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Maternità: quanto prendo?

2 agosto 2018 | Autore:


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Indennità di maternità a carico dell’Inps e integrazione a carico dell’azienda: quanto spetta alla lavoratrice dipendente?

Se sei una lavoratrice dipendente in maternità, sicuramente sai già che ti spettano 5 mesi di congedo obbligatorio, solitamente 2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi, oppure, se scegli la flessibilità, 1 mese prima del parto e i 4 mesi successivi. Questo periodo di congedo per maternità fa parte delle cosiddette assenze tutelate: si tratta, in pratica, di un periodo durante il quale, nonostante il rapporto di lavoro sia sospeso perché non è possibile svolgere la prestazione lavorativa, si ha comunque diritto alla retribuzione in quanto la causa dell’assenza è meritevole di tutela secondo la legge [1]. Tuttavia, nonostante il congedo di maternità sia indennizzato, doverti assentare ti preoccupa, perché temi che la cifra corrisposta sia inferiore all’ordinario stipendio; ti starai dunque domandando: “come indennità di maternità quanto prendo?”. A questo proposito, devi sapere che, per quanto riguarda la maternità, ad essere indennizzato integralmente è il periodo di congedo obbligatorio, mentre il periodo di congedo parentale, o maternità facoltativa, è indennizzato in modo parziale in presenza di specifiche condizioni; in assenza, non è indennizzato.

Quanto dura il congedo di maternità obbligatorio?

Il periodo di congedo per maternità obbligatorio inizia, nella generalità dei casi, dai 2 mesi prima del parto, per terminare 3 mesi dopo il parto. La durata del congedo obbligatorio va invece da un mese prima del parto ai 4 mesi successivi in caso di richiesta della flessibilità da parte della lavoratrice. Il congedo, in ipotesi specifiche (rischi per la salute della madre e del bambino), può anche essere esteso a tutta la gravidanza, e prolungato sino ai 7 mesi dopo il parto.

Chi paga la maternità?

L’indennità di maternità è pagata dall’Inps, anche se l’azienda può essere tenuta, secondo le previsioni del contratto collettivo, a corrispondere un’integrazione. Facciamo, a questo proposito, il punto della situazione sulla maternità: quanto prende la lavoratrice, come si calcola l’indennità, quali sono le giornate retribuite, in che modo l’indennità deve essere integrata dall’azienda, come deve essere pagata.

A quanto ammonta l’indennità di maternità pagata dall’Inps?

La retribuzione della dipendente, nel periodo di maternità, è riconosciuta dall’Inps, che eroga un’indennità: l’indennità dovuta dall’Inps per la maternità è pari ad una percentuale della retribuzione media giornaliera. La percentuale di retribuzione media giornaliera indennizzata dall’Inps durante il periodo di astensione obbligatoria per maternità è pari all’80%, mentre cala al 30% nei periodi di congedo parentale, o maternità facoltativa (nei casi in cui siano indennizzabili).

A quanto ammonta l’indennità di maternità pagata dal datore di lavoro?

Durante il periodo di assenza per maternità, il contratto collettivo applicato può prevedere che l’indennità erogata dall’Inps sia integrata dal datore di lavoro, sino ad arrivare al 100% della normale retribuzione. Ma come si calcola la retribuzione media giornaliera sulla cui base viene determinata l’indennità pagata dall’Inps, e l’integrazione dell’azienda?

Come si calcola la retribuzione media giornaliera per l’indennità di maternità?

La retribuzione media giornaliera si calcola in modo diverso a seconda dell’inquadramento della lavoratrice assente come operaia o impiegata:

  • se impiegata, il calcolo avviene sommando la retribuzione lorda del mese precedente ai ratei delle mensilità aggiuntive (tredicesima ed eventuale quattordicesima); il risultato così ottenuto va diviso per 30; il rateo di ogni mensilità aggiuntiva si calcola dividendo per 12 la retribuzione base, per cui se il contratto prevede sia la tredicesima che la quattordicesima, bisogna aggiungere 2 dodicesimi della retribuzione base;
  • se operaia, il calcolo avviene dividendo la retribuzione lorda del mese precedente per le giornate retribuite (solitamente 26) e sommando al risultato così ottenuto i ratei delle mensilità aggiuntive divisi per 25.

Esempio di calcolo retribuzione media giornaliera per l’indennità di maternità

Ad esempio, per calcolare la retribuzione media giornaliera di un‘impiegata che percepisce tredicesima e quattordicesima, che nel mese precedente ha ricevuto una retribuzione di 1400 euro e la cui retribuzione globale sia pari a 1450 euro, si procede in questo modo:

  • [(1400) + (1450/12) x 2] /30

In pratica, si devono dividere per 30 la somma della retribuzione del mese precedente e dei due ratei delle mensilità aggiuntive, che sono calcolati dividendo per 12 non la retribuzione del mese precedente, ma la retribuzione globale di fatto (che comprende elementi fissi e continuativi quali minimo, superminimo, scatti di anzianità…).

Se il contratto prevede un orario di lavoro distribuito in 5 giorni è necessario un ultimo accorgimento: le giornate retribuite del mese precedente devono essere moltiplicate per 1,20; ad esempio, se le giornate lavorate del mese precedente sono 20, la retribuzione lorda andrà divisa per 24 (20 x 1,20).

Quali sono le giornate di maternità indennizzate dall’Inps?

La retribuzione giornaliera così ottenuta è moltiplicata per tutti i giorni lavorativi più i sabati, per gli operai, più i sabati e le domeniche per gli impiegati. I contratti collettivi, come abbiamo detto, prevedono nella generalità dei casi che il datore di lavoro integri l’indennità.

Esempio calcolo indennità di maternità

Vediamo un esempio pratico di calcolo, per capire meglio come determinare l’indennità a carico dell’Inps e l’eventuale integrazione a carico del datore.

Ipotizziamo i seguenti dati, relativamente a una lavoratrice dipendente.

  • Qualifica: impiegata
  • Retribuzione base: 892 euro
  • Contingenza (compreso Edr) 527,90 euro
  • Terzo elemento 2,07 euro
  • Scatti periodici di anzianità 21,95 euro
  • Retribuzione lorda mese precedente 1.320,42 euro

Totale lordo o retribuzione di fatto

  • Paga base =892
  • Contingenza (+Edr) = 527,90
  • Terzo elemento= 2,07
  • Scatti di anzianità = 1×21,95= 21,95
  • Totale lordo =1.443,92

Calcolo retribuzione media giornaliera rmg

  • Retribuzione media giornaliera per mensilità ordinarie= 1320,42 (mese precedente)/30 =44,01
  • Rateo mensile per mensilità aggiuntive (1443,92/12) = 120,33
  • Rateo giornaliero per mensilità aggiuntive=120,33/30= 4,01

Retribuzione media giornaliera= 44,01+4,01×2(n° mensilità aggiuntive) = 52,03

Che cos’è la lordizzazione dell’indennità di maternità a carico dell’Inps?

Per calcolare l’indennità a carico dell’Inps, un passaggio cruciale consiste nel calcolo della lordizzazione. Sull’indennità di maternità corrisposta al lavoratore dall’Inps non sono dovuti i contributi, in quanto sono riconosciuti figurativamente dall’istituto: il datore di lavoro deve dunque procedere, nell’integrare l’indennità corrisposta dall’Inps, alla lordizzazione, per far sì che la retribuzione netta della dipendente in maternità non superi la retribuzione ordinaria.

Se il datore, infatti, erogasse l’intera differenza percentuale tra la normale retribuzione lorda mensile e l’indennità a carico dell’Inps, la lavoratrice assente per maternità sarebbe pagato più di un lavoratore in servizio. Grazie alla lordizzazione, invece, il datore, per calcolare l’integrazione a carico dell’azienda, aumenta “virtualmente” l’indennità che l’Inps riconosce al lavoratore, considerando l’incidenza dei contributi a carico di quest’ultimo. In questo modo, evita che il dipendente possa ricevere uno stipendio più alto di quello spettante normalmente.

Come si calcola la lordizzazione dell’indennità di maternità a carico dell’Inps?

Determinata l’indennità a carico dell’Inps, si può procedere al calcolo della lordizzazione. In particolare, il datore di lavoro deve:

  • individuare l’importo che avrebbe percepito la lavoratrice prestando normale attività, al lordo dei contributi e delle ritenute;
  • individuare l’aliquota contributiva a carico della lavoratrice (solitamente il 9,19 o il 9,49%);
  • considerare l’indennità di malattia corrisposta dall’Inps (calcolata come appena spiegato);
  • trovare il coefficiente di lordizzazione; questo è pari a:
    • 1,1012, se l’aliquota contributiva a carico del lavoratore ammonta al 9,19%: l’operazione per trovare il coefficiente è, difatti 100/(100-9,19);
    • 1,1048502, se l’aliquota contributiva a carico del lavoratore ammonta al 9,49%: l’operazione per trovare il coefficiente è, difatti 100/(100-9,49).

Una volta calcolato il coefficiente di lordizzazione, l’integrazione a carico dell’azienda si calcola come segue:

  • importo a favore della lavoratrice durante lo svolgimento della normale attività, meno l’indennità erogata dall’Inps per il coefficiente di lordizzazione.

Calcolo indennità di maternità a carico dell’Inps e dell’azienda

Proseguiamo allora nel nostro calcolo precedente

  • retribuzione lavoro ordinario =30 x 52,03= 1.560,90
  • Indennità maternità a carico Inps = 1.560,90 x 80% = 1.248,72
  • indennità a carico dell’Inps lordizzata = 1.248,72×100/(100-9,19)= 1.375,09
  • indennità a carico dell’azienda, quando è dovuta l’integrazione= (1.443,92-1.375,09) =68,83

note

[1] L.33/80; Art.29-30 Cost; D.lgs.151/2001.

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