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Esame di avvocato: come cambia dopo la riforma forense

23 gennaio 2013


Esame di avvocato: come cambia dopo la riforma forense

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 gennaio 2013



Divieto di codici con il commento, testi di legge controllati nei giorni prima della prova, reclusione per chi fa filtrare le soluzioni: sono queste alcune delle novità del nuovo esame di avvocato che si anticipa particolarmente selettivo.

La riforma forense [1], nel tentativo di qualificare l’accesso alla professione forense, ha innovato – tra le altre cose – anche le regole che presiedono all’esame di stato successivo al tirocinio.

Bocciato il tentativo di istituire un unico esame nazionale, rimane l’articolazione su base distrettuale. Esso si compone di tre prove scritte e una orale.

 

Le prove scritte

Le prove scritte restano tre, di cui:

due pareri motivati (in materia civile e penale)

– ed un atto giudiziario (a scelta, in materia civile, penale o amministrativa).

I candidati potranno munirsi di testi normativi “puri”, ossia senza commento. Sarà quindi ammesso l’ausilio dei soli testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali.

A tal fine, i testi di legge portati dai candidati per la prova dovranno – dice la legge – essere controllati e vistati nei giorni anteriori all’inizio della prova stessa e collocati sul banco su cui il candidato sostiene la prova.

Inutile dire che sarà interdetto l’utilizzo o anche la semplice detenzione di strumenti di telecomunicazione (vedi smartphone), pena l’immediata esclusione.

Attenzione: per chi verrà sorpreso a far copiare i colleghi in difficoltà, attraverso l’ingresso illecito di materiali riferibili al tema d’esame, è prevista addirittura la reclusione fino a tre anni! La genericità con cui è formulata la norma la rende applicabile anche all’ipotesi di chi, collegandosi con uno strumento elettronico, ottenga dall’esterno la soluzione della prova.

Non è invece sanzionata penalmente, né altrimenti tipizzata come illecito, la condotta di chi imiti altri testi, che sarà dunque solo suscettibile di una censura di merito.

Per superare la prova scritta bisogna conseguire un punteggio complessivo di almeno 90 punti e un

punteggio non inferiore a 30 punti in ciascuna prova.

L’esame orale

All’esito del superamento della fase scritta, si passa all’esame orale.

Per quest’ultima prova bisognerà preparare necessariamente sette materie, di cui:

5 prestabilite e fisse (ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale);

2 a scelta del candidato (tra le seguenti materie: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario).

La prova si supera riportando un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna materia.

Le commissioni di esame

Le commissioni di esame sono nominate dal Ministero della giustizia e sono composta da cinque membri effettivi e cinque supplenti (dei quali: tre effettivi e tre supplenti sono avvocati designati dal CNF tra gli iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, uno dei quali la presiede; un effettivo e un supplente sono magistrati in pensione; un effettivo e un supplente sono professori universitari o ricercatori confermati in materie giuridiche).

Poi, presso ogni sede di corte d’appello, è nominata una sottocommissione avente composizione identica alla commissione di cui si è appena detto.

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6 Commenti

  1. Vorrei solo chiedere a chi ha contribuito alla stesura di tale riforma( presumo vi siano anche degli avvocati) ma loro come hanno sostenuto l’esame? suppongo che ai loro tempi fosse molto più semplice.
    Allora mi chiedo, prechè dobbiamo pagare noi nuove leve per anni di imbrogli e facilitazioni??
    Ancora più semplice: come pensano si possa redigere un parere motivato senza l’ausilio della giurisprudenza che aiuti a supportare la nostra tesi?
    In ultimo: chi riuscirà a prendere un minimo di 30 30 e 30?
    I praticanti che non hanno santi in paradiso o compiti nel casseto, ma che si dedicano con impegno a questa professione, hanno ben poco da sperare per il futuro

  2. Bisognerebbe chiedere ai signori avvocato
    I che hanno contribuito alla riforma se questa e’ una vendetta, oppure hanno paura che la nuova generazione, con la grande preparazione nel campo forense, li mandi tutti a coltivare i campi…..

    Maria Teresa

  3. È’ una porcata da lobbisti, i politici come possono aver lasciato passare una riforma del genere, ah forse perché’ in parlamento sono tutti avvocati..

  4. Si può andare in Spagna ma Cepu chiede 30.000 euro. In Romania ne chiedono 5.000 euro. Da monitorare la Croazia da quando è entrata nella UE perché i croati parlano anche l’italiano…

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