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Invalidità tumore: come ottenerla

20 Agosto 2018 | Autore:
Invalidità tumore: come ottenerla

Cos’è l’invalidità civile? Qual è la percentuale d’invalidità per chi soffre di tumore? Come essere dichiarati invalidi per tumore? Come fare ricorso in tribunale?

Purtroppo sarai sicuramente a conoscenza di quella terribile patologia che, giustamente, è stata denominata il male del secolo: ancora oggi, nonostante i passi da gigante fatti dalla medicina, il tumore miete numerosissime vittime. Si tratta di una malattia spesso lunga e invalidante, che costringe chi ne è affetto a seguire cicli terapeutici debilitanti, con gravi ripercussioni sul proprio lavoro e sullo stile di vita. Probabilmente saprai anche che il tumore conferisce il diritto ad ottenere l’invalidità civile. La legislazione italiana, infatti, si preoccupa di tutelare tutte quelle persone che, a causa della loro patologia, non possono accedere al mondo del lavoro, oppure possono farlo ma a condizioni decisamente svantaggiate; ugualmente, sono tutelati coloro che non possono svolgere le attività tipiche della propria età. È la stessa Costituzione ad imporre allo Stato di aiutare tutti coloro che, per via della loro inabilità, senza un adeguato intervento non possono godere delle stesse opportunità di tutti gli altri. Tra gli strumenti principali di protezione dei soggetti svantaggiati v’è proprio l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia; tra queste ultime rientra senz’altro il tumore. Ciononostante, ottenere l’invalidità non è sempre facile: la commissione medica chiamata a valutare la patologia dovrà valutare la concreta incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa del richiedente oppure sulla sua possibilità di vivere dignitosamente. Se sei interessato a conoscere qualcosa in più su questo argomento, continua a leggere questo articolo: scopriremo insieme come ottenere l’invalidità per tumore.

Invalidità civile: cos’è?

Prima di vedere come ottenere l’invalidità per tumore, spieghiamo brevemente cos’è l’invalidità. Di cosa si tratta? L’invalidità civile (così denominata per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro) è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1].

Invalidità civile: requisiti

Perché l’invalidità civile sia riconosciuta (con conseguenti benefici) è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè: che la malattia venga accertata da un’apposita commissione; che la patologia risulti essere davvero invalidante.

Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Invalidità civile: quali sono le agevolazioni?

Prima di passare a vedere come ottenere l’invalidità per tumore, spieghiamo perché è così importante essere riconosciuti invalidi civili. I benefici che la legge prevede a favore di chi è dichiarato invalido civile variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Per le percentuali più basse, invece, sono previste:

  1. prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche, per chi abbia un’invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima):
  2. iscrizione al collocamento mirato per un’invalidità pari o superiore al 46%;
  3. congedo straordinario per cure (se previsto dalla contrattazione collettiva), nel caso in cui sia riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 50%;
  4. esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale, quando l’invalidità è pari o superiore al 67%;
  5. assegno mensile di assistenza per invalidità pari o superiore al  74%;
  6. pensione d’inabilità per invalidità pari al 100%.

Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dai requisiti economici (cioè dal reddito).

Tumore: cos’è?

Il tumore è una patologia che, nelle sue forme più gravi, può condurre alla morte. Non esiste una definizione unica di tumore, poiché esso si sviluppa diversamente a seconda degli organi o dei tessuti che intacca, nonché in base ad una serie di fattori che nemmeno la medicina ha ancora scoperto; tuttavia, se dovessimo rintracciare dei caratteri comuni, potremmo definire il tumore come quella malattia in cui una cellula dell’organismo muta il proprio dna iniziando a moltiplicarsi senza limiti.

All’origine del cancro c’è un accumulo di mutazioni, cioè di alterazioni, nei geni che regolano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule. Alcune di queste mutazioni, accumulatesi in tempi più o meno lunghi, possono anche essere ereditarie; è tuttavia molto raro che tali alterazioni genetiche siano sufficienti allo sviluppo del tumore. Nella grande maggioranza dei casi occorrono altre mutazioni, quelle indotte da fattori ambientali come l’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni di origine chimica, fisica o virale: si pensi al fumo di sigaretta, all’amianto, ad alcune sostanze chimiche utilizzate nei processi industriali o generate dalla combustione di derivati del petrolio, ma anche all’alimentazione scorretta.

Tumore: qual è la percentuale di invalidità?

Il tumore rientra tra le patologie previste dalla legge nelle apposite tabelle ministeriali [3] al fine del riconoscimento dell’invalidità civile. In particolare, è prevista una percentuale di invalidità diversa a seconda della gravità della patologia oncologica:

  • per le neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale è prevista un’invalidità pari al 11%;
  • neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale è prevista un’invalidità pari al 70%;
  • neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica la legge prevede un’invalidità del 100%.

Come ottenere l’invalidità per tumore?

Come ottenere l’invalidità per tumore? Innanzitutto, bisogna sapere che il grado di invalidità di una persona viene valutato ed, eventualmente, riconosciuto da un’apposita commissione medica la quale, sulla scorta delle tabelle ministeriali sopra citate, stabilisce il grado di invalidità relativamente alla patologia della persona.

Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile per tumore deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps.

Quindi, colui che è affetto da tumore, se ritiene che questa malattia gli comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, deve seguire questi semplici passaggi:

  1. recarsi dal proprio medico di famiglia e farsi rilasciare apposito certificato medico che attesti la presenza del tumore e/o di più patologie presumibilmente invalidanti. Il certificato ha un costo che si aggira mediamente intorno ai cinquanta euro;
  2. inoltrare il certificato medico, insieme alla domanda con la quale si chiede l’invalidità civile, all’Inps territorialmente competente. La domanda deve essere inviata telematicamente, accedendo alla propria area personale tramite codice pin, oppure affidandosi ad un patronato, il quale provvederà gratuitamente.

Invalidità tumore: come funziona?

Inviata la domanda, l’Inps fissa la data della visita che il richiedente dovrà sostenere presso la propria sede; per le patologie oncologiche i tempi per la chiamata sono piuttosto brevi. La commissione medica che esaminerà il richiedente dovrà valutare la gravità del tumore e la capacità di quest’ultimo di ridurre la capacità lavorativa dell’invalido oppure di impedirgli gli atti della vita quotidiana. I parametri da seguire sono quelli indicati nella tabella ministeriale sopra richiamata.

Colui che è affetto da questa gravissima patologia potrà supportare la propria richiesta con la documentazione medica in suo possesso dalla quale si evince la gravità della neoplasia, le cure a cui si è sottoposto, gli eventuali interventi chirurgici patiti, il decorso della malattia. Tutto ciò è molto importante affinché la commissione esaminatrice possa valutare con giusta cognizione di causa le condizioni dell’ammalato.

Invalidità tumore: come fare ricorso?

Abbiamo detto che per essere dichiarati invalidi per tumore occorre inoltrare telematicamente apposita domanda all’Inps; l’ente provvederà a convocare il richiedente presso la propria sede per effettuare la visita medica. Cosa accade se, a seguito di questa, l’invalidità non viene riconosciuta, oppure viene riconosciuta in un grado minore a quello che si ritiene debba spettare?

La persona alla quale è stata negata l’invalidità per tumore oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [4]. È necessaria l’assistenza di un avvocato. Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ricorso di merito [5] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice la nomina di nuovo consulente tecnico. Solo all’esito del processo il giudice stabilirà se il richiedente ha diritto o meno all’invalidità per tumore.


note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[4] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[5] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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