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Fattura con costi indeducibili: come si registra?

4 agosto 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 agosto 2018



Fattura o documento contabile che contiene costi deducibili ed indeducibili: come gestirli nella contabilità del professionista e dell’impresa.

Sei andato al supermercato e, assieme alla spesa per casa, hai comprato del materiale di cancelleria o elettronico per lo studio. Per non far imbufalire chi si trova dietro di te in fila alla cassa, hai fatto un conto unico, quindi un’unica fattura: adesso, però, ti ritrovi con un documento fiscale che riporta costi deducibili ed indeducibili. Eh sì, perché se puoi dedurre la risma di carta, l’agenda, il raccoglitore e le penne, o la chiavetta usb (sono tutti oggetti che servono per l’esercizio dell’attività), non puoi dedurre lo shampoo e il bagnoschiuma, e nemmeno la pizza e l’aranciata (ci sono dei casi in cui le spese per alimenti e bevande sono deducibili dal reddito, ma sono previste forti limitazioni). Quindi hai una fattura con costi indeducibili: che cosa fare? I costi deducibili si possono scaricare comunque, o la presenza di spese indeducibili rende indeducibile l’intera fattura?

Fattura con costi deducibili e indeducibili

La situazione dell’imprenditore, o del professionista, che acquista del materiale utile per l’attività, assieme a dei beni che occorrono per la casa e per la vita familiare, facendo inserire tutto in un conto unico, è piuttosto comune. Considerando che, in questi casi, la fattura è mista, cioè indica costi deducibili e indeducibili, è naturale avere dei dubbi riguardo alla gestione ed alla possibilità di utilizzare il documento per scaricare almeno i costi inerenti: non è comunque il caso di preoccuparsi, poiché la presenza di merci che non riguardano l’attività non impedisce la deduzione dei costi inerenti all’attività.

Tuttavia, sono necessarie delle puntualizzazioni sulla gestione di una fattura con costi “misti”, poiché gli adempimenti in merito sono differenti, a seconda che si tratti di attività di lavoro autonomo/professionale o d’impresa in contabilità semplificata, oppure di attività d’impresa in regime ordinario.

Fattura con costi indeducibili: professionisti e imprese in contabilità semplificata

La compresenza di costi inerenti e non, all’interno dello stesso documento, per un professionista o per un’azienda in contabilità semplificata determina soltanto l’obbligo di dedurre unicamente le spese che riguardano l’attività esercitata.

Così, ad esempio, se un avvocato acquista, assieme alla spesa, penne, risme di carta e raccoglitori, può dedurre dal reddito, come spese di cancelleria, soltanto questi elementi, e non l’intera fattura. Deve registrare, pertanto, solo i costi inerenti in contabilità.

Se un ristoratore, in regime di contabilità semplificata, acquista al supermercato bibite, alimenti ed un profumo, anche se la maggior parte delle spese sono inerenti all’attività, non può comunque dedurre l’intero importo della fattura, poiché deve escludere il profumo.

Occorre dunque aver riguardo alle singole voci presenti nel documento, e non alla deducibilità, o meno, della maggioranza delle voci: così in una fattura possono apparire 100 voci indeducibili ed una sola inerente, che potrà essere regolarmente dedotta, oppure possono essere presenti 100 voci deducibili ed una sola indeducibile, che comunque non potrà essere computata in diminuzione del reddito poiché non è, come alcuni erroneamente ritengono, “assorbita” dalla maggioranza dei costi presenti nel documento.

Fattura con costi indeducibili: imprese in contabilità ordinaria

Lo stesso discorso, relativo alla deducibilità parziale della fattura contenente anche costi non inerenti, vale anche per le imprese in contabilità ordinaria, come le Srl: in questo caso, però, non è sufficiente non registrare le spese estranee all’attività, poiché devono comunque essere registrati tutti i pagamenti.

In pratica, se l’amministratore di una società fa un acquisto per la famiglia, e decide di pagarlo con la carta di credito aziendale, la società risulta sua creditrice. Conseguentemente, per evitare di “inquinare” il bilancio con delle spese non relative all’attività, è necessario rilevare, in contabilità, il sorgere del credito verso l’amministratore, come credito verso soci o verso terzi. Il credito naturalmente dovrà essere rilevato in dare.

Registrazione fattura con costi indeducibili

Facciamo un esempio per capire meglio, ipotizzando che il socio amministratore di una società, che esercita un’attività di ristorazione, acquisti le seguenti merci a nome dell’azienda:

  • contenitori usa e getta (per un totale di 100 euro);
  • tovaglioli usa e getta (per un totale di 100 euro);
  • un profumo (del costo di 10 euro).

La registrazione contabile della fattura deve essere effettuata segnando in dare:

  • 200 euro di materiale di consumo;
  • 44 euro di Iva a credito (cioè il 22% di 200 euro) relativa al materiale di consumo;
  • 12,2 euro di crediti verso soci (di cui 2,2 euro è l’Iva indetraibile sui 10 euro del profumo, che entra a far parte del costo indetraibile, ovvero del credito nei confronti dell’amministratore).

In avere ovviamente deve essere segnato il debito col fornitore, che poi sarà stornato nella registrazione relativa al pagamento.

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