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Rottamazione o pace fiscale: cosa conviene?

30 Luglio 2018 | Autore:
Rottamazione o pace fiscale: cosa conviene?

Sanare il debito col Fisco con le attuali agevolazioni (ormai in scadenza) oppure attendere la nuova sanatoria prevista dal Governo ma ancora incerta?

Perché mettersi a posto con il Fisco grazie ad una semplice stretta di mano quando lo Stato propone addirittura un abbraccio? Perché un contribuente da cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione pretende l’arretrato delle tasse dovrebbe accettare le attuali condizioni per sanare il suo debito quando sarebbero in arrivo delle altre che gli farebbero risparmiare un po’ di soldi? Sono le domande che molti cittadini, persone fisiche e professionisti, si pongono in queste ore per risolvere questo dilemma: tra rottamazione e pace fiscale, cosa conviene? Meglio saldare subito oppure aspettare le mosse annunciate dal Governo?

La risposta è tutt’altro che scontata. Perché c’è il rischio concreto che la cura sia peggio della malattia, cioè che per non aderire all’attuale rottamazione delle cartelle ed attendere la pace fiscale non si rientri nei parametri previsti dal futuro provvedimento dell’Esecutivo e si debba pagare tutto senza sconti di sanzioni o di interessi.

Che si fa, allora? Si lancia la monetina all’aria? Se esce testa si accetta la rottamazione-bis e se esce croce si aspetta la pace fiscale? Pagare o non pagare? Questo è il dilemma. Da risolvere in fretta: la prima scadenza della rottamazione-bis porta la data del 31 luglio 2018. Cioè già.

Azzardare oggi che cosa sarebbe meglio fare è piuttosto arduo: lo sport preferito dei politici, infatti, è quello di cambiare le carte in tavola all’ultimo momento. Quindi finché non c’è scritto nero su bianco a che cosa si va incontro con la pace fiscale, decidere adesso sarà soltanto un gioco d’azzardo come quelli che lo stesso Governo vuole limitare con il decreto Dignità. Manca solo che i contribuenti diventino fiscalmente ludopatici.

Quello che si può fare, invece, è capire che cosa significa aderire adesso alla rottamazione e che cosa ha intenzione (ma solo intenzione) di fare Palazzo Chigi in futuro, per tentare di capire che cosa conviene, se la rottamazione o la pace fiscale. Dopodiché, come si sul dire, che Dio la mandi buona a chi deve mettersi a posto con le proprie cartelle.

Rottamazione delle cartelle: che cosa comporta?

Chi aveva intenzione di aderire alla rottamazione-bis [1] delle cartelle sapeva di poter pagare il suo debito in cinque rate (la prima scadenza, appunto, è il 31 luglio 2018) versando solo le somme iscritte a ruolo come capitale, interessi legali e remunerazione del servizio di riscossione. Qual è il vantaggio? Che non si pagano sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive che gravano sui crediti previdenziali.

Il pagamento dei carichi che riguardano il periodo da gennaio a settembre 2017 va fatto:

  • in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2018;
  • in un massimo di cinque rate di pari importo da pagare nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.

È possibile fare questi versamenti attraverso:

  • il portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • l’app EquiClick;
  • gli sportelli dell’Ente di riscossione;
  • gli sportelli bancari o postali;
  • l’home banking;
  • i punti Sisal o Lottomatica;
  • i tabaccai convenzionati con Banca 5;
  • gli sportelli Bancomat aderenti ai servizi CBILL;
  • il Postamat;
  • la domiciliazione bancaria.

Pace fiscale: che cosa comporta?

La pace fiscale annunciata dal Governo Conte, invece, offre all’apparenza qualche agevolazione in più. Stando a quanto trapelato finora (da prendere, ovviamente, con le pinze) si potrebbe sanare la propria posizione con il Fisco versando il 6% del debito per imposte, sanzioni, interesse e costi accessori ma a condizione che il contribuente non abbia un immobile di proprietà e sia inserito in una fascia di reddito basso. Le aliquote salirebbero:

  • al 10% se il contribuente ha un immobile ed un reddito sotto i 24mila euro;
  • al 25% in tutti gli altri casi con un versamento massimo di 200mila euro.

Quindi, stando a queste indiscrezioni, chi oggi ha tra le mani una cartella che scotta pagherebbe, male che vada, il 25% di quel che deve. Il restante 75% lo offre la casa.

Rottamazione o pace fiscale: che cosa si rischia?

Si torna alla domanda di partenza: tra rottamazione e pace fiscale cosa conviene? La risposta resta nell’aria, a discrezione del contribuente. Il quale, però, deve essere consapevole del rischio che corre a scegliere l’una o l’altra.

Se si rinuncia alla pace fiscale e decide per la rottamazione-bis si deve cominciare a pagare e alla svelta: come ha già ricordato l’Agenzia delle Entrate Riscossione, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento della prima e/o unica rata, non sarà possibile avere altre rateizzazioni tranne che per le cartelle e gli avvisi che sono stati notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione. Ricordiamo che quella prima o unica rata con scadenza prevista per il 31 luglio riguarda i carichi relativi al periodo del 2017.

Certo, chi non paga ora può sempre dire: lo farò quando arriverà la pace fiscale annunciata dal Governo. Attenzione, però, perché è come giocare alla roulette russa. Con doppio rischio che nel tamburo del revolver ci siano due pallottole e non una sola. La prima colpirebbe per non sapere se e quando la pace fiscale arriverà e, nel frattempo, passano le scadenze delle rate previste nell’ambito della rottamazione-bis. Come detto, una volta che non sono state corrisposte le prime rate non sarà più possibile avere agevolazioni.

Il secondo rischio consiste nel fatto che ancora non si sa chi potrà beneficiare di questa sorta di sanatoria. La sorpresa, amara per alcuni, potrebbe essere l’annuncio della pace fiscale solo per la fascia di contribuenti maggiormente in difficoltà e solo per alcuni tipi di cartelle. Il resto, avendo già rinunciato alla rottamazione-bis, perderà l’una e l’altra opzione e dovrà corrispondere il debito senza usufruire di agevolazioni.

Questo rischio è stato suggerito anche dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale ha sottolineato che la pace fiscale arriverà a beneficio di chi ha dei particolari problemi con il pagamento del debito al Fisco. C’è addirittura chi, all’interno della compagine di Governo (vedi il consigliere economico della Lega Armando Siri), ipotizza che la pace fiscale potrebbe riguardare soltanto le cartelle esattoriali emesse fino al 2014. Ciò significa che della nuova sanatoria del Governo potrà far parte una cerchia di contribuenti decisamente più ridotta rispetto a quella che ha potuto usufruire della rottamazione-bis. Sempre che pace sia perché, come detto all’inizio, finché non c’è nulla nero su bianco esiste solo un modo di beneficiare di agevolazioni per rottamare le cartelle.


note

[1] Dl n. 148/2017.


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3 Commenti

  1. IO QUESTO GOVERNO NON L’HO CAPISCO,OGGI C’ERA LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE NON UNA PAROLA ,UN COMMENTO , UNA PROROGA , QUALCOSA IN AIUTO DEI CITTADINI, FARE QUALCHE RATA IN PIU’, TUTTO TACE…..DEVO ESSERE SINCERA INCOMINCIO A PENSARE CHE ERA MEGLIO IL PEGGIO, QUI SI PARLA SOLO DI MIGRANTI…..

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