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Denuncia alla guardia di finanza in anonimo: si può?

30 Luglio 2018
Denuncia alla guardia di finanza in anonimo: si può?

La denuncia anonima non dà diritto ad entrare in casa del contribuente e fare indagini se non è preceduta da atti di indagine che hanno individuato gravi indizi di colpevolezza.

I processi sommari, quelli del periodo pre e post bellico, si basavano soprattutto su segnalazioni anonime. La gente temeva ritorsioni in un’epoca in cui la società era un far west e farsi giustizia da sé non era molto difficile. Oggi i principi democratici impongono trasparenza: trasparenza soprattutto in favore di chi è oggetto di un procedimento amministrativo o giudiziario. È la Costituzione stessa che lo impone sancendo il diritto alla difesa. E non ci può essere vera difesa se non si sa da chi difendersi. Risultato: non sono ammesse denunce anonime in nessun ambito; e se anche dovessero essere spedite, non possono sortire effetti. Ciò non toglie che una lettera inviata a un’autorità possa quantomeno destare la curiosità dell’ufficio e spingere il funzionario di turno ad effettuare indagini laddove i suoi poteri glielo consentono. Indagini che in tal caso partiranno d’ufficio e non su richiesta di parte. Potrebbe succedere in merito alla commissione di un reato (purché non punibile su querela di parte, mancando la quale infatti mancherebbe il presupposto per l’avvio del procedimento). Ma succede anche in ambito tributario. Una recente sentenza della Cassazione spiega se è possibile una denuncia alla guardia di finanza in anonimo [1]. La questione si può traslare, negli stessi termini, per le segnalazioni indirizzate all’Agenzia delle Entrate. Ecco cosa è stato detto in questa occasione.

Come spiegato poc’anzi, la polizia non può prendere denunce anonime: è pertanto tenuta a cestinarle non appena arrivano. Altrettanto dovrebbe fare la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate. Gli stessi moduli scaricabili dai siti dell’amministrazione finanziaria, destinati al raccoglimento delle “accuse” nei confronti di altri contribuenti, presentano sempre il capo ove apporre la sottoscrizione dell’autore.

In particolare la Guardia di Finanza non può accettare segnalazioni prive di firma. Né è tenuta a rispondere (del resto, a chi?). Ma soprattutto non è obbligata ad avviare un procedimento di indagine da una lettera anonima. Il che significa che chi vuol denunciare un’evasione fiscale deve metterci la faccia: si pensi all’inquilino nei confronti del proprietario dell’appartamento che non vuole registrare il contratto; al dipendente a conoscenza del fatto che il proprio datore di lavoro paga gli stipendi con denaro in nero; al commerciante che sa del rivale che non emette scontrini; al cliente che non ha ricevuto la fattura dal professionista cui ha pagato la parcella, ecc.

Questo non toglie che, nei fatti, le missive anonime vengono comunque lette prima di essere strappate. E possono mettere la “pulce nell’orecchio” all’intendente di turno. Il quale può così decidere, di propria iniziativa, di avviare comunque un controllo. Ma in tal caso i suoi poteri saranno limitati. Non potrà cioè presentarsi a casa del contribuente per eseguire indagini, richiedere documentazioni, effettuare confische o sequestri. In questo senso, possiamo dire che la denuncia anonima alla guardia di finanza è un’arma con la punta spezzata.

Con la pronuncia in commento la Cassazione non fa che ribadire questo principio: è illegittima l’autorizzazione del Pm a eseguire la verifica fiscale a casa del contribuente basata solo su informazioni anonime. Difatti l’accesso domiciliare è consentito solo se ricorrono gravi indizi di violazione delle norme tributarie. E di certo una segnalazione anonima non è un indizio, tantomeno grave, perché si fonda solo su una dichiarazione di un soggetto rimasto sconosciuto. Senza contare che essa non consente all’interessato di difendersi compiutamente. Di conseguenza, anche l’atto impositivo basato sulla contabilità parallela recuperata all’interno dell’abitazione del titolare della ditta individuale è illegittimo.

Il caso di specie origina da un accertamento fatto a casa di un ristoratore presso cui le fiamme gialle avevano trovato una contabilità parallela. Era quindi scattato il recupero a tassazione, da parte del fisco, delle imposte evase e, in particolare, dell’Iva, Ires e Irpef. È, tuttavia, legittima l’autorizzazione del Pm all’accesso in casa del contribuente se fondato solo su informazioni anonime? La risposta della Cassazione è lapidaria: se non ricorrono i gravi indizi di violazione delle norme tributarie non si possono eseguire ispezioni e verifiche fiscali all’interno delle abitazioni dei contribuenti.

La denuncia anonima – sottolinea la Suprema Corte – può essere solo un indizio e, di certo, «l’indizio non è prova nemmeno presuntiva», «la notizia (verbale o scritta) di fonte non individuata e non individuabile non può assurgere a dignità d’indizio» e che «l’accesso all’abitazione non può essere il primo atto ispettivo dopo una denuncia anonima, occorrendo un minimo d’indagine e di riscontro, per acquisire la cognizione di fatti, sia pure dotati di semplice valore indiziario».


note

[1] Cass. sen. n. 20096/18.


16 Commenti

  1. Da quel che leggo, o gli Agenti della GdF fanno il suo dovere o niente perché una persona pur di sapere che in un ristorante lavorano 4 persone in Nero non può denunciare perché per poterlo fare deve dire i suoi dati personali ??? Allegria allora e tanti auguri a questa Italia che non uscirà mai da questa situazione !!

  2. è la legge piu’ cretina che possa essere stata eletta, ma come una denuncia anonima non viene presa in considerazione? si ha bisogno dei dati del denunciante? e c’e bisogno che si denunci allora? ma dai non fatemi ridere, chi ha emesso sta sentenza secondo me ci sguazza e come diceva l’amico pirla, povera italia, si con la “i” minuscola, perche’ un tempo era Italia.

  3. Per tutto quello che si sente se uno vuole fare una denuncia anonima secondo loro non sapendo chi c’ è dietro questa gente che fa le truffe uno si rovina la vita per cosa per segnalare che una persona truffa lo stato, allora non ci si può lamentare per come stiamo.

  4. Dirò di più! Il nominativo del denunciante non viene coperto da nessuna forma di privacy per cui in men che non si dica, per il tramite dell’avvocato difensore o chi abbia accesso agli atti, il denunciato viene a sapere esattamente l’identità del denunciante. E questo anche in campo penale. Ora, per salvare capra e cavoli, si potrebbe prevedere che, accanto all’obbligo di dichiarare le proprie generalità nell’atto di denuncia come assunzione di responsabilità, ci sia la tutela dell’anonimato del denunciante nei confronti di terzi in qualunque fase dell’accertamento per cui le generalità del denunciante venissero crittografate e omesse in tutti gli atti. Ma questo non conviene a tantissima gente e non solo al furbetto di turno. Ecco perché non è mai diventata legge!

  5. È assurdo! Poi dicono …denunciate !! Così facendo alimentano il lavoro nero . Ci sono dei ristoranti specialmente nel periodo estivo, dove i camerieri lavorano in nero . La maggior parte ha il lavoro fisso in enti statali. È vergognoso !! Così facendo nn danno la possibilità alle persone che sono disoccupate di lavorare . Nn è giusto !! Vengono pagati dallo stato e in più lo fregano .

  6. Che grandissima stupidagine !!!!
    Se metto la faccia con i miei documenti e la mia firma, allora la GDF inizia un procedimento se invece io non firmo e quindi non rilascio i miei dati, allora non va bene la possono anche cestinare.
    Bene….quindi se io mi reco alla GDF, firmo e presento i miei documenti e racconto un mare di stronzate…in questo caso la GDF accetta la mia denuncia ed inizia le indagini !!!! Poi se è vero o meno cio’ che racconto…sono problemi del denunciato, magari incolpevole !!!! che stronzata….poi ci chiediamo, perchè l?italia non va avanti?!?!!??!

        1. Puoi trovare la risposta nei nostri articoli:
          -Come fare denuncia di lavoro in nero. Chi non ha regolare contratto può fare segnalazione alla Guardia di Finanza o all’Ispettorato del lavoro senza rischiare nulla. Per l’azienda, pesanti sanzioni. https://www.laleggepertutti.it/167403_come-fare-denuncia-di-lavoro-in-nero
          -Lavoro in nero: denuncia alla Finanza ed evasione fiscale https://www.laleggepertutti.it/273673_lavoro-in-nero-denuncia-alla-finanza-ed-evasione-fiscale
          -Lavoro in nero: che rischi corre chi denuncia? https://www.laleggepertutti.it/277359_lavoro-in-nero-che-rischi-corre-chi-denuncia

  7. Di solito chi evade il fisco è un delinquente, si è arricchito truffando lo stato e i cittadini onesti quindi bisogna fare anche attenzione ad esporsi perchè il potere economico potrebbe ritorcersi contro con delle azioni non solo legali ma anche illegali….. Io sono del sud e conosco tanti casi del genere, se le istituzioni lavorano con gli occhi bendati.. pace e bene.
    Le grandi aziende da fatturati milionari, non possono evadere il fisco è tutto registrato, materiale in ingresso in uscita, prodotti finiti che escono e compiono spostamenti anche intercontinentali.. sono i medio piccoli artigiani ed esercizi commerciali che bisognerebbe passare al setaccio. Questi la fanno da padrona, fanno girare denaro sporco liquido..

  8. Come posso denunciare una persona che lavora in nero? Perché questo furbetto non pagare le tasse come le paghiamo noi

  9. Pago tangente alla malavita per poter consegnare con i miei furgoni la merce che vendo. Ovviamente non posso denunciarli perché il loro clan è composto da più persone quindi pur arrestando il colpevole ci sarebbero ritorsioni contro dai complici….questo è lo stato che ci difende??? Ecco perché è tutto uno schifo le istituzioni in prima linea…..uno stato che non è in grado di eliminare questi delinquenti….che poi chi è più delinquente lo stato o chi con la tangente ti elimina la concorrenza ti controlla il furgone quando si consegna ecc ecc…. viviamo in un mondo fatto al contrario….

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