;
  • infine, vi sono delle indicazioni utili qualora si vogliano richiedere informazioni e chiarimenti, oppure a chi rivolgersi per ottenere il  riesame del ruolo in autotutela. Quest’ultima eventualità si verifica quando una somma è stata richiesta per errore, per cui l’Ente, nella consapevolezza di avere torto, annulla il ruolo, per evitare ricorsi, che gli comporterebbero un danno se in essi risultasse soccombente (per questo si parla di “autotutela”).

Come si leggono le nuove cartelle esattoriali

Il documento oggi ha una grafica rinnovata, e si legge più facilmente. Tutte le cartelle  sono redatte secondo un nuovo modello,  molto più semplice da  interpretare. In esso si trovano sezioni distinte per colore, e tabelle che consentono all’utente di capire meglio ciò che gli viene richiesto. Ecco come leggere le nuove cartelle esattoriali:

  • vi è la sezione dei dati anagrafici. Qui vengono indicati i dati anagrafici del contribuente, per il quale l’Ente creditore ha richiesto all’Agenzia delle Entrate la riscossione, e quindi il recupero delle somme dovute;
  • si passa poi alla sezione relativa alle somme da pagare. Qui sono indicati gli importi richiesti al contribuente dagli Enti creditori, e una sintetica motivazione dell’iscrizione delle somme a ruolo;
  • vengono distinte le somme spettanti agli Enti creditori da quelle spettanti all’Agenzia delle Entrate-riscossione;
  • ciascun Ente creditore viene identificato con un colore diverso, e questo consente di distinguere a colpo d’occhio la tipologia di debito. Gli Enti territoriali,  come ad  il comune e la provincia sono contrassegnati in verde; le agenzie fiscali in rosso;  gli altri Enti, come ad esempio le casse di previdenza o la prefettura, in viola;
  • sempre nella prima pagina, in basso, troviamo le informazioni sulle somme da pagare. Qui vengono indicati gli importi da corrispondere suddivisi nelle loro varie componenti: somme dovute, interessi di mora, diritti di notifica, oneri di riscossione. Essi inoltre vengono distinti tra quelli spettanti all’Ente creditore e quelli di competenza dell’Agenzia delle Entrate-riscossione (come ad esempio i diritti di notifica);
  • seguono poi alcune pagine, contenenti la sezione denominata “Informazioni dell’agente della riscossione”. Qui sono contenute alcune notizie utili al contribuente: innanzitutto le somme da pagare, con il dettaglio dei costi secondo che il pagamento venga effettuato entro i 60 giorni dalla notifica oppure dopo; tutti gli strumenti e le modalità a disposizione per effettuare il versamento; la rateizzazione con piano ordinario e straordinario; come chiedere la sospensione legale della riscossione; le indicazioni utili a un eventuale ricorso, con una tabella che riporta l’autorità alla quale rivolgersi, i motivi che, se presenti, possono essere fatti valere, e i termini, qualora si contestino vizi che riguardino esclusivamente le attività dell’Agenzia delle Entrate-riscossione. A tal proposito, va infatti precisato che la cartella esattoriale non può essere contestata per il merito del credito in essa contenuto (ad esempio, se è relativa a una multa, non si può contestare la contravvenzione, ma si possono, semmai, far valere eventuali vizi relativi  alla notifica, ai contenuti della cartella, all’inosservanza dei termini);
  • i riferimenti da contattare per chiedere eventuali chiarimenti;
  • gli sportelli dell’Agenzia delle entrate-riscossione presenti nella provincia di competenza del contribuente;
  • il responsabile del procedimento di emissione e notifica della cartella;
  • segue la sezione “Ruolo emesso da”, che è a disposizione degli Enti creditori per fornire informazioni ai contribuenti. Essa è di colore diverso secondo l’Ente creditore. In questa sezione quest’ultimo espone al contribuente tutte le delucidazioni necessarie, come ad esempio Il dettaglio dell’importo dovuto, i riferimenti qualora si vogliano chiedere informazioni, le modalità di presentazione di un eventuale ricorso che riguardi, questa volta, dei vizi riconducibili all’Ente stesso.

Ora che sai come si legge una cartella esattoriale,  saprai esattamente come comportarti e se sia il caso di far valere, eventualmente, i tuoi diritti.


note

[1] Dl 193/2016

Autore immagine: unsplash.com


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