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Malattia gestione separata: quanto spetta?

11 Settembre 2019 | Autore:
Malattia gestione separata: quanto spetta?

Professionisti e cococo: quando si ha diritto all’indennità di malattia, a quanto ammonta, qual è la sua durata massima.

Sei un professionista o un collaboratore iscritto alla gestione Separata e ti sei ammalato? Se sei convinto che l’indennizzo per malattia non ti spetti, in quanto non sei un lavoratore dipendente, devi sapere che gli iscritti alla gestione Separata dell’Inps, sia lavoratori parasubordinati (cococo) che liberi professionisti, hanno diritto all’indennità di malattia, se versano il contributo aggiuntivo dello 0,72%. Ne sono esclusi, invece, i collaboratori e i professionisti già pensionati e quelli iscritti alla gestione Separata non in via esclusiva (che pagano la sola aliquota del 24%). Facciamo chiarezza, allora, sulla malattia gestione Separata: quanto spetta, chi ne ha diritto, per quanti giorni viene pagata, a quanto ammonta l’indennità se il lavoratore viene ricoverato in ospedale.

Chi ha diritto all’indennità di malattia gestione Separata?

I collaboratori ed i professionisti hanno diritto al trattamento di malattia se:

  • risulta accreditato almeno un mese di contributi nella Gestione separata, nei 12 mesi che precedono la data di inizio della malattia (a seguito del decreto crisi 2019 [1]; in precedenza, erano necessari 3 mesi negli ultimi 12 mesi) ;
  • nell’anno solare che precede la data di inizio della malattia, il reddito del lavoratore soggetto a contribuzione non supera il 70% del massimale contributivo annuo (il massimale è pari a 101.427 euro nel 2018);
  • l’attività lavorativa risulta in corso al momento del verificarsi della malattia;
  • c’è un’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo indennizzato.

Poiché la base imponibile sulla quale calcolare il minimale contributivo è pari a 15.878 euro per il 2019, il lavoratore possiede un mese di contributi se risultano versati:

  • almeno 452,92 euro, se cococo o parasubordinato in generale, in quanto l’aliquota è pari al 34,23%;
  • almeno 340,32 euro se libero professionista, in quanto l’aliquota è pari al 25,72%.

Qual è la durata dell’indennità di malattia gestione Separata?

La durata dell’indennità di malattia, per i parasubordinati, è pari al massimo di un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro; in ogni caso, il limite non può essere inferiore a 20 giorni nell’arco dell’anno solare, a meno che la malattia non duri meno di 4 giorni.

Gli eventi che costituiscono una continuazione della malattia o una ricaduta sono indennizzabili anche per i primi 3 giorni.

L’indennità spetta anche per le festività, fino al raggiungimento del limite indennizzabile per evento morboso o per anno solare.

A quanto ammonta l’indennità di malattia Gestione Separata?

La misura dell’indennità di malattia si calcola in questo modo:

  • si prende a riferimento il massimale contributivo annuo;
  • lo si divide per 365;
  • si moltiplica il massimale giornaliero così ottenuto per diverse misure percentuali, a seconda del numero di mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti la data della malattia.

Le percentuali per le quali deve essere moltiplicato il massimale giornaliero sono pari al:

  • 8%, se risultano accreditate sino a 4 mensilità;
  • 12% se risultano accreditate da 5 a 8 mensilità;
  • 16% se risultano accreditate da 9 a 12 mensilità.

Ad esempio, l’indennità giornaliera di malattia, per un lavoratore che possiede 6 mesi di contributi, è pari a:

  • 102543: 365 * 12%, ossia a 33,71 euro.

Con l’entrata in vigore del decreto crisi [1], gli importi dell’indennità di malattia sono aumentati del 100%, assieme a quelli dell’indennità di degenza ospedaliera, che passano dunque, rispettivamente, al 16%, 24% e 32%.

Come si chiede l’indennità di malattia gestione Separata?

Il lavoratore, per ottenere l’indennità, deve richiedere il certificato di malattia al proprio medico curante, che lo deve trasmettere telematicamente all’Inps. Se il lavoratore ha un rapporto parasubordinato, deve inviare entro 2 giorni al proprio committente l’attestato di malattia, cioè il certificato senza diagnosi.

In caso di invio oltre il termine non giustificabile si perde l’indennità relativamente alle giornate di ritardo.

Il lavoratore deve poi presentare domanda di indennità di malattia all’Inps entro un anno. La domanda può essere inoltrata tramite:

  • portale web dell’Inps, se si possiedono le credenziali d’accesso (Pin dispositivo, Spid, carta nazionale dei servizi Cns);
  • contact center Inps Inail, al numero 803164 (è ugualmente necessario il Pin dispositivo);
  • patronato, attraverso i servizi telematici offerti dall’ente.

Alla domanda deve essere allegata una copia del contratto (o dei contratti) di lavoro. È consigliabile inoltre allegare anche una copia delle dichiarazioni fiscali (o il modello Cu), in modo da velocizzare la liquidazione dell’indennità.

Visita fiscale iscritti alla gestione Separata

Per quanto riguarda le fasce orarie di reperibilità ed il controllo dello stato di malattia, l’Inps può disporre, d’ufficio o su richiesta del committente (solo su richiesta di questi, in caso di eventi di durata inferiore ai 4 giorni), l’effettuazione della visita fiscale domiciliare o ambulatoriale, per accertare la sussistenza dello stato di malattia. Eventuali assenze ingiustificate alla visita di controllo (domiciliare e/o ambulatoriale) sono sanzionate secondo i criteri e le modalità già applicati per i lavoratori dipendenti aventi diritto all’indennità di malattia.

In particolare, in caso di mancata visita per assenza del lavoratore all’indirizzo indicato, viene generalmente rilasciato un avviso recante l’invito per quest’ultimo a presentarsi il giorno successivo (non festivo) alla visita di controllo ambulatoriale, salvo che l’interessato non riprenda l’attività lavorativa.

Se non si presenta, l’Inps informa il datore di lavoro, o il committente, ed invita il lavoratore a fornire le proprie giustificazioni entro 10 giorni.

Ricordiamo che le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale sono le medesime valide per i lavoratori dipendenti del settore privato:

  • la mattina, dalle 10 alle 12;
  • la sera, dalle 17 alle 19.

Sanzioni assenza visita fiscale per iscritti alla gestione Separata

Ecco quali sono le sanzioni per l’assenza alla visita fiscale:

  • se il lavoratore risulta assente alla prima visita, si ha la perdita totale di qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia;
  • se il lavoratore risulta assente alla seconda visita, si applica una riduzione del 50% del trattamento economico per il residuo periodo;
  • se il lavoratore risulta assente alla terza visita, l’indennità di malattia è interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia.

note

[1] Dl 101/2019.


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