Diritto e Fisco | Editoriale

A che serve la tessera sanitaria?

19 Agosto 2018 | Autore:
A che serve la tessera sanitaria?

Una carta multiuso dalla visita medica alla detrazione dei farmaci, dalla consultazione della posizione Inps all’acquisto di sigarette. E presto, altre novità.

Pensare che la tessera sanitaria serve solo a prenotare un esame o una visita specialista è piuttosto riduttivo. Da qualche tempo, infatti, quel pezzetto di plastica, prima marroncino e ora blu, dotato di un chip, ha altre funzioni che conviene tenere presenti. Da quelle di tipo fiscale per risparmiare qualche soldo in tasse a quelle, diciamo così, più «pratiche» per dimostrare la maggiore età per comprare le sigarette in un distributore automatico o giocare alle slot machine, secondo quanto previsto dal decreto Dignità del Governo. Senza dimenticare che, in quanto di Carta nazionale dei servizi, consente l’accesso ad alcuni servizi della Pubblica amministrazione. Chiedersi, dunque, a che serve la tessera sanitaria e quali sono le sue funzioni significa trovare più risposte di quelle che si possono dare per scontate.

Per certe finalità, come acquistare dei farmaci o prenotare una visita medica, basta esibirla. Per altri usi, come consultare un servizio della Pubblica amministrazione o del Fisco, è necessario avere un codice Pin e un codice Puk oppure un apposito lettore di smart card che consente l’accesso online ai portali dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps.

La tessera sanitaria serve anche per avere la garanzia di una prestazione sanitaria nell’Unione europea ed in altri Paesi del Vecchio Continente convenzionati con l’Italia. Se sei all’estero in vacanza o per una breve trasferta di lavoro, dunque, sei coperto in caso di malessere o di malore improvviso.

Ecco, allora, a che serve la tessera sanitaria e che cosa bisogna fare per poterla utilizzare al 100 percento.

Tessera sanitaria: che cos’è

Qualcuno, forse, se la ricorderà ancora cartacea. Era una sorta di libretto marroncino con il simbolo della Regione di appartenenza sul frontispizio e, all’interno, i dati dell’assistito. Poi è arrivata la tessera di plastica più o meno dello stesso colore, simile ad una carta di credito o a un Bancomat con già inserito un chip per immagazzinare all’interno alcuni dati dell’utente. Infine, ecco l’attuale tessera sanitaria diventata anche Carta nazionale dei servizi, sempre dotata di chip ma con alcune peculiarità che la rendono ancora più completa.

La tessera sanitaria è un documento che viene rilasciato automaticamente e gratuitamente dallo Stato ad ogni cittadino allo scopo di garantirgli l’assistenza sanitaria a cui ha diritto nel territorio italiano, nei Paesi dell’Unione europea ed in quelli che hanno un accordo con il nostro Paese e cioè:

  • Norvegia;
  • Islanda;
  • Liechtenstein;
  • Svizzera.

La tessera viene inviata a casa dell’assistito pochi giorni dopo la sua nascita: una volta che il neonato è stato registrato all’anagrafe comunale, infatti, parte la procedura automatica per elaborare prima il codice fiscale e poi la tessera sanitaria (che conterrà, appunto, il codice fiscale). Significa, insomma, che non ci sarà bisogno di portare addosso due tesserini (cf e tessera sanitaria) poiché è tutto compreso in un solo «pezzo di plastica». Non è richiesta l’attivazione: nel momento in cui arriva a casa, il documento è già utilizzabile.

Questa prima tessera è valida per un anno dalla nascita del bambino, dopodiché i genitori devono richiedere per lui una seconda tessera che scadrà quando il piccolo compirà i 7 anni, sempre che abbiano:

  • iscritto il figlio al Servizio sanitario nazionale;
  • scelto il pediatra di base.

Successivamente, e per chi ha diritto alla tessera sanitaria in modo illimitato, si manterrà la scadenza dei 6 anni.

La tessera sanitaria contiene il chip e una banda magnetica con i dati dell’utente (anagrafici e di residenza) ed un codice a barre con il codice fiscale. Quest’ultimo sarà indispensabile, ad esempio, in farmacia al momento di acquistare dei medicinali e chiedere lo scontrino parlante su cui viene riportato il codice fiscale per usufruire delle detrazioni fiscali del 19% in sede di dichiarazione dei redditi. Da un punto di vista sanitario, dunque, la tessera è necessaria per accedere alle prestazioni del Ssn: visite specialistiche o ambulatoriali, esami di laboratorio, esami strumentali, ecc.

Tessera sanitaria: la Team per l’Europa

La Team altro non è che la Tessera europea assistenza malattia ed è la parte posteriore, cioè il retro, della tessera sanitaria. Quella che, come abbiamo spiegato prima, consente di avere l’assistenza in un Paese dell’Ue o in uno di quelli convenzionati con l’Italia. Basta, dunque, esibire la Team al medico o alla struttura sanitaria estera a cui ti sei recato per essere curato.

Ci sarà da pagare solo un eventuale ticket a tuo carico e, quindi, non rimborsabile. Può capitare, però, che ti trovi in un Paese dove c’è l’assistenza sanitaria indiretta, come in Francia o in Svizzera. Significa che devi pagare la prestazione e poi chiedere il rimborso all’autorità competente in loco (LaMal in Svizzera e Cpam in Francia) oppure alla tua Asl di competenza quando rientri a casa. Servono, però, le ricevute e la documentazione sanitaria per poter ottenere il rimborso.

La Team non è valida per cure programmate all’estero che non abbiano l’autorizzazione dell’Asl.

La tessera sanitaria come Carta nazionale dei servizi

Ma, come dicevamo, la tessera sanitaria è anche una Carta nazionale dei servizi utilizzabile per applicazioni diverse dalla sfera della salute. Consente, infatti, di comunicare con la Pubblica amministrazione per risolvere da casa alcune pratiche burocratiche, tra cui quelli dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps. In alcune regioni è possibile utilizzarla anche per altri servizi come domande di finanziamenti, dote scuola, domanda di sostegno per l’inserimento nel mondo del lavoro, ecc. In questo caso, però, è necessario attivare la tessera, a differenza di quando la si deve usare nell’ambito del servizio sanitario.

Senza bisogno di registrarsi ad alcunché, la tessera sanitaria o Carta nazionale dei servizi viene già utilizzata in altri contesti, come ad esempio per comprare le sigarette nei distributori automatici. Attraverso i dati inseriti nella tessera, infatti (come abbiamo detto c’è il proprio codice fiscale), il distributore riconosce se chi vuole fare l’acquisto è maggiorenne oppure no.

Lo stesso concetto è alla base della stretta che il Governo vuol dare ai giochi attraverso il decreto Dignità. Se tutto viene confermato, dal 2020 per puntare sulle slot machine servirà la tessera sanitaria. Lo scopo, appunto, è sempre quello di verificare la maggiore età del giocatore.

Come attivare la Carta nazionale dei servizi

Per attivare la tessera sanitaria come Carta nazionale dei servizi è necessario munirsi di:

  • un lettore di smart-card;
  • i codici Pin e Puk di accesso.

I codici si ottengono presso uno degli sportelli regionali abilitati presentando la tessera sanitaria e un documento di identità.

Il driver necessario per utilizzare la tessera online cambia a seconda del tipo di carta (Atos, Actalis, Oberthur). Qui puoi trovare i vari modelli. Sui siti delle Regioni ci sono i requisiti tecnici minimi ed i manuali operativi a seconda del sistema operativo installato sul tuo computer.

In caso di smarrimento o di deterioramento, è possibile chiedere un duplicato anche online collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate.

Tessera sanitaria scaduta: cosa fare?

Di norma non bisogna fare nulla: a ridosso della scadenza della tessera sanitaria, l’Agenzia delle Entrate provvede ad inviare il nuovo documento all’assistito. Può darsi, però, che questo non succeda per:

  • un errore nella comunicazione del codice fiscale: l’Agenzia non riesce a risalire all’identità del contribuente. Basta recarsi in uno degli sportelli delle Entrate per fare una verifica;
  • la mancata iscrizione all’Asl: basta recarsi nella sede territoriale dell’Asl per fare una verifica;
  • il cambio di residenza dell’assistito poco prima della scadenza della tessera: basta recarsi in uno sportello dell’Agenzia delle Entrate per verificare se risulta la comunicazione del cambio di residenza.

Ad ogni modo, se il documento nuovo non arriva, si deve fare richiesta all’Asl di un certificato sostitutivo da utilizzare in caso di necessità finché non si riceverà la busta chiusa con la tessera sanitaria rinnovata. Sarà l’Asl a comunicare al Servizio Tessera Sanitaria la richiesta del rinnovo e di spedizione della carta a casa.



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