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Quanto pagano l’oro i compro oro?

16 Agosto 2018
Quanto pagano l’oro i compro oro?

Quali parametri vengono utilizzati per la valutazione del tuo oro usato? Quali precauzioni puoi adottare?

Hai deciso di vendere il tuo oro usato: le motivazioni possono essere tante, dal regalo sbagliato al puro e semplice bisogno economico, ma adesso ti stai domandando come verranno valutati i tuoi gioielli e quale profitto potrai ricavarne. Molteplici sono gli sbagli in cui puoi incorrere perché il settore dei metalli preziosi è particolarmente tecnico, e questo comporta spesso una situazione di assoluta disparità di informazioni tra chi vende e chi invece acquista, in forza della quale il primo non è a conoscenza degli strumenti che il secondo utilizza per la stima del suo oro usato e non riesce dunque a comprendere se la valutazione proposta è onesta o meno. In questo articolo vedremo dunque di chiarire quanto pagano l’oro i compro oro, negozi autorizzati ben distribuiti su tutto il territorio nazionale che svolgono in via principale l’attività di stima e di acquisto di metalli preziosi, escludendo dunque dal nostro discorso le gioiellerie che occasionalmente svolgono tali attività in via secondaria. Il settore di acquisto dei metalli preziosi ha conosciuto una significativa espansione dovuta alla crisi economica, ed è stato recentemente interessato da nuove norme [1] che impongono obblighi puntuali di documentazione delle operazioni concluse e di tracciabilità dei pagamenti effettuati (soglia fissata a 500 euro e non più 1.000 per i pagamenti in contanti) al fine di scongiurare il rischio di commissione di attività illecite.

Quali parametri vengono utilizzati?

I compro oro effettuano la stima del tuo oro usato utilizzando alcuni parametri, ovvero il peso, i carati e il prezzo dell’oro al grammo.

Il peso viene calcolato ponendo l’oggetto sopra una bilancia di alta precisione specifica per questa attività, in genere posta sopra il bancone e alla portata del cliente. Le bilance digitali danno maggiori garanzie e ti tengono al riparo da possibili truffe, ma in ogni caso ti consiglio di pesare il tuo oggetto prima di portarlo in negozio, anche tramite il tuo gioielliere di fiducia oppure utilizzando una mini bilancia di precisione per piccoli pesi che ti consentirà di poter valutare sommariamente la correttezza di questa operazione.

I carati rappresentano il grado di purezza del tuo oro: generalmente i gioielli presenti nelle nostre case sono realizzati con oro unito ad altri metalli (rame, argento ecc.),  dunque i carati rappresentano le parti di oro rispetto al totale. Ti ricordo a tale proposito che quando leggi una valutazione che ti sembra nettamente superiore alla media spesso essa è riferita proprio all’oro puro, che in genere non viene utilizzato in gioielleria perché troppo tenero e difficile da lavorare. Per poter comprendere i carati del tuo gioiello il negoziante utilizzerà specifici test, e inoltre farà riferimento alla sigla presente nel gioiello, impressa tramite la tecnica della punzonatura: la massima purezza è rappresentata dal simbolo 24kt,  con la sigla 18kt invece si indica che ci sono 18 parti di oro puro su 24 totali, ecc.

Una volta ottenuti questi dati, dovrai moltiplicare il peso del tuo oro usato per il prezzo dell’oro al grammo, che viene calcolato prendendo come riferimento il valore dell’oro puro (24kt), opportunamente rapportato in base ai carati posseduti dal nostro gioiello. Il valore dell’oro puro viene determinato dalla Borsa di Londra, tramite quotazioni ufficiali (cosiddetti fixing) pubblicate due volte al giorno, ovvero alle 10.30 e alle 15.00 (orario di Londra). Una volta appreso il valore dell’oro puro, dovrai sottrarre la percentuale relativa ad altri metalli, ad esempio nel caso di oro 18kt dunque con 750 parti di oro puro su 1.000 dovrai sottrarre al valore determinato dalla Borsa di Londra una percentuale pari al 25%.

Quanto pagano i compro oro in definitiva? 

In realtà i compro oro generalmente propongono un prezzo inferiore rispetto a quello da te calcolato sulla base del valore dell’oro puro determinato dai mercati, questo perché altrimenti non otterrebbero alcun tipo di guadagno; ciononostante è importante che tu abbia la consapevolezza del valore del tuo oro usato, per evitare di accettare valutazioni troppo basse e disoneste. La scelta di vendere oro usato dovrebbe essere inoltre presa anche considerando il valore attuale dell’oro, perché in caso di flessione negativa potresti benissimo decidere di aspettare prima di vendere per ottenere un prezzo migliore.

Un ultimo consiglio: non fermarti al primo compro oro

Ti sconsiglio vivamente di accettare la proposta del primo acquirente che ti capita: al contrario prenditi del tempo per informarti prima su quanti compro oro siano presenti nella tua zona, e per ricercare anche eventuali recensioni presenti sui social. Tieni infine bene a mente che prima di vendere puoi richiedere ai negozianti dei preventivi personalizzati, che generalmente vengono forniti gratuitamente e ti consentono di confrontare le varie valutazioni e scegliere la più conveniente.

Di Cinzia Pacileo


note

[1] D. lgs n. 92 del 25 maggio 2017

Autore immagine: pixabay.com


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2 Commenti

  1. Una società che svolge l’attività di compro oro può tenere dei database con i dati personali dei clienti? Se si, quali obblighi ha la società nei confronti dei clienti (informativa, cancellazione su richiesta, etc.) e a quali adempimenti burocratici è tenuta (comunicazione al garante privacy, etc.)?

    1. Innanzitutto si sottolinea che il settore professionale oggetto della consulenza in questione, risulta essere stato innovato a seguito della introduzione del decreto legislativo n. 92 del 5.07.2017, emanato in attuazione dell’articolo 15, comma 2, lettera l), della legge n.170 del 2016, appunto recante disposizioni in materia dei “compro oro”.
      La disciplina della materia prevede appunto che:
      – l’esercizio dell’attività di cui si tratta sia riservato agli operatori (persone fisiche o società) iscritti nell’apposito registro istituito tenuto l’OAM (Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi). Tale iscrizione è subordinata al possesso della licenza per l’attività di vendita relativa a oggetti preziosi di cui all’articolo 127 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e relative norme esecutive. Si precisa anche che la predetta iscrizione nel registro, con l’attribuzione di un codice identificativo unico che riporta gli estremi dei documenti comunicati, avviene a seguito di verifica da parte dell’OAM della documentazione inviata e che la mancata iscrizione nel registro costituisce esercizio abusivo dell’attività venendo, quindi, sanzionata penalmente. Eventuali variazioni successive all’iscrizione dovranno, altresì, essere comunicate al medesimo organismo perché in difetto l’operatore incorrerà in delle sanzioni pecuniarie.
      – Gli esercenti detta attività devono provvedere, poi, all’identificazione del cliente prima del compimento di ogni operazione. A tal fine, quindi, l’operatore dovrà identificare il cliente e verificare la sua identità tramite documento d’identità o altro documento di riconoscimento equipollente nonché sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile. L’assolvimento di quest’obbligo, in assenza fisica della persona, si potrà avere, invece, solo nel caso di clienti:
      1) i cui dati risultino da atti pubblici, da scritture private autenticate o da certificati qualificati utilizzati per la generazione di una firma digitale o da dichiarazione della autorità consolare italiana;
      2) in possesso di un’identità digitale o di un certificato per la generazione di firma digitale;
      3) già identificati in relazione ad un altro rapporto o prestazione professionale in corso, purché le informazioni siano aggiornate e adeguate al profilo di rischio;
      4) i cui dati siano acquisiti attraverso idonee forme e modalità individuate dall’Autorità di vigilanza di settore, tenendo conto delle tecniche di identificazione a distanza.
      – L’operatore (persona fisica o società) dovrà poi disporre di un conto corrente apposito ed esclusivo per tutte le operazioni da svolgere in modo tale da assicurare il rispetto dell’obbligo dell’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili che appunto sono necessari per tutte le transazioni di importo pari a superiore a € 500, a prescindere dal fatto che la compravendita dell’oggetto prezioso usato sia fatta anche in maniera frazionata. Ogni operazione, dovrà, poi, essere annotata su una scheda che indichi:
      1) i dati identificativi del cliente;
      2) gli estremi della transazione;
      3) la descrizione sintetica delle caratteristiche dell’oggetto prezioso usato, della sua natura e qualità;
      4) l’indicazione della quotazione dell’oro e dei metalli preziosi contenuti nell’oggetto prezioso usato, rilevata da una fonte affidabile al momento dell’operazione e la sua valutazione in base alla caratteristiche e al suo stato;
      5) due fotografie digitali dell’oggetto prezioso acquisite da prospettive diverse;
      6) la data e l’ora dell’operazione;
      7) l’importo corrisposto;
      8) il mezzo di pagamento utilizzato.
      Poi, al termine dell’operazione dovrà essere fornita al cliente una ricevuta riepilogativa delle informazioni acquisite attraverso la scheda.
      – Gli operatori sono, inoltre, tenuti alla conservazione per dieci anni, nel rispetto della normativa sulla privacy dei dati relativi: all’identificazione della clientela; della scheda predisposta e della copia della ricevuta consegnata. Questa documentazione, inoltre, dovrà essere accessibile da parte delle autorità competenti, integra e non alterata oltre che completa e chiara, pena l’irrogazione di diverse sanzioni pecuniarie.Il controllo sull’osservanza delle disposizioni previste dal decreto su indicato sui “compro oro” spetta alla Guardia di Finanza, la quale in caso di accertamento e contestazione di gravi violazioni può proporre, in maniera accessoria rispetto alla sanzione amministrativa, la sospensione dell’attività per un periodo da quindici giorni a tre mesi.La sanzione per le violazioni degli obblighi può comportare in certi casi anche la cancellazione dall’OAM e l’interdizione all’esercizio dell’attività per tre anni.

      – Gli operatori sono tenuti, poi, a segnalare all’ UIF (Unità di Informazione Finanziaria) eventuali operazioni sospette, secondo le disposizioni del decreto antiriciclaggio; inoltre, ai fini di quest’obbligo, occorre aver riguardo alle indicazioni generali e agli indirizzi operativi contenuti nelle istruzioni e negli indicatori di anomalia di settore emessi della stessa UIF.Nel caso specifico pertanto la risposta al quesito è la seguente: in base alla previsione normativa su indicata ogni cliente dovrà essere identificato e contestualmente quindi dovrà essere tenuto un archivio dei dati relativi a ognuno di essi. La tenuta e la conservazione per dieci anni dei predetti riferimenti dovrà essere strettamente necessaria e correlata alle operazioni oggetto dell’attività svolta, nel rispetto della privacy secondo le modalità su indicate. Parimenti, la società lettrice dovrà provvedere, a conclusione di ogni operazione alla consegna ai ridetti clienti di una ricevuta riepilogativa delle informazioni acquisite.Per quanto concerne, poi, le comunicazioni e gli adempimenti da seguire per svolgere le operazioni in oggetto, si dovranno curare tutti gli aspetti su evidenziati con particolare riguardo all’obbligo di segnalare all’ UIF (Unità di Informazione Finanziaria) eventuali operazioni sospette, secondo le disposizioni del decreto antiriciclaggio.

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