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Accertamenti fiscali: i controlli sui contribuenti

30 Luglio 2018
Accertamenti fiscali: i controlli sui contribuenti

Le banche dati di controllo dell’evasione: così Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza controllano gli italiani.

In un periodo in cui si parla tanto di evasione e di uso capillare delle nuove tecnologie è impossibile non chiedersi quali sono gli accertamenti fiscali e i controlli sui contribuenti che derivano dall’utilizzo delle banche dati in possesso dell’amministrazione finanziaria. Non parliamo più delle vecchie informazioni che aveva il direttore dell’ufficio sulla base della conoscenza del territorio e del contatto con gli “informatori”. Oggi tutto è in mano ai computer, alle connessioni tra gli archivi centrali e periferici, la cui memoria sopravvive certo a quella del singolo incarico e, anzi, si ingigantisce col tempo ed impara da se stessa. Sicuramente la PA, per quanto informatizzata, è ancora lontana dal potersi definire un “Grande Fratello”, tant’è che la stessa Corte dei Conti ha più volte bacchettato l’Agenzia delle Entrate di non saper far buon uso delle anagrafi digitali. Il numero di accertamenti fiscali e di controlli sui contribuenti che originano dall’archivio telematico dei conti correnti è ancora troppo basso per costituire un serio nemico per l’evasione. Tuttavia, possiamo dire di trovarci ormai in un’epoca dove i dati dei cittadini sono ormai schedati e corrono lungo le connessioni dell’etere.

Esistono, allo stato attuale, ben 20 banche dati digitali che spiano i contribuenti: 20 archivi che, collegati telematicamente tra loro, sono in grado di fornire all’amministrazione finanziaria strumenti per scovare le bugie degli italiani. Ma non solo: i dolori vengono quando la legge attribuisce alle risultanze di tali controlli un valore presuntivo onerando il cittadino dell’onere della prova contraria. In pratica, è come se per il fisco fossimo tutti evasori, salvo coloro che possono dimostrare il contrario. Detta così, l’affermazione può sembrare estrema e non corrispondente al dettato della legge. Ma di fatto chi si trova a dover rispondere a una lettera di chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sa bene che, se non riuscirà ad essere convincente in questa fase, dovrà vedersela poi col giudice.

Di tanto ci occuperemo in questo articolo: parleremo, più nel dettaglio, degli accertamenti fiscali e dei controlli sui contribuenti che avvengono tramite banche dati telematiche. Approfondiremo nomi e funzionamento degli strumenti digitali di verifica e come eventualmente poter sopravvivere ad essi.

Accertamenti e controlli fiscali: l’Anagrafe tributaria

Il cervellone per eccellenza dell’Agenzia delle Entrate si chiama Anagrafe tributaria. Essa contiene i dati sui redditi e sulle dichiarazioni periodiche presentate dai cittadini. Ogni soggetto che ha un codice fiscale è censito all’interno di essa. In verità, le informazioni più rilevanti derivano dall’intestazione di beni (case, auto, ecc.) o dalla percezione di redditi (lavoro dipendente, autonomo, pensioni, emissione di fatture, ecc.). Questi dati, combinati tra loro, possono generare delle sintesi particolarmente interessanti e fornire all’Agenzia gli strumenti per passare al setaccio le evasioni. Si pensi agli accertamenti sintetici che scattano quando vi è una discrepanza di oltre il 20% tra reddito dichiarato ed acquisti eseguiti (evidentemente superiori).

L’Anagrafe tributaria costituisce il sistema informativo che, per ciascun soggetto, raccoglie ed elabora i dati e le notizie aventi rilevanza ai fini tributari.

Il nucleo dell’intero sistema informativo dell’Anagrafe tributaria è l’Archivio Anagrafico o Archivio dei codici fiscali e delle partite IVA a partire dal quale si innestano tutte le informazioni che afferiscono ad un medesimo soggetto nel sistema della fiscalità (dichiarazioni, atti, proprietà, versamenti, accertamenti, ruoli, ecc.) e che affluiscono all’Anagrafe da fonti esterne, finalizzate alla verifica dei dati dichiarati e della reale capacità contributiva del soggetto.

Ma quali sono i soggetti schedati nell’Anagrafe tributaria? Sono iscritti all’Anagrafe tributaria tutti i soggetti cui si riferiscono le informazioni nella stessa contenute, siano essi persone fisiche o giuridiche, associazioni e altre organizzazioni di persone o di beni prive di personalità giuridica o che comunque abbiano richiesto l’attribuzione di un numero di codice fiscale (codice che è la stessa Anagrafe tributaria a generare).

Le informazioni contenute nella banca dati dell’Anagrafe tributaria provengono:

  • dalle dichiarazioni, denunce e comunicazioni trasmesse all’amministrazione finanziaria dai contribuenti e dai relativi accertamenti;
  • dalle comunicazioni di determinati dati da parte di soggetti terzi.

Cosa contiene l’anagrafe tributaria? Le informazioni sono a largo spettro: si va dalle informazioni fornite dagli operatori finanziari in merito alle operazioni effettuate dalla clientela ai dati comunicati dalle assicurazioni sui contratti e premi nonché sulle somme erogate per sinistri; dalle informazioni fornite dagli enti previdenziali e assistenziali (erogazione di pensioni e sussidi) ai dati relativi ai contratti di somministrazione di energia elettrica, acqua, gas e i contratti di servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare; dalle comunicazioni degli ordini e degli altri enti e uffici preposti alla tenuta di albi, registri ed elenchi istituiti per l’esercizio di attività professionale e di lavoro autonomo ai dati contenuti nelle Camere di Commercio (domande di iscrizioni, variazioni e cancellazioni).

Leggi anche I controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Alcune informazioni pervengono all’Anagrafe tributaria dai Comuni, i quali possono segnalare dati e notizie, desunti da fatti, certi, indicativi di capacità contributiva relativi a persone fisiche e soggetti diversi che si trovino, possiedano beni o svolgano attività nel rispettivo territorio.

Le informazioni contenute nell’Anagrafe tributaria sono strumentali all’attività di accertamento e controllo dell’evasione fiscale svolte dall’Amministrazione finanziaria.

Oltre all’utilizzo nell’ambito delle indagini finanziarie, tali informazioni sono utilizzate sia per selezionare soggetti da sottoporre a controllo sia nell’ambito di procedimenti già avviati.

Grazie all’Anagrafe tributaria, l’Agenzia è in grado di eseguire i cosiddetti controlli incrociati che consentono di rilevare le evasioni sulla base delle dichiarazioni presentate dai soggetti con cui il contribuente ha avuto rapporti commerciali e non.

L’Anagrafe tributaria può inviare questionari a qualsiasi soggetto, richiedendo la presentazione di allegati alle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA allo scopo di acquisire o verificare gli elementi di identificazione necessari per l’attribuzione del numero di codice fiscale, nonchè gli altri dati utili per una completa individuazione del soggetto ovvero ai fini dell’accertamento di tributi o contributi.

Probabilmente ti starai chiedendo quali contribuenti rischiano di più un controllo: come abbiamo già spiegato in passato, non c’è soggetto che non possa essere “spiato”, anche perché, dati alla mano, una gran fetta di evasione deriva da soggetti che non sono né professionisti né imprenditori (un tempo invece considerati evasori per antonomasia).

Archivio dei rapporti finanziari

Il secondo strumento di controllo dei contribuenti per antonomasia è l’Archivio dei rapporti finanziari (anche detto Anagrafe dei conti correnti). Si tratta di un database alimentato dai dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate da banche e Poste riguardanti i rapporti in essere con la clientela: conti correnti, movimentazioni, saldo, accrediti e addebiti, prelievi e bonifici, conto titoli, cassette di sicurezza, investimenti, ecc.

Grazie all’Archivio dei rapporti finanziari, l’Agenzia delle Entrate è in grado di vedere cosa succede all’interno dei conti correnti dei contribuenti. Non si deve dimenticare che per tutti i versamenti o bonifici ricevuti vige una presunzione di reddito: significa che se quella cifra non è stata dichiarata o non ha una corrispondente scrittura contabile è fonte di un accertamento: l’ufficio chiede al contribuente chiarimenti e questi è tenuto a dimostrare che non si tratta di reddito imponibile (perché già tassato alla fonte o, come nel caso di donazioni, esente).

Le informazioni contenute nell’Archivio dei rapporti finanziari sono utilizzabili per le attività connesse alla riscossione esattoriale dall’Agenzia Entrate Riscossione nel momento in cui deve procedere al pignoramento delle somme depositate sul conto, nonchè da organi diversi dall’amministrazione finanziaria per l’espletamento degli accertamenti finalizzati alla ricerca e all’acquisizione della prova e delle fonti di prova nel corso di un procedimento penale.

Amico plus

Nonostante la parola, Amico è tutt’altro che un compagno di merenda dei contribuenti. Si tratta in realtà dell’acronimo di Applicativo Monitoraggio Indagini e Consuntivazione (in realtà dovrebbe essere quindi A.M.I.C.O.). Si tratta di una piattaforma creata da Sogei su input del comando generale e della Componente speciale della Guardia di Finanza. Amico plus sintetizza tutti gli enti dell’analisi di rischio e consente l’integrazione con gli altri database dell’Anagrafe tributaria.

Cete

Anche la parola Cete è un acronimo e sta per Controllo Economico del Territorio. Essa comprende le notizie e le informazioni raccolte dalle pattuglie della Guardia di Finanza e consente di rilevare la proprietà di beni mobili o immobili di valore rilevante da parte dei contribuenti con redditi dichiarati molto modesti, facendo emergere posizioni a rischio di evasione.

Pigrecoweb

Pigreco non c’entra molto con la matematica. Al fisco evidentemente piace usare le iniziali. Pigreco sta per Procedura Integrata Gestione Ricerche Elettroniche Complesse. Si tratta di una piattaforma web che comprende informazioni costantemente aggiornate e arricchite grazie alle quali possono essere organizzate azioni e percorsi operativi di prevenzione e repressione dell’evasione.

Spesometro integrato

Lo Spesometro contiene tutti i dati su fatture emesse e ricevute. Esso consente l’analisi e la selezione di contribuenti a maggior rischio evasione.

Sonore

Sonore (Soggetti non residenti) è una banca dati che controlla le persone fisiche e tenta di sgominare le false residenze all’estero. Essa monitora tutti i soggetti non residenti formalmente iscritti all’Aire, sia i non iscritti che presentano un profilo di rischio evasione.

Sister

Si tratta di un sistema di monitoraggio di informazioni ipotecarie e catastali per il controllo degli immobili posseduti dai contribuenti.

Banche dati di controllo alle imprese

Tre sono le banche dati che controllano le società e le imprese più strutturate: Ancore (Analisi dei collegamenti e delle relazioni: un software che ricostruisce i rapporti tra società e partecipanti), Infocamere (che contiene le informazioni delle Camere di Commercio) e Merce (Monitoraggio e rappresentazione del commercio estero, applicativo in mano alle Dogane che controlla gli scambi commerciali con Paesi terzi).

Banche dati di contrasto alle frodi

Contro le frodi fiscali, la Guardia di Finanza mette in moto Radar (Ricerca e analisi decisionale per l’accertamento dei redditi: contiene dati provenienti da dichiarazioni fiscali, F24, ecc.) e Arcaweb (Analisi di rischio dei contribuenti anomali: una banca dati che dà un punteggio con cui viene indicato il fattore di rischio di ogni cittadino).

Controlli sui giochi

Esistono tre banche dati di controllo del gaming: Cast, Cruscotto conti gioco e Anagrafe dei conti gioco. Si tratta di database che garantiscono il monitoraggio delle attività relative ai giochi online, a distanza e slot. Esse sono in grado di far emergere anomalie delle videolottery utilizzate in realtà per ripulire il denaro sporco, degli operatori new slot o del gioco online.

Evasione ed elusione internazionale

Le banche dati di contrasto dell’evasione ed elusione internazionale si chiamano Mint global, Mint Italy, Tp Catalyst e Orbis.

Antiriciclaggio e criminalità organizzata

Siva e Siro sono i due database di contrasto ai crimini.



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