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Invalidità diabete: come ottenerla

29 Luglio 2018 | Autore:
Invalidità diabete: come ottenerla

Qual è la percentuale d’invalidità per chi soffre di diabete? Come essere dichiarati invalidi per diabete? Come si fa ricorso in tribunale?

Sicuramente saprai, almeno per sommi capi, cos’è il diabete e cosa comporta soffrirne. Probabilmente sarai anche al corrente del fatto che il diabete conferisce il diritto ad ottenere l’invalidità civile. La legislazione italiana, infatti, si preoccupa di tutelare tutte quelle persone che, a causa della loro patologia, non possono accedere al mondo del lavoro, oppure possono farlo ma a condizioni decisamente svantaggiate; ugualmente, sono tutelati coloro che non possono svolgere le attività tipiche della propria età. È la stessa Costituzione ad imporre allo Stato di aiutare tutti coloro che, per via della loro inabilità, senza un adeguato intervento non possono godere delle stesse opportunità di tutti gli altri. Tra gli strumenti principali di protezione dei soggetti svantaggiati v’è proprio l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia; tra queste ultime rientra senz’altro il diabete. Trattasi di una malattia diffusa e particolarmente subdola, le cui conseguenze sono spesso sottovalutate. Per fortuna, oggi la medicina ha fatto passi da gigante e anche le commissioni mediche chiamate a valutare il grado d’invalidità del malato tengono in debita considerazione tale patologia. Ciononostante, ottenere l’invalidità soffrendo solamente di diabete non è così semplice: a meno che quest’ultimo non si trovi in uno stadio avanzato, non sempre è sufficiente ad ottenere un grado di invalidità idoneo a tutelare chi ne soffra. Se anche tu hai il diabete oppure sei semplicemente interessato a sapere qualcosa in più su questo argomento, continua a leggere questo articolo: scopriremo insieme come ottenere l’invalidità per diabete.

Invalidità civile: cos’è?

Prima di affrontare direttamente il tema dell’articolo («Invalidità diabete: come ottenerla»), spendiamo qualche parola a proposito dell’invalidità. Di cosa si tratta? L’invalidità civile (così denominata per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro) è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1].

Invalidità civile: a chi spetta?

Perché l’invalidità civile sia riconosciuta (con conseguenti benefici) è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè: che la malattia venga accertata da un’apposita commissione; che la patologia risulti essere davvero invalidante.

Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Invalidità civile: percentuali e agevolazioni

Prima di passare a vedere come ottenere l’invalidità per diabete, spieghiamo perché è così importante essere riconosciuti invalidi civili. Vediamo perciò quali agevolazioni sono riconosciute all’invalido civile. I benefici che la legge prevede a favore di chi è dichiarato invalido civile variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Schematicamente, quindi, possiamo così sintetizzare:

  1. invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima): prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche;
  2. invalidità pari o superiore al 46%: iscrizione al collocamento mirato;
  3. invalidità pari o superiore al 50%: congedo straordinario per cure (se previsto dal Ccnl);
  4. invalidità pari o superiore al 67%: esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale.
  5. invalidità pari o superiore al  74%: assegno mensile di assistenza;
  6. invalidità pari al 100%: pensione d’inabilità.

Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dai requisiti economici (cioè dal reddito).

Diabete: cos’è?

il diabete è una malattia cronica che presenta elevati livelli di glucosio nel sangue e che è provocata da una quantità o da una funzione alterata dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che permette al glucosio di entrare nelle cellule e di servire da fonte energetica al nostro corpo. Se questo meccanismo si blocca o si altera, il glucosio si accumula in eccesso nel sangue, con conseguenze anche molto gravi: tra le altre cose, ad esempio, il diabete incrementa il rischio di insorgenza di malattie cardio-vascolari, soprattutto retinopatie, glomerulopatie e neuropatie, dovute ad un ispessimento della parete vascolare e ad un insufficiente irrorazione sanguigna. Infatti, tra gli effetti dell’iperglicemia c’è anche la riduzione del nutrimento destinato al cervello. A questo proposito, numerosi studi hanno dimostrato che le persone diabetiche sono esposte al morbo di  Alzheimer in maniera molto maggiore rispetto agli altri individui.

Il diabete, quindi, può provocare problemi di salute anche molto gravi, e comunque quasi sempre comporta un cambiamento notevole nello stile di vita di chi ne soffre. Il diabete deve essere gestito e tenuto sotto controllo costantemente. Se la patologia non presenta gravi complicanze, il diabetico è in grado di svolgere normalmente la sua attività lavorativa, anche se ha comunque bisogno di spazi propri per le terapie e per tenere sotto controllo la sua salute.

Diabete: qual è la percentuale di invalidità?

Il diabete rientra tra le patologie previste dalla legge nelle apposite tabelle ministeriali [3] al fine del riconoscimento dell’invalidità civile. In particolare, è prevista una percentuale di invalidità diversa a seconda del tipo di diabete patito dal malato:

  • diabete mellito di tipo 1 o 2 con complicanze micro-macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado: invalidità riconosciuta dal 41% al 50%;
  • diabete mellito insulino-dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante la terapia: invalidità dal 51% al 60%;
  • diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva: invalidità dal 91% al 100%.

Come ottenere l’invalidità per diabete?

Giungiamo finalmente all’argomento più interessante: come ottenere l’invalidità per diabete? Innanzitutto, bisogna sapere che il grado di invalidità di una persona viene valutato ed, eventualmente, riconosciuto da un’apposita commissione medica la quale, sulla scorta delle tabelle ministeriali sopra citate, stabilisce il grado di invalidità relativamente alla patologia della persona.

Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile per diabete deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps.

Quindi, colui che è affetto da diabete, se ritiene che questa malattia gli comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, deve seguire questi semplici passaggi:

  1. recarsi dal proprio medico di famiglia e farsi rilasciare apposito certificato medico che attesti la presenza del diabete e/o di più patologie presumibilmente invalidanti. Il certificato ha un costo che si aggira mediamente intorno ai cinquanta euro;
  2. inoltrare il certificato medico, insieme alla domanda con la quale si chiede l’invalidità civile, all’Inps territorialmente competente. La domanda deve essere inviata telematicamente, accedendo alla propria area personale tramite codice pin, oppure affidandosi ad un patronato, il quale provvederà gratuitamente.

Invalidità diabete: qual è la procedura?

Inviata la domanda, l’Inps fissa la data della visita che il richiedente dovrà sostenere presso la propria sede. Normalmente, a meno che non si tratti di patologie gravissime (ad esempio, di natura oncologica), la convocazione a visita non giungerà prima di qualche mese. Si tratta di una stima approssimativa, variabile a seconda del carico di lavoro che grava sull’Inps territorialmente competente. Se la forma di diabete di cui soffre il malato è particolarmente grave, allora la data della visita potrebbe essere fissata anche a breve. La commissione medica che esaminerà il richiedente dovrà valutare la gravità del diabete e la capacità di quest’ultimo di ridurre la capacità lavorativa dell’invalido oppure di impedirgli gli atti della vita quotidiana.

Invalidità diabete: cosa fare se non viene concessa?

Abbiamo detto che per essere dichiarati invalidi per diabete occorre inoltrare telematicamente apposita domanda all’Inps; l’ente provvederà a convocare il richiedente presso la propria sede per effettuare la visita medica. Cosa accade se, a seguito di questa, l’invalidità non viene riconosciuta, oppure viene riconosciuta in un grado minore a quello che si ritiene debba spettare?

La persona alla quale è stata negata l’invalidità per diabete oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [4]. È necessaria l’assistenza di un avvocato. Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ricorso di merito [5] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice la nomina di nuovo consulente tecnico. Solo all’esito del processo il giudice stabilirà se il richiedente ha diritto o meno all’invalidità per diabete.


note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[4] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[5] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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