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Valentina Azzini: uno studio convenzionato… alla passione

10 agosto 2018


Valentina Azzini: uno studio convenzionato… alla passione

> Business Pubblicato il 10 agosto 2018



Sono nata a Verona il 9 agosto 1984. Da piccola avrei voluto fare tanti mestieri: il meccanico, l’archeologa, l’architetto, l’insegnante di matematica. Con quest’ultima aspirazione mi iscrivevo dunque al liceo scientifico, indirizzo PNI (Piano Nazionale dell’Informatica), perché prevedeva uno studio più approfondito della matematica, della fisica e dell’informatica.

Contrariamente alle mie aspettative, capire la matematica ed ottenere i risultati e le soddisfazioni che avevo nelle altre materie, richiedeva notevoli sforzi…ed i risultati non andavano comunque molto al di sopra della sufficienza.

Nell’estate del 2003, dopo l’esame di maturità era arrivato il momento di iscriversi all’università, ma quale Per esclusione, decisi di iscrivermi alla Facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli studi di Verona, anche se non avevo mai studiato nulla di diritto fino a quel momento…o forse proprio perché incuriosita dalla novità.

Sebbene le parole del Preside di facoltà alla prima lezione non fossero state particolarmente rassicuranti (eravamo circa 400 matricole e lui affermò: “Di tutti voi si laureeranno nei tempi solo le prime quattro file di studenti”), non potevo fare scelta migliore: il diritto mi appassionava, lo studiavo volentieri e gli esami andavano bene.

Avevo trovato la mia strada: fare l’avvocato.

Nel mese di marzo del 2006 mi laureavo dunque in Scienze giuridiche, corso di laurea triennale, con voto di 101/110 e tesi in diritto dell’Unione europea dal titolo “La personalità giuridica dell’Unione europea”.

Il diritto dell’Unione europea e il diritto internazionale mi appassionavano molto, tanto che, come corso di laurea specialistica, sceglievo Giurisprudenza con indirizzo internazionale.

Esattamente due anni dopo, a marzo del 2008, conseguivo quindi la laurea in Giurisprudenza con voto di 105/110 e tesi dal titolo “La sottrazione internazionale di minori e la convenzione dell’Aja di diritto internazionale privato”.

Terminata l’Università era giunto il momento di iniziare la pratica forense (o pratica d’avvocato), che all’epoca durava due anni.

All’Università il consiglio che ci avevano dato era di trovare uno studio dove potessimo davvero imparare il mestiere; non importava che fosse uno studio blasonato, l’importante era trovare un avvocato che ci dedicasse il giusto tempo, insegnandoci “sul campo” a fare i giuristi.

Mi informavo dunque subito su internet, perché non avevo nessun parente o amico avvocato, né sapevo a chi rivolgermi per trovare uno studio dove iniziare il praticantanto e venivo a conoscenza di una Associazione, riconosciuta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona, che – previo colloquio – metteva in contatto aspiranti praticanti e studi legali in cerca di collaboratori.

Dopo circa una settimana venivo contattata da uno studio veronese che si occupa di diritto civile e diritto del lavoro.

Era uno studio di tre avvocati, tra loro indipendenti, e uno di questi cercava un praticante.

Il diritto del lavoro non mi era mai piaciuto, all’università avevo superato gli esami di diritto sindacale e diritto del lavoro con buoni voti, ma nessuna passione.

Avevo però voglia di iniziare a mettere in pratica i miei studi, quindi, confortata dal fatto che quello studio si occupava anche diritto civile in senso ampio (diritto di famiglia, sinistri, obbligazioni e contratti in generale), mi resi disponibile per un colloquio e nel mese di maggio 2009 iniziai la pratica forense.

Contemporaneamente, per non escludere anche altri possibili percorsi professionali, iniziavo la pratica notarile e una collaborazione con la Cattedra di diritto dell’Unione europea dell’Università di Verona, come cultrice della materia (in pratica, interrogavo gli studenti agli esami assieme ai docenti e tenevo qualche lezione universitaria sugli argomenti oggetto della mia tesi).

Durante la pratica d’avvocato necessariamente mi confrontavo sempre più anche con questioni di diritto del lavoro e scoprivo che la materia era molto più interessante di quanto pensassi. Mese dopo mese, il diritto del lavoro privato e pubblico iniziava proprio ad appassionarmi.

Il mio dominus (l’avvocato presso cui facevo la pratica) mi affidava la gestione di numerose pratiche, riguardanti gli argomenti più vari; mi dava la possibilità così di redigere una vasta gamma di atti giudiziari e condurre semplici trattative economiche con le controparti.

A dicembre 2011 sostenevo quindi le prove scritte dell’esame di avvocato, a giugno 2012 uscivano i risultati, ero passata. A settembre sostenevo la prova orale con esito positivo.

Nel frattempo, sorti dei contrasti nello studio ove avevo fatto la pratica forense, decidevo di cercare un nuovo ambiente dove proseguire la mia crescita professionale.

Contemporaneamente mi rendevo conto che la carriera universitaria e quella notarile non mi appassionavano come l’avvocatura e decidevo di abbandonarle entrambe.

Trovavo una stanza da un collega, che cercava sì un collaboratore, ma in realtà non aveva molto lavoro da affidarmi, i guadagni per me erano irrisori, dunque decisi di iniziare a costruire qualcosa di “mio”, di sfruttare il tempo di inattività per trovare possibili clienti o possibilità di farmi conoscere come legale.

Inviavo allora il mio curriculum e chiedevo appuntamenti presso diverse associazioni sindacali o associazioni dei consumatori per offrirmi come legale convenzionato e, nel mese di dicembre 2012, iniziavo a collaborare con Adiconsum, l’Associazione per la tutela dei consumatori istituita nell’ambito della CISL, fornendo consulenza in un paio di sedi nella provincia di Verona.

Nel mese di gennaio 2013 iniziavo anche a scrivere per il neonato portale La Legge per Tutti, per farmi conoscere come avvocato anche sul web.

Sempre nel 2013 diventavo legale convenzionato del Sindacato GILDA degli Insegnanti sede di Verona.

Avendo appena iniziato la professione non avevo una clientela sufficientemente ampia da consentirmi di mantenermi da sola, lo studio in cui ero non mi dava opportunità di crescita professionale, dunque chiedevo ad un collega che conoscevo da tempo, consideravo bravissimo e molto corretto e che spesso mi chiedeva qualche sostituzione in udienza, se in studio aveva un posto in più per me. Sapevo che da lui avrei potuto imparare tanto e diventare un giorno un bravo avvocato.

Nel mese di ottobre del 2013 si avviava a collaborazione con La Legge per Tutti.

Nel frattempo, iniziavo ad ampliare sempre più la mia clientela personale, tramite il passaparola di amici e parenti e attraverso le diverse opportunità che mi ero nel tempo creata.

Alcune collaborazioni finivano (quella con Adiconsum), altre (quella con il portale La Legge per Tutti e il sindacato GILDA) proseguivano con risultati e soddisfazioni sempre migliori, altre ancora iniziavano, come quella di legale convenzionato della CGIL di Verona, per le vertenze di lavoro riguardanti i dipendenti del settore commercio, turismo e pubblici esercizi.

Con l’inizio del 2018, a 33 anni, nel frattempo sposata e con un bambino, ero finalmente in grado di aprire uno studio solo mio, studio che diventava anche il terzo studio fisico in Italia di La Legge per Tutti, dopo quello di Cosenza e Milano.

Dopo nove anni di formazione, delusioni e soddisfazioni, sono riuscita a mettermi “in proprio” e a diventare quell’avvocato che avrei voluto essere ai tempi dell’università e che vedevo come irraggiungibile nel corso degli anni.

Ci vuole pazienza, inventiva, intraprendenza, ma è un traguardo che chiunque può raggiungere, senza necessariamente trascurare la propria vita famigliare e rinunciare ai propri ulteriori interessi.

Qualche consiglio per chi è all’inizio di questo percorso? Darsi da fare, cercare nuove strade per farsi conoscere, sfruttare il web e le nuove tecnologie, non scartare nessuna possibilità anche se apparentemente “non fa per me”, imparare e fare una pratica professionale vera e proficua.

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1 Commento

  1. Grazie per la tua testimonianza, è da stimolo per andare avanti e credere, sempre più, nella nostra fantastica e necessaria missione.
    Saluti
    Avv. Sebastiano Greco

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