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Le trappole del tutor

30 Luglio 2018
Le trappole del tutor

Multe: come non farsi fotografare quando si è in eccesso di velocità dai sistemi di controllo della velocità media.

Nell’epoca dove gli obiettivi fotografici non servono solo per farsi i selfie, la telecamera del tutor è diventata il peggior nemico dell’automobilista. E questo perché se è facile, in presenza dell’autovelox, frenare e poi ripartire, la stessa disinvoltura non si può avere quando c’è un controllo della velocità media: lì o si rispettano i limiti o si subisce inesorabilmente la multa. Ecco perché stiamo assistendo a un progressivo smantellamento dei vecchi box con dentro gli apparecchi che controllavano la velocità istantanea per trovare invece i più evoluti tutor: tutor che, fino all’altro ieri, abbiamo visto solo in autostrada e che ora invece sono anche a ridosso di strade statali e provinciali. Le trappole dei tutor però non si esauriscono in una loro maggiore e capillare presenza. I Comuni infatti stanno mostrando un atteggiamento più malizioso ed equivoco rispetto a Società Autostrade; e se anche è vero che l’amministrazione dovrebbe agire in modo trasparente, senza speculare sulle spalle degli automobilisti, il dubbio che accada il contrario è più che mai lecito. Ecco perché.

Tutor: l’insidia del cartello

Come noto, ogni controllo elettronico della velocità deve essere presegnalato con un apposito cartello stradale. Senza di esso – o se scarsamente visibile – la multa è illegittima. La giurisprudenza ha anche detto che, se il controllo riguarda la velocità media, ciò va indicato in modo esplicito sulla segnaletica. Questo significa che, in presenza di un tutor, non basta la scritta “Controllo elettronico della velocità» ma va rigorosamente riportata la seguente dicitura: “Controllo elettronico della velocità media”. Cosa fanno però alcuni Comuni? A volte, prima del tutor vengono piantati due o tre cartelli di preavviso, ma solo sul primo è riportata la parola “velocità media”, non sui successivi. Ciò può far cadere in equivoco chi guida che non sempre fa in tempo a leggere tutto il contenuto di un segnale stradale, specie quando è lungo come in questo caso. Leggerà con maggiore attenzione il successivo, ma sarà troppo tardi perché in esso non troverà più la parola “media”.

Facciamo un esempio. Mario sta percorrendo una strada statale a velocità di poco sopra i limiti. D’un tratto trova un cartello con scritto “Attenzione…”. Se ne accorge all’ultimo secondo. Il suo sguardo si sposta per leggere il resto dell’avviso “Controllo elettronico della….”. Il suo cervello fa in tempo ad elaborare il resto del contenuto, senza però poterlo leggere per bene poiché, nel frattempo, l’auto ha superato il segnale. Non sa quindi che dopo la parola “velocità” c’era anche “media”. Nel frattempo Mario frena prudentemente. Si guarda attorno e, questa volta a velocità più moderata, riesce a scorgere il secondo cartello che avvisa la presenza di un “controllo elettronico della velocità a 500 metri”. Questa volta però non si fa alcun riferimento alla velocità media.

Tutor: vale la tolleranza?

Ci sono alcuni Comuni che elevano le multe da tutor senza applicare la tolleranza del 5%. Questo indirizzo ha trovato anche l’avallo del giudice di pace di Nola [1] secondo il quale la norma che impone il rispetto della tolleranza si applica solo all’autovelox. Il tutor non misura la velocità istantanea ma quella media con la conseguenza che, con riferimento ad esso, l’applicazione della stessa percentuale di riduzione del 5% prevista per l’autovelox sarebbe “palesemente illegittima”. Sicuramente una interpretazione discutibile che, per il momento, non è ancora stata confermata dalla Cassazione. Di certo c’è che per piccole violazioni non conviene mai fare ricorso: grazie al pagamento della contravvenzione nei cinque giorni successivi alla multa, infatti, si può ottenere uno sconto del 30% che è sicuramente più vantaggioso del giudizio, col rischio di perdere la causa.

Tutor: la multa non è automatica

C’è da dire però che se per l’autovelox è più facile essere fotografati in caso di distrazione, il tutor consente di rallentare anche dopo essere sfrecciati davanti alla telecamera della “porta d’ingresso”. Riducendo fortemente l’andatura, difatti, non si rischia nulla visto che a rilevare è la velocità media lungo tutto il tratto di strada interessato (fino alla cosiddetta “porta di uscita”) e non quella istantanea. Peraltro, come abbiamo già spiegato nella guida Tutor: consigli per evitare le multe, il tutor non considera le curve ma il tratto di strada più breve tra due punti. Senza contare che spesso il traffico impone continue decelerazioni.

Tutor: come sapere se è davvero attivo?

Non sempre le centrali operative sono in grado di elaborare l’enorme mole di dati che proviene dalle telecamere dei tutor, specie quando in essa confluiscono le informazioni relative a più strade. Così, a volte, i tutor sulle autostrade vengono chiusi ad intervalli. Ciò soprattutto con l’avvio dei sistemi successivi a quelli che erano stati bloccati per violazione dei brevetti. In ogni caso, per chi guida cambia poco: quando si transita in corrispondenza di una postazione, non c’è alcun modo di distinguere se questa è attiva o no.


note

[1] GdP Nola, sent. n. 3767/2018.


2 Commenti

  1. Le multe arrivano a casa dopo diversi giorni dall’avvenuta infrazione. Nel frattempo l’automobilista avrà percorso vari itinerari. Come si fa, quindi, a ricordare i particolari del momento dell’infrazione relativo alla multa pervenuta?
    Ad esempio se c’erano i cartelli di preavviso oppure cosa riportava il cartello di preavviso oppure se era visibile il cartello di preavviso oppure se effettivamente si era superata la velocità ecc. ecc.

  2. Se lungo la stessa strada o autostrada che sia, incontriamo più rilevatori di velocità in diversi punti ti multano più volte ? Chi rileva la eventuale infrazione è una stessa regia per tutta quell’autostrada oppure il controllo avviene localmente, quindi sarebbe lecito mandarti più multe ? Grazie

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