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Papilloma virus umano (HPV): come si contagia?

29 Luglio 2018 | Autore:
Papilloma virus umano (HPV): come si contagia?

Le infezioni sessualmente trasmesse sono patologie sempre più diffuse che costituiscono un problema di salute pubblica talvolta sottovalutato o associato esclusivamente a categorie di persone a rischio.

Sebbene sia ormai accertata la stretta correlazione tra infezione da papilloma virus umano e carcinoma della cervice uterina, la presenza del virus non equivale a una diagnosi di tumore. È importante sapere che, anche se la presenza del virus è necessaria per lo sviluppo del tumore, al tempo stesso non è sufficiente, da sola, a determinarne lo sviluppo. Pertanto l’informazione su come si contagia il papilloma virus umano costituisce un valido ausilio nella prevenzione di questo tumore.

Conoscere il papilloma virus umano

Il papilloma virus umano è presente in tutto il mondo, si è stimato che circa il 70-80% di uomini e donne sessualmente attivi abbia contratto l’infezione.

Il papilloma virus appartiene alla famiglia dei Papillomaviridae, il cui genoma è un DNA a doppia elica. Si conoscono circa un centinaio di differenti tipi di papilloma virus identificati in base a criteri biomolecolari e classificati in cinque generi. È un virus specie-specifico in quanto può infettare solo il genere umano.

I papilloma virus non sono in grado di replicarsi autonomamente, perciò devono infettare cellule che si moltiplicano in continuazione come quelle della cute e delle mucose. Non distruggono la cellula che infettano ma la utilizzano per la propria replicazione. Una volta penetrato all’interno della cellula, il virus può rimanere allo stato latente oppure può replicarsi. L’avvenuto contagio può non dar luogo a delle lesioni evidenti ma rimanere silente a lungo. Il tempo di incubazione tra il contagio da papilloma virus umano e le manifestazioni cliniche va da pochi mesi a oltre due anni e nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve spontaneamente entro 12 mesi.

Alcuni ceppi di virus sono stati rilevati nei carcinomi del collo dell’utero, della vulva, del pene e dell’ano.

A seconda della capacità di determinare alterazioni neoplastiche vengono classificati in tre differenti gruppi:

  • a basso rischio: ceppi 6 – 11 – 42 – 43 – 44
  • a rischio intermedio: ceppi 26 – 53 – 66
  • ad alto rischio: ceppi 16 – 18 – 31 – 33 – 35 – 39 – 45

Contagio da Papilloma virus

Il virus presenta una predilezione (tropismo) per la cute e le mucose e infatti il contagio da papilloma virus umano avviene attraverso il contatto cute-mucosa, cute-cute oppure mucosa- mucosa. Il virus è resiste al calore e all’essicamento anche se non si sa per quanto tempo sopravviva al di fuori dell’organismo. Cresce bene in ambienti caldo-umidi come le zone genitali, perigenitali e la mucosa orale.

La trasmissione del virus può avvenire attraverso:

  • trasmissione sessuale (la più frequente) attraverso rapporti vaginali, anali, orali. È possibile anche il contagio attraverso il contatto mani-genitali che trasmettono l’infezione da un sito all’altro. L’attrito che si verifica durante i rapporti sessuali fa sì che frammenti di tessuto infetto passino attraverso le microabrasioni da un partner all’altro. Nella donna l’infezione si localizza prevalentemente a livello del collo dell’utero, delle piccole labbra, della vagina e dell’ano. Nell’uomo a livello pubico, del prepuzio, dell’asta e del glande. L’uso del preservativo non protegge completamente dal contagio in quanto le lesioni potrebbero trovarsi in zone non coperte dal condom. Ciò nonostante l’uso del preservativo è fortemente consigliato in previsione di lesioni subcliniche.
  • trasmissione non sessuale (5% dei casi) in luoghi ad alta promiscuità come palestre e piscine. Viene annoverata la possibilità di contagio attraverso biancheria, oggetti e strumenti medici infetti. Essendo limitato il tempo di sopravvivenza del virus all’esterno, questa modalità di contagio richiede tempi stretti;
  • trasmissione da madre a figlio durante il parto: l’infezione nel nascituro si localizza a livello congiuntivale e/o laringeo.

Il contagio da papilloma virus umano attraverso il sangue è improbabile, è invece possibile con lo sperma.

La risposta immunitaria è importante nell’insorgenza e nella progressione dell’infezione infatti, nella maggior parte dei casi, l’organismo elimina prontamente il virus.

Alcuni fattori favoriscono la persistenza dell’infezione da papilloma virus:

  • attività sessuale: inizio precoce, molteplici partner, età del primo rapporto;
  • utilizzo di contraccettivi orali;
  • fumo di sigaretta;
  • livello socio economico;
  • condizioni di immunodepressione;
  • gravidanze multiple;
  • infezione da parte di ceppi virali particolarmente oncogeni;
  • carica virale;
  • presenza di altre malattie sessualmente trasmesse.

La persistenza dell’infezione da parte del papilloma virus appartenente a un ceppo ad alto rischio è un elemento fondamentale per la possibile evoluzione neoplastica. Il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni e questo dato sottolinea l’importanza dello screening.

Infezione da papilloma virus

Clinicamente le lesioni da papilloma virus umano sono per lo più asintomatiche, raramente può esserci prurito, fastidio, lieve dolore. Si possono avere:

  • lesioni cutanee: verruche comuni o volgari delle mani e dei piedi;
  • lesioni mucose: condilomi acuminati e piani
  • lesioni mucose maligne: lesioni squamose intraepiteliali che possono progredire verso forme tumorali.

Prevenzione del contagio

La prevenzione del contagio consiste nella prevenzione primaria (vaccino anti HPV) e nella prevenzione secondaria (Pap-test).


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