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Dirette calcio: addio all’esclusiva

16 Novembre 2011 | Autore:
Dirette calcio: addio all’esclusiva

La Corte di Giustizia europea ha ritenuto illegittima la vendita esclusiva, su base territoriale, delle dirette calcio.

Con una storica sentenza [1], la Corte di Giustizia dell’U.E. ha stabilito che la vendita “su base territoriale” dei diritti televisivi degli incontri di calcio è illegittima.

Clamoroso al Cibali!” diceva Sandro Ciotti nel ’61, commentando la vittoria del piccolo Catania contro l’Inter di Herrera. E forse oggi, dall’alto di una nuvola, il compianto giornalista sta dicendo la stessa cosa di Karen Murphy, proprietaria di un pub di Portsmouth, che ha appena vinto la sua battaglia legale contro i colossi della diffusione del calcio in Europa.

Per ogni stato dell’Unione Europea c’è una lega calcistica. E, in passato, ognuna di esse vendeva i diritti TV del proprio campionato a un solo concessionario per Paese, il quale aveva di conseguenza l’esclusiva sul proprio territorio nazionale.

La signora Murphy, invece, per proiettare le partite della Premier Leaugue nel proprio locale, aveva acquistato una scheda e un decoder di una pay-tv greca, piuttosto che rivolgersi a Sky, esclusivista sul territorio inglese. Ciò in quanto i costi della concorrente ellenica erano più contenuti. Con l’unica controindicazione della telecronaca in greco!

Condannata in prima battuta dall’Alta Corte Britannica a una sanzione di 8.000 sterline, la donna si è rifatta con gli interessi grazie alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea.

Quest’ultima, infatti, ha dichiarato pienamente legittimo il comportamento della sig.ra Murphy. I Giudici di Lussemburgo hanno stabilito che “una normativa che vieti l’importazione, la vendita o l’utilizzazione di schede di decodificazione straniere è contraria alla libera prestazione dei servizi”, ossia a una delle libertà fondamentali della Comunità Europea. Una limitazione di tale tipo – prosegue la Corte – non potrebbe giustificarsi neanche al fine di tutelare i diritti di proprietà intellettuale o di favorire la presenza del pubblico sugli spalti. Ciò in quanto – si legge nella sentenza – gli incontri sportivi “non possono essere considerati creazioni intellettuali proprie di un autore”.

Dunque, da oggi qualsiasi scheda di uno degli Stati membri potrà essere importata, venduta e utilizzata in tutti gli altri ventisette Paesi dell’Unione. Il consumatore avrà quindi una maggiore scelta, potendo optare per offerte più convenienti rispetto a quelle proposte dall’ormai ex esclusivista sul territorio. Inevitabilmente i colossi della distribuzione come Sky subiranno un ribasso degli introiti. Ma, per una volta, vince Davide contro Golia.


 


note

[1] Sentenza del 04.10.2011 n. C-403/08


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